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Il Macrolotto batte Parigi

Acquirenti al Macrolotto di Iolo
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Acquirenti al Macrolotto di Iolo

Gli inglesi arrivano in aereo una volta a settimana. Il presidente Marini: «Sono una risorsa Lavoriamo perché rispettino le regole»

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PRATO. Il Macrolotto di Iolo è il punto di riferimento del pronto moda europeo. È avvenuto il sorpasso anche del quartiere parigino del Sentier, tradizionalmente il punto di ritrovo per i commercianti di mezzo mondo. Ora i venditori di abiti parlano italiano. O meglio cino-pratese. Tra i clienti dei pronto moda cinesi ora ci sono anche gli inglesi. Una volta a settimana fanno gli acquisti per negozi e bancarelle.
Dopo polacchi, ungheresi e francesi ora anche gli inglesi hanno scelto Prato. Una volta a settimana prendono l'aereo da Londra e arrivano nel quadrilatero della moda made in Italy con gli occhi a mandorla: scelgono i vestiti e ripartono per la capitale inglese con due, tre scatole di capi. Allestiscono i loro negozi nel cuore di Londra sempre con merce nuova e a prezzi bassissimi e la settimana successiva tornano nel distretto pratese.
Il Macrolotto è un enorme supermarket dove si mette la merce nel carrello e si salta ogni tipo di intermediazione. Una filiera dove mancano i rappresentanti e che garantisce ai venditori un ricambio continuo dalla merce e la possibilità di vendere al dettaglio a prezzi contenuti.
«Vendevano al Sentier - spiega il presidente degli industriali - anche alcuni imprenditori pratesi. Era la capitale della merce a basso costo: negli anni Ottanta si dava la stoffa, loro confezionavano e vendevano. Il grosso degli imprenditori pratesi ha già smesso da tempo di vendere lì le stoffe ma non escludo che altri lo facciano ancora. Credo che il Macrolotto di Iolo oggi abbia numeri ben più elevati di quella realtà, un tempo punto di riferimento per chi voleva acquistare abiti a basso costo».
«E' assodato - commenta Giancarlo Maffei, consulente di Confartigianato ed esperto del mondo economico cinese - che il Macrolotto di Iolo sia il punto vendita di capi di vestiario più grande e importante d'Europa».
Riccardo Marini rilancia l'idea di chi vede questo enorme polo della confezione, un crocevia internazionale di acquirenti, come una risorsa.
«Credo - sottolinea l'imprenditore - che avere a due passi un centro commerciale a livello europeo potrebbe essere una grande opportunità per tutta la città. Se il Macrolotto fosse gestito seguendo le regole noi, come associazione, saremmo disposti ad accompagnarli verso l'emersione. Siamo intenzionati ad aprire agli imprenditori cinesi che vogliano integrarsi ad aprire le porte di Confindustria».
In base ai dati riportati nel libro "L'assedio cinese" di Silvia Pieraccini nel 2008 c'erano a Prato 3.528 aziende, 17.000 addetti e un giro d'affari di 1,8 miliardi di euro. Numeri che in un anno sono aumentati andando ad inserirsi anche in nuovi segmenti della filiera tessile fino all'ultima novità, quella del cappotto di cardato in realizzato a Prato e in vendita a 18 euro. L'aumento di importazione di tessuti tra il 2007 e il 2008 è del 3.060% in più per un valore di 116,9 milioni di euro l'anno.
I.R.

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