Finanza
L’OMICIDIO
Omicidio al buio, telecamera ko
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Aida Halilovic l’arrestataLa Procura ha acquisito la registrazione di una telefonata che Aida Halilovic ha fatto martedì sera al 113 e sta verificando la fondatezza delle confidenze fatte dalla giovane rom ai familiari su una presunta violenza sessuale subita la scorsa settimana
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PRATO. La Procura ha acquisito la registrazione di una telefonata che Aida Halilovic ha fatto martedì sera al 113 e sta verificando la fondatezza delle confidenze fatte dalla giovane rom ai familiari su una presunta violenza sessuale subita la scorsa settimana.
Sono due elementi emersi ieri nelle indagini sull'omicidio di Mariso Mordini.
Si apprende intanto che era guasta la telecamera esterna al pronto soccorso, quella che avrebbe potuto dire l'ultima parola sulla dinamica dell'accoltellamento che è costato la vita al pensionato. Dunque al momento c'è solo la parola di Aida, 22 anni, che alla polizia ha detto di essere stata presa per i capelli e di aver reagito tirando fuori un coltello.
Ieri mattina l'avvocato difensore Gabriele Terranova ha consegnato al sostituto procuratore Michela Guidi una memoria nella quale chiede che siano verificate le confidenze della giovane ai familiari e acquisita la telefonata al 113, per valutare le condizioni psichiche della giovane. Sul contenuto della conversazione viene mantenuto il riserbo, ma la Questura dice che una volante ha fatto degli accertamenti sulle cose raccontate dalla giovane (che ha dato nome e cognome) senza trovare riscontri.
Ieri mattina il medico legale Francesco Sgrò è stato incaricato di compiere l'autopsia sul corpo del pensionato e si è preso 30 giorni per i risultati, anche se la causa della morte è lampante.
Sulla questione sicurezza intervengono i sindacati di polizia Siulp e Siap. «A Prato - si legge in una nota - abbiamo assistito proprio all'inizio di quest'anno a una riduzione dell'orario di apertura (del posto fisso all'ospedale, ndr), limitata al mattino, contro la precedente garanzia di copertura sino alle 20. Quanto sopra è stato portato all'attenzione dell'opinione pubblica nonché oggetto di incontro col Prefetto, a seguito del quale non è stato registrato alcun cambiamento circa il ripristino dell'orario precedente».
P.N.
Sono due elementi emersi ieri nelle indagini sull'omicidio di Mariso Mordini.
Si apprende intanto che era guasta la telecamera esterna al pronto soccorso, quella che avrebbe potuto dire l'ultima parola sulla dinamica dell'accoltellamento che è costato la vita al pensionato. Dunque al momento c'è solo la parola di Aida, 22 anni, che alla polizia ha detto di essere stata presa per i capelli e di aver reagito tirando fuori un coltello.
Ieri mattina l'avvocato difensore Gabriele Terranova ha consegnato al sostituto procuratore Michela Guidi una memoria nella quale chiede che siano verificate le confidenze della giovane ai familiari e acquisita la telefonata al 113, per valutare le condizioni psichiche della giovane. Sul contenuto della conversazione viene mantenuto il riserbo, ma la Questura dice che una volante ha fatto degli accertamenti sulle cose raccontate dalla giovane (che ha dato nome e cognome) senza trovare riscontri.
Ieri mattina il medico legale Francesco Sgrò è stato incaricato di compiere l'autopsia sul corpo del pensionato e si è preso 30 giorni per i risultati, anche se la causa della morte è lampante.
Sulla questione sicurezza intervengono i sindacati di polizia Siulp e Siap. «A Prato - si legge in una nota - abbiamo assistito proprio all'inizio di quest'anno a una riduzione dell'orario di apertura (del posto fisso all'ospedale, ndr), limitata al mattino, contro la precedente garanzia di copertura sino alle 20. Quanto sopra è stato portato all'attenzione dell'opinione pubblica nonché oggetto di incontro col Prefetto, a seguito del quale non è stato registrato alcun cambiamento circa il ripristino dell'orario precedente».
P.N.
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