Il Tirreno

Prato

Calenzano

I cinesi copiano il logo di GucciMaxi-sequestro della Finanza

Paolo Nencioni
False borse col marchio di Gucci A Calenzano ce n’era un deposito pieno
◗
False borse col marchio di Gucci A Calenzano ce n’era un deposito pieno

Il logo scelto dai cinesi era simile, troppo simile a quello di Gucci e così, dopo una controversia civile sul marchio, è scattato un blitz della guardia di finanza, che tra martedì e mercoledì ha sequestrato 485.600 tra borse, cinture e portafogli in due magazzini di Sesto Fiorentino e Calenzano e in un container fermo al porto di Livorno

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il logo scelto dai cinesi era simile, troppo simile a quello di Gucci e così, dopo una controversia civile sul marchio, è scattato un blitz della guardia di finanza, che tra martedì e mercoledì ha sequestrato 485.600 tra borse, cinture e portafogli in due magazzini di Sesto Fiorentino e Calenzano e in un container fermo al porto di Livorno. Due cinesi sono stati denunciati. Uno di loro piange anche la perdita di un Porsche Cayenne, sequestrato dalle Fiamme gialle.

Se la merce contraffatta fosse arrivata sul mercato, calcola il Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Firenze, poteva fruttare fino a 8 milioni di euro.

L'intervento dei finanzieri, come detto, nasce in seguito a una controversia di carattere civile. Il contenzioso oppone Gucci a una società cinese che ha registrato un marchio molto simile a quello della casa di moda. Una prima sentenza del Tribunale civile ha dato ragione a Gucci e così la Finanza si è mossa alla ricerca della merce che era diventata fuorilegge.

Una prima traccia ha portato a Sesto Fiorentino, in un capannone di via Maiorana in uso a una società di import-export che rifornisce i negozi di Prato e Firenze. Qui sono stati trovati 7.000 articoli di pelletteria. Poca roba.

Dai documenti contabili si è poi risaliti a uno spedizioniere cinese con sede in Calenzano che importa i prodotti dalla Cina. Per prima cosa i finanzieri sono andati al porto di Livorno, dove in collaborazione con la Dogana, hanno individuato un container all'interno del quale c'erano altri 26.600 articoli di pelletteria col marchio contraffatto e 4.700 di contrabbando perché non indicati nella documentazione doganale.

Ma i segugi della Finanza sapevano che il grosso della merce non era ancora stato trovato. Dalle carte trovate al porto hanno scoperto che il carico era destinato a un magazzino alla periferia di Calenzano che viene definito "occulto" perché non dichiarato ai fini fiscali e non registrato alla Camera di commercio.

La squadra delle Fiamme gialle si è dunque spostata a Calenzano, dove ha trovato il magazzino con le porte sbarrate. Il titolare cinese si è rifiutato di aprirle e, con l'assenso della Procura di Prato, la porta è stata forzata, svelando una montagna di scatoloni accatastati l'uno sull'altro.
L'inventario ha dato la somma di 450.700 articoli di pelletteria, anche questi col marchio troppo simile a quello di Gucci, che sono stati sequestrati.

I due cinesi coinvolti nel traffico sono stati denunciati per l'introduzione e il commercio di prodotti contraffatti.

Uno di loro, come detto, è stato anche privato del suo prestigioso Porsche Cayenne e almeno per un po' dovrà accontentarsi di normali Mercedes o Bmw. Sembra che nella vicenda siano coinvolte anche un paio di donne cinesi di 67 e 68 anni, ma non è chiaro se siano anch'esse indagate, magari come prestanome.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa