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Ditte cinesi, tolleranza zeroLa prefettura lancia il monito

Pasquale Petrella
Sopra e in basso l’intervento della task force nel capannone cinese di via Ceccatelli
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Sopra e in basso l’intervento della task force nel capannone cinese di via Ceccatelli

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PRATO. «E' più conveniente rispettare le regole». E' questo, in sintesi, il messaggio che la Prefettura vuole lanciare nel mondo delle ditte cinesi e fra quanti fanno affari con loro, con l'ultimo blitz interforze fatto in un capannone di 2000 metri quadrati, in via Ceccatelli 40 a San Paolo.

Il blitz in sè non rappresenta una novità rispetto a quelli già eseguiti negli ultimi due anni, ma lo diventa in termini di efficienza e di celerità con cui l'intero capannone è stato posto sotto sequestro e dichiarato inagibile. Tutti sfrattati i cinesi che vi si trovavano all'interno in una incredibile promiscuità fra luoghi di lavoro, di mensa e dormitorio.

In mezzo alla strada, fra i centosette cinesi identificati, sono finite anche due mamme con altrettanti neonati in braccio. Tolleranza zero. E una denuncia è partita nei confronti dell'amministratore pratese della società immobiliare proprietaria dello stanzone che lo ha affittato senza preoccuparsi di verificare l'uso che ne veniva fatto. Così come sono stati denunciati sei dei dodici titolari delle altrettante ditte di confezioni presenti nel capannone. Questi ultimi hanno potuto evitare l'arresto solo perchè i clandestini al loro servizio (ne sono stati identifgicati 36) non appena hanno sentito il rumore dei vigili del fuoco che forzavano il cancello d'ingresso, si sono allontanati dai macchinari e non è emersa la flagranza dello sfruttamento.

Nella rete delle forze dell'ordine sono finite: Confezione Alessia, Confezione Sidney, Confezione Luca, Confezione Angela, Confezione Andrea, Confezione Eurostar, Confezione di Jiang Jinguang, Confezione di Jimi, Confezione di White, Confezione Pietro, Confezioni Kio e una dodicesima ditta senza nome.
All'operazione coordinata dalla prefettura e guidata sul posto dal dottor Fabio Pichierri della questura di Prato hanno preso parte circa sessanta uomini fra polizia, carabinieri, polizia municipale, militari dell'esercito, vigili del fuoco, carabinieri del Nas, ispettorato del lavoro, ispettori Asl nonchè personale dell'Asm.

«Negli ultimi due anni sono stati sequestrati macchinari in 317 ditte cinesi per un totale di 6218 macchinari e abbiamo posto sotto sequestro 180 immobili - dice il rappresentante della Polizia municipale che ha guidato i vigili urbani nel blitz - Abbiamo un elenco di altri 241 immobili da perquisire sulla base degli esposti finora ricevuti». E questo è un altro chiaro messaggio per i proprietari pratesi che sanno di aver affittato a cinesi che all'interno svolgono attività irregolari.

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