Sicurezza
IL COMMERCIO
Quasi quasi apro un negozio
Barbara Burzi
Saranno le previsioni - ottimiste - di una crisi che si sta avviando verso la fine, ma l'economia - almeno quella del commercio - sta dando significativi segnali di vitalità. Da settembre la mappa dello shopping pratese è interessata da un turnover continuo di negozi e tra i tanti che se ne vanno, ce ne sono di nuovi che arrivano
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PRATO. Saranno le previsioni - ottimiste - di una crisi che si sta avviando verso la fine, ma l'economia - almeno quella del commercio - sta dando significativi segnali di vitalità. Da settembre la mappa dello shopping pratese è interessata da un turnover continuo di negozi e tra i tanti che se ne vanno, ce ne sono di nuovi che arrivano.
Le strade più toccate da questo trend positivo sono per ora viale Piave, via Magnolfi e via Pomeria, dove gli affitti dei fondi commerciali sono più appetibili per chi si appresta ad aprire una nuova attività. Il settore più battuto resta l'abbigliamento, bene anche la ristorazione, ma in tanti probabilmente approfitteranno del periodo natalizio per lanciare l'attività. Per dicembre è attesa infatti l'apertura del colosso dell'editoria Feltrinelli nella centralissima via Garibaldi e si fanno sempre più insistenti le voci di un prossimo sbarco di Zara in città, che potrebbe occupare i fondi dell'ex Emporio di Prato chiuso a fine luglio. La società Inditex, proprietaria del marchio Zara, per ora non conferma né smentisce eventuali progetti di espansione in città.
Oltre alle multinazionali della moda low cost, qualcosa si muove anche tra i piccoli imprenditori. L'annuncio della chiusura della nota boutique Luisa Via Roma, (sotto gli occhi di tutto dopo l'affissione dei cartelli liquidazione totale) non ha scoraggiato chi aveva deciso di lanciarsi nel commercio. Tra i nuovi arrivi, il negozio di abbigliamento per bambini "Zibibbo" in via Muzzi, la bottega di pelletteria "Spighi" in via Pomeria e poco più avanti, lungo viale Piave, da una settimana c'è anche "Baby lab" specializzato in complementi d'arredo per l'infanzia. Le due titolari del negozio, Monica e Claudia, provengono entrambe dal mondo del tessile che hanno scelto di lasciare per investire nella città rischiando in proprio.
«Nel tessile - spiega una delle due socie - si parlava ormai solo di quanto è stato bello il passato, non ci sono più prospettive per il futuro. Crediamo nelle potenzialità del comparto bimbo proprio perché i più piccoli sono l'emblema del futuro». L'aspetto interessante di questa attività riguarda il ruolo sociale che sta assumendo. Più che un negozio, si tratta infatti di un vero e proprio laboratorio artigianale che commercializza quasi esclusivamente articoli realizzati da artigiani del distretto: «Facciamo fare tutto da piccoli laboratori della zona - spiegano -. Le stoffe le compriamo dai lanifici del Macrolotto, per le decorazioni a mano ci rivolgiamo invece a una giovane disegnatrice francese che vive a Prato. La stessa cosa vale per i lavori di restauro della mobilia e la confezione, realizzata a mano da una sarta pratese. In questo modo otteniamo due risultati: portare lavoro in città e soddisfare il cliente con articoli personalizzati».
Novità anche nella ristorazione. Tre ristoratori di Campi Bisenzio hanno deciso di investire a Prato per presentare una proposta diversa approfittando della vicinanza con il polo universitario. È il caso del bar, caffetteria e ristorante "Tio Fred", dove è possibile servirsi di una colazione all'inglese a base di uova, bacon e cereali. «Abbiamo preferito Prato a Firenze - spiega Filippa Sammartano, titolare del ristorante insieme al nipote - perché in questa città mancava nell'offerta complessiva un locale bello e allo stesso tempo accessibile a tutti».
E intanto ad offrire un'opportunità di spesa alla portata di tutti ci ha pensato anche la grande distribuzione con il punto vendita Etruria Sma di via Pistoiese, che da oggi diventa Superstore. L'operazione - a detta della direzione - si presenta con una nuova formula contro il caro vita: più offerta e prezzi abbattuti su oltre duemila prodotti.
Le strade più toccate da questo trend positivo sono per ora viale Piave, via Magnolfi e via Pomeria, dove gli affitti dei fondi commerciali sono più appetibili per chi si appresta ad aprire una nuova attività. Il settore più battuto resta l'abbigliamento, bene anche la ristorazione, ma in tanti probabilmente approfitteranno del periodo natalizio per lanciare l'attività. Per dicembre è attesa infatti l'apertura del colosso dell'editoria Feltrinelli nella centralissima via Garibaldi e si fanno sempre più insistenti le voci di un prossimo sbarco di Zara in città, che potrebbe occupare i fondi dell'ex Emporio di Prato chiuso a fine luglio. La società Inditex, proprietaria del marchio Zara, per ora non conferma né smentisce eventuali progetti di espansione in città.
Oltre alle multinazionali della moda low cost, qualcosa si muove anche tra i piccoli imprenditori. L'annuncio della chiusura della nota boutique Luisa Via Roma, (sotto gli occhi di tutto dopo l'affissione dei cartelli liquidazione totale) non ha scoraggiato chi aveva deciso di lanciarsi nel commercio. Tra i nuovi arrivi, il negozio di abbigliamento per bambini "Zibibbo" in via Muzzi, la bottega di pelletteria "Spighi" in via Pomeria e poco più avanti, lungo viale Piave, da una settimana c'è anche "Baby lab" specializzato in complementi d'arredo per l'infanzia. Le due titolari del negozio, Monica e Claudia, provengono entrambe dal mondo del tessile che hanno scelto di lasciare per investire nella città rischiando in proprio.
«Nel tessile - spiega una delle due socie - si parlava ormai solo di quanto è stato bello il passato, non ci sono più prospettive per il futuro. Crediamo nelle potenzialità del comparto bimbo proprio perché i più piccoli sono l'emblema del futuro». L'aspetto interessante di questa attività riguarda il ruolo sociale che sta assumendo. Più che un negozio, si tratta infatti di un vero e proprio laboratorio artigianale che commercializza quasi esclusivamente articoli realizzati da artigiani del distretto: «Facciamo fare tutto da piccoli laboratori della zona - spiegano -. Le stoffe le compriamo dai lanifici del Macrolotto, per le decorazioni a mano ci rivolgiamo invece a una giovane disegnatrice francese che vive a Prato. La stessa cosa vale per i lavori di restauro della mobilia e la confezione, realizzata a mano da una sarta pratese. In questo modo otteniamo due risultati: portare lavoro in città e soddisfare il cliente con articoli personalizzati».
Novità anche nella ristorazione. Tre ristoratori di Campi Bisenzio hanno deciso di investire a Prato per presentare una proposta diversa approfittando della vicinanza con il polo universitario. È il caso del bar, caffetteria e ristorante "Tio Fred", dove è possibile servirsi di una colazione all'inglese a base di uova, bacon e cereali. «Abbiamo preferito Prato a Firenze - spiega Filippa Sammartano, titolare del ristorante insieme al nipote - perché in questa città mancava nell'offerta complessiva un locale bello e allo stesso tempo accessibile a tutti».
E intanto ad offrire un'opportunità di spesa alla portata di tutti ci ha pensato anche la grande distribuzione con il punto vendita Etruria Sma di via Pistoiese, che da oggi diventa Superstore. L'operazione - a detta della direzione - si presenta con una nuova formula contro il caro vita: più offerta e prezzi abbattuti su oltre duemila prodotti.
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