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PRATO
Il cappotto cardato si vende a Iolo
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Maglioncini in vendita in un pronto moda cineseLa notizia di certo non condizionerà i consumatori del lusso. Potrebbe però riguardare la clientela della moda "mordi e fuggi". Il cappotto a 19 euro esiste, e lo si può acquistare in uno dei tanti pronto moda del Macrolotto cinese. Qui il cliente sceglie il modello e la stoffa (non si parla di tessuti importati, ma di lana di qualità medio-bassa prodotta con i filati del distretto) e in ventiquattr'ore di tempo l'articolo esce confezionato e pronto da indossare.
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PRATO. La notizia di certo non condizionerà i consumatori del lusso. Potrebbe però riguardare la clientela della moda "mordi e fuggi". Il cappotto a 19 euro esiste, e lo si può acquistare in uno dei tanti pronto moda del Macrolotto cinese. Qui il cliente sceglie il modello e la stoffa (non si parla di tessuti importati, ma di lana di qualità medio-bassa prodotta con i filati del distretto) e in ventiquattr'ore di tempo l'articolo esce confezionato e pronto da indossare.
È soltanto una delle ultime diavolerie degli imprenditori cinesi, che in tempi di crisi hanno pensato di reagire immettendo sul mercato articoli sempre più cheap&chic. Del resto se negli anni Settanta il loden era il cappotto per eccellenza da indossare per tutta la vita, nel 2009 la moda detta tendenze di stagione in stagione. Stare al passo spendendo il giusto non è facile. Ma qui, nel Macrolotto cinese, è un mondo a parte. Fare shopping da queste parti è tutt'altro che una passeggiata. Non ci sono vetrine e per fare spese bisogna battere a tappeto una lunga fila di ditte: c'è chi fa solo maglieria, chi vende felpe e jeans che sembrano riproduzioni fedeli dei modelli dei marchi più noti, chi invece propone insieme al modello anche le stoffe. Ce n'è davvero per tutti i gusti. Basta non partire apposta per fare piccoli acquisti, perchè gli affari per i cinesi sono affari e non perdono tempo per piccole vendite al dettaglio. I capi si acquistano a lotti di dieci, venti, cento pezzi per volta.
Il cuore dello shopping cinese è Iolo.
Non esiste il rischio di trovare le saracinesche abbassate in questo angolo di Prato, assai lontano dalla realtà di via Garibaldi e corso Mazzoni. Le ditte infatti fanno orario continuato, i fabbricanti cinesi non si fermano mai neppure la domenica. Anche durante la pausa pranzo è un continuo via vai di camion che scaricano a getto continuo capi freschi di confezione. Dal momento che l'autunno è alle porte, vediamo che cosa offrono "le vetrine" del distretto tessile parallelo. E' certo che acquistando nei pronto moda della zona è possibile rifarsi il guardaroba con poche decine di euro. All'interno della ditta Crudelia, non ci sono solo capi in maglia, frugando tra gli appendiabiti si trovano anche i primi cappotti in lana della nuova stagione, a prezzi alquanto interessanti. Il modello più costoso è quello a tre quarti, sopra il ginocchio. Costa appena diciotto euro, quanto una ricarica telefonica o poco meno.
Se il modello o il tessuto non piace, c'è subito l'addetta dagli occhi a mandorla pronta a suggerire un'alternativa. Dice di poter confezionare un altro capo in base al modello desiderato perché dispone di tanti altri campioni di stoffa. Ne mostra subito uno che tiene in magazzino. Alcuni produttori di filato pratesi hanno venduto per l'appunto ad altri imprenditori cinesi, pancali di filato di qualità bassa, un bottonato bianco e nero che assomiglia alla pezza mostrata dalla donna. Il prezzo richiesto per un ordinativo minimo di ottanta capi (la ditta fa solo vendita all'ingrosso) è di diciotto euro ad articolo, sedici per il modello più corto. La consegna avviene in un giorno al massimo. Ma l'offerta autunnale è ricca e variegata. Entrando in un'altra ditta di via Piemonte, l'imprenditore orientale indica subito il pezzo forte della collezione: una serie di maglioncini da donna, di tutti i colori e di vari modelli realizzati con filati nobili.
L'articolo più costoso è un misto cachemere (sul cartellino si legge 55%) prezzato appena 9 euro. L'offerta è valida per un lotto di almeno dieci pezzi. Anche loro non fanno vendita al dettaglio. A rifornirsi di questi grossi quantitativi a prezzi stracciati sono spesso proprio i grandi brand europei del retail (Zara, Mango, H&M...) che così facendo hanno rivoluzionato le regole del mercato della moda. E ai big del distretto pratese non resta che rivedere la propria filiera produttiva.
È soltanto una delle ultime diavolerie degli imprenditori cinesi, che in tempi di crisi hanno pensato di reagire immettendo sul mercato articoli sempre più cheap&chic. Del resto se negli anni Settanta il loden era il cappotto per eccellenza da indossare per tutta la vita, nel 2009 la moda detta tendenze di stagione in stagione. Stare al passo spendendo il giusto non è facile. Ma qui, nel Macrolotto cinese, è un mondo a parte. Fare shopping da queste parti è tutt'altro che una passeggiata. Non ci sono vetrine e per fare spese bisogna battere a tappeto una lunga fila di ditte: c'è chi fa solo maglieria, chi vende felpe e jeans che sembrano riproduzioni fedeli dei modelli dei marchi più noti, chi invece propone insieme al modello anche le stoffe. Ce n'è davvero per tutti i gusti. Basta non partire apposta per fare piccoli acquisti, perchè gli affari per i cinesi sono affari e non perdono tempo per piccole vendite al dettaglio. I capi si acquistano a lotti di dieci, venti, cento pezzi per volta.
Il cuore dello shopping cinese è Iolo.
Non esiste il rischio di trovare le saracinesche abbassate in questo angolo di Prato, assai lontano dalla realtà di via Garibaldi e corso Mazzoni. Le ditte infatti fanno orario continuato, i fabbricanti cinesi non si fermano mai neppure la domenica. Anche durante la pausa pranzo è un continuo via vai di camion che scaricano a getto continuo capi freschi di confezione. Dal momento che l'autunno è alle porte, vediamo che cosa offrono "le vetrine" del distretto tessile parallelo. E' certo che acquistando nei pronto moda della zona è possibile rifarsi il guardaroba con poche decine di euro. All'interno della ditta Crudelia, non ci sono solo capi in maglia, frugando tra gli appendiabiti si trovano anche i primi cappotti in lana della nuova stagione, a prezzi alquanto interessanti. Il modello più costoso è quello a tre quarti, sopra il ginocchio. Costa appena diciotto euro, quanto una ricarica telefonica o poco meno.
Se il modello o il tessuto non piace, c'è subito l'addetta dagli occhi a mandorla pronta a suggerire un'alternativa. Dice di poter confezionare un altro capo in base al modello desiderato perché dispone di tanti altri campioni di stoffa. Ne mostra subito uno che tiene in magazzino. Alcuni produttori di filato pratesi hanno venduto per l'appunto ad altri imprenditori cinesi, pancali di filato di qualità bassa, un bottonato bianco e nero che assomiglia alla pezza mostrata dalla donna. Il prezzo richiesto per un ordinativo minimo di ottanta capi (la ditta fa solo vendita all'ingrosso) è di diciotto euro ad articolo, sedici per il modello più corto. La consegna avviene in un giorno al massimo. Ma l'offerta autunnale è ricca e variegata. Entrando in un'altra ditta di via Piemonte, l'imprenditore orientale indica subito il pezzo forte della collezione: una serie di maglioncini da donna, di tutti i colori e di vari modelli realizzati con filati nobili.
L'articolo più costoso è un misto cachemere (sul cartellino si legge 55%) prezzato appena 9 euro. L'offerta è valida per un lotto di almeno dieci pezzi. Anche loro non fanno vendita al dettaglio. A rifornirsi di questi grossi quantitativi a prezzi stracciati sono spesso proprio i grandi brand europei del retail (Zara, Mango, H&M...) che così facendo hanno rivoluzionato le regole del mercato della moda. E ai big del distretto pratese non resta che rivedere la propria filiera produttiva.
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