La manifestazione
IL DIALOGO TRA RELIGIONI
Apre la casa dei fedeli buddisti
Maria Lardara
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L’interno del tempio buddista di piazza GualchierinaNon mancano le icone classiche con le statue del Buddha e i profumi d'incenso che fanno tanto atmosfera sacra, ma per favore non chiamatelo tempio buddista. Perché quello che è stato completamente ristrutturato con il denaro dell'associazione buddista dei cinesi di Prato è ufficialmente la sede di un centro culturale
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PRATO. Non mancano le icone classiche con le statue del Buddha e i profumi d'incenso che fanno tanto atmosfera sacra, ma per favore non chiamatelo tempio buddista. Perché quello che è stato completamente ristrutturato con il denaro dell'associazione buddista dei cinesi di Prato - l'inaugurazione domattina alle 9, in piazza della Gualchierina 19 - è ufficialmente la sede di un centro culturale che ospita al suo interno l'architettura di un tempio buddista. Il tutto ricavato da un capannone artigianale dismesso, secondo le finalità proprie dell'archeologia industriale. E giusto per non riaprire una vecchia ferita nei rapporti tra la comunità orientale e i pratesi (la richiesta di un tempio buddista fu a lungo oggetto di contestazioni durante la passata amministrazione), i fedeli del Buddha con gli occhi a mandorla puntano ad aprirsi alla città e alle istituzioni con una festa in grande stile che chiamerà all'appello anche monaci buddisti da Cina, Spagna e Ungheria. «Il 70% dei cinesi che abitano qui è buddista, per cui questo luogo di culto era molto atteso dalla nostra comunità. Ma al di là di questo - spiega Zu Long, segretario dell'associazione dei buddisti - l'appuntamento di domani vuole essere una festa per tutti. E lo dimostra la collaborazione con le associazioni pratesi, come a suo tempo era avvenuto per il Capodanno cinese».
Dryphoto, Italia Nostra, Arci, Vab, Croce Rossa Italiana, Csi, Psycheros e Slowfood: questa la rosa delle associazioni che parteciperanno ai festeggiamenti per il nuovo tempio buddista, aggiungendo così un tocco di "pratesità" all'evento. «L'integrazione culturale - sottolineano Vittoria Ciolini e Fulvio Batacchi di Dryphoto - passa anche attraverso le sinergie che possono attivarsi tra associazioni cinesi e pratesi».
D'altro canto il nuovo tempio consacrato a Shakyamuni ha tutte le carte in regola per diventare una meta di richiamo turistico, capace di portare in città visitatori incuriositi dal culto orientale. Del quale potranno farsi un'idea dando un'occhiata ai pannelli in lingua italiana che raccontano la storia del Buddismo e descrivono le didascalie relative alle pale sacre esposte nella sede.
Sul terreno dell'integrazione, insomma, la fede può fare miracoli. E buddisti cinesi e cattolici pratesi possono parlare la stessa lingua, quella della tolleranza e del dialogo.
Lo hanno fatto a tavola, giovedì scorso, quando alla cena di ringraziamento è intervenuto monsignor Gastone Simoni. Colpito dal gesto dell'invito, in quell'occasione il vescovo ha ricevuto una corona dalle mani un monaco buddista che, a sua volta, ha avuto come dono da monsignor Simoni una croce. Domani il vescovo non ci sarà: sarà rappresentato dal vicario don Eligio Francioni e da monsignor Santino Brunetti. Tra le autorità, saranno presenti il prefetto Maffei e i consoli cinesi di Firenze e Roma.
Dryphoto, Italia Nostra, Arci, Vab, Croce Rossa Italiana, Csi, Psycheros e Slowfood: questa la rosa delle associazioni che parteciperanno ai festeggiamenti per il nuovo tempio buddista, aggiungendo così un tocco di "pratesità" all'evento. «L'integrazione culturale - sottolineano Vittoria Ciolini e Fulvio Batacchi di Dryphoto - passa anche attraverso le sinergie che possono attivarsi tra associazioni cinesi e pratesi».
D'altro canto il nuovo tempio consacrato a Shakyamuni ha tutte le carte in regola per diventare una meta di richiamo turistico, capace di portare in città visitatori incuriositi dal culto orientale. Del quale potranno farsi un'idea dando un'occhiata ai pannelli in lingua italiana che raccontano la storia del Buddismo e descrivono le didascalie relative alle pale sacre esposte nella sede.
Sul terreno dell'integrazione, insomma, la fede può fare miracoli. E buddisti cinesi e cattolici pratesi possono parlare la stessa lingua, quella della tolleranza e del dialogo.
Lo hanno fatto a tavola, giovedì scorso, quando alla cena di ringraziamento è intervenuto monsignor Gastone Simoni. Colpito dal gesto dell'invito, in quell'occasione il vescovo ha ricevuto una corona dalle mani un monaco buddista che, a sua volta, ha avuto come dono da monsignor Simoni una croce. Domani il vescovo non ci sarà: sarà rappresentato dal vicario don Eligio Francioni e da monsignor Santino Brunetti. Tra le autorità, saranno presenti il prefetto Maffei e i consoli cinesi di Firenze e Roma.
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