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OMICIDIO AL PRONTO SOCCORSO
Uccide anziano con una coltellata 'In cura con psicofarmaci' - FOTO
Soffre di crisi di panico ed era in cura con pasicofarmaci la 22enne arrestata per l'omicidio di un uomo di 72 anni avvenuto la scorsa notte davanti al pronto soccorso. Lo spiega l'avvocato della giovane italiana di etnia rom, che ha colpito al cuore l'uomo con una coltello. La ragazza aveva l'obbligo di dimora durante la notte per alcuni precedenti. La sua famiglia fino a qualche tempo era seguita dai servizi sociali
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Ad ucciderlo è stata un coltellata al cuore. E'morto così Mariso Mordini 72 anni, tessitore in pensione, l'uomo ucciso la notte scorsa attorno alle 1.40 davanti al pronto soccorso dell'ospedale di Prato, dove aveva accompagnato la suocera di 102 anni per un ricovero. A colpirlo, è stata una giovane di 22 anni, nata e residente a Prato, di origine rom, che è stata arrestata con l'accusa di omicidio volontario. La ragazza, Aida Halilovic, soffre di crisi di panico ed è in cura con psicofarmaci, ha detto il suo avvocato. Sul posto al momento del fatto è intervenuta la squadra mobile di Prato che ha rintracciato la giovane sempre nell'area del'ospedale. Portata in questura e interrogata, la ventiduenne avrebbe ammesso le sue responsabilità.
L'omicidio - Secondo una prima ricostruzione, tra i due ci sarebbe stato prima un litigio, forse in seguito alla richiesta di soldi o altro da parte della giovane che stazionava davanti al pronto soccorso. Poi quest'ultima avrebbe tirato fuori il coltello e colpito l'uomo. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto la ragazza girare con una banconota da 500 euro chiedendo di poterla cambiare. Il settantaduenne - Mariso Mordini, residente a Prato - è stato subito soccorso dai medici dell'ospedale che hanno cercato di rianimarlo per un'ora. La moglie di Mordini, che si trovava in ospedale insieme alla madre, è stata avvisata dai sanitari di quanto accaduto al marito. La donna aveva subito saputo che c'era stato un accoltellamento, ma non aveva idea che la vittima dell'aggressione fosse il marito.
I precedenti - La giovane arrestata attualmente aveva l'obbligo di stare a casa, dalle 21 alle 9, come misura alternativa alla detenzione, per una condanna a più di tre anni, per furto e tentata estorsione, con fine pena il prossimo 2 novembre. Alle spalle avrebbe avuto anche altre segnalazioni per reati contro il patrimonio. Sempre da quanto emerso, l'11 settembre scorso le forze dell' ordine erano già intervenute davanti all'ospedale di Prato perché la ventiduenne avrebbe creato disturbo. Testimoni che si trovavano nell'ospedale avrebbero riferito alla squadra mobile di un litigio violento. Qualcuno avrebbe sentito poi pronunciare dalla vittima una frase come "Che fai con il coltello, lascia stare". Poi l'uomo, entrando dentro il pronto soccorso, avrebbe detto: "Mi hanno accoltellato". La squadra mobile è intervenuta dopo l'allarme dato dall' ospedale, rintracciando nella struttura la stessa giovane arrestata. L'arma con cui è stato colpito l'anziano, un grosso coltello, sembra da cucina, è stato trovato nelle vicinanze dell'ingresso del pronto soccorso.
L'assistenza - La ragazza ha cittadinanza italiana. A Prato, dove è nata nel 1987, vive nella casa di proprietà del padre. Secondo quanto si apprende dal Comune di Prato, la giovane, insieme ai fratelli e al genitore, sarebbe stata seguita fino ad alcuni anni fa dai servizi sociali. Poi, in seguito all'acquisto della casa e in considerazione del fatto che il nucleo familiare poteva mantenersi da solo, l'amministrazione avrebbe revocato gli aiuti. La giovane appartiene a un ramo di una grande famiglia rom insediatasi a Prato alla fine degli anni Sessanta, acquisendo poi la cittadinanza italiana.
Le cure - L'avvocato della ragazza Gabriele Terranova ha spiegato che la giovane soffre di attacchi di panico ed è in cura con psicofarmaci. Il legale, per il momento, preferisce non sbilanciarsi sull'eventuale motivazione di "una reazione tanto abnorme". "Conoscevo già Aida, nulla lasciava presagire che potesse accadere questo", ha detto. Secondo quanto spiegato, la giovane avrebbe motivato il possesso del coltello col fatto di non sentirsi sicura, da sola, in giro la notte.
L'ammissione - La ricostruzione esatta dell'episodio è tuttora al vaglio della squadra mobile e del pm Michela Guidi. Da chiarire cosa possa aver scatenato il litigio: ipotizzata la richiesta di denaro o del cambio di una banconota da parte della giovane. Nel corso dell'interrogatorio Aida Halilovic ha ammesso di aver colpito l'anziano. La giovane ha spiegato di essere uscita di casa, di notte, per comprare le sigarette. Ha raccontato di avere incontrato una prima volta la vittima - ma potrebbe aver scambiato persona - a un distributore automatico, a metà strada fra la sua abitazione e l'ospedale, che non è troppo distante dalla sua casa. La ventiduenne avrebbe chiesto all'uomo di cambiarle una banconota da 10 euro per poter acquistare le sigarette e le sarebbe stato risposto in malo modo. Un secondo incontro, dice, all'ingresso del pronto soccorso dell'ospedale: la ventiduenne avrebbe chiesto il cambio della stessa banconota ad altre persone. Poi il litigio con la vittima. Secondo quanto emerso Aida Halilovic è stata trovata in possesso solo di una banconota da 500 euro, sulla cui autenticità sono stati disposti accertamenti.
Le polemiche - Quanto accaduto ha portato il direttore generale dell'Asl di Prato, Bruno Cravedi, a chiedere una maggiore presenza delle forze dell'ordine all'interno dell'area ospedaliera, dove il posto di polizia è aperto attualmente per 6 ore, di giorno. Il questore di Prato Domenico Savi ha rilevato che dovrebbe essere la stessa Asl a provvedere a "filtrare" gli ingressi negli orari notturni, ricordando che "il presidio di polizia è finalizzato all'attività di polizia giudiziaria" e non di vigilanza in senso stretto.
L'omicidio - Secondo una prima ricostruzione, tra i due ci sarebbe stato prima un litigio, forse in seguito alla richiesta di soldi o altro da parte della giovane che stazionava davanti al pronto soccorso. Poi quest'ultima avrebbe tirato fuori il coltello e colpito l'uomo. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto la ragazza girare con una banconota da 500 euro chiedendo di poterla cambiare. Il settantaduenne - Mariso Mordini, residente a Prato - è stato subito soccorso dai medici dell'ospedale che hanno cercato di rianimarlo per un'ora. La moglie di Mordini, che si trovava in ospedale insieme alla madre, è stata avvisata dai sanitari di quanto accaduto al marito. La donna aveva subito saputo che c'era stato un accoltellamento, ma non aveva idea che la vittima dell'aggressione fosse il marito.
I precedenti - La giovane arrestata attualmente aveva l'obbligo di stare a casa, dalle 21 alle 9, come misura alternativa alla detenzione, per una condanna a più di tre anni, per furto e tentata estorsione, con fine pena il prossimo 2 novembre. Alle spalle avrebbe avuto anche altre segnalazioni per reati contro il patrimonio. Sempre da quanto emerso, l'11 settembre scorso le forze dell' ordine erano già intervenute davanti all'ospedale di Prato perché la ventiduenne avrebbe creato disturbo. Testimoni che si trovavano nell'ospedale avrebbero riferito alla squadra mobile di un litigio violento. Qualcuno avrebbe sentito poi pronunciare dalla vittima una frase come "Che fai con il coltello, lascia stare". Poi l'uomo, entrando dentro il pronto soccorso, avrebbe detto: "Mi hanno accoltellato". La squadra mobile è intervenuta dopo l'allarme dato dall' ospedale, rintracciando nella struttura la stessa giovane arrestata. L'arma con cui è stato colpito l'anziano, un grosso coltello, sembra da cucina, è stato trovato nelle vicinanze dell'ingresso del pronto soccorso.
L'assistenza - La ragazza ha cittadinanza italiana. A Prato, dove è nata nel 1987, vive nella casa di proprietà del padre. Secondo quanto si apprende dal Comune di Prato, la giovane, insieme ai fratelli e al genitore, sarebbe stata seguita fino ad alcuni anni fa dai servizi sociali. Poi, in seguito all'acquisto della casa e in considerazione del fatto che il nucleo familiare poteva mantenersi da solo, l'amministrazione avrebbe revocato gli aiuti. La giovane appartiene a un ramo di una grande famiglia rom insediatasi a Prato alla fine degli anni Sessanta, acquisendo poi la cittadinanza italiana.
Le cure - L'avvocato della ragazza Gabriele Terranova ha spiegato che la giovane soffre di attacchi di panico ed è in cura con psicofarmaci. Il legale, per il momento, preferisce non sbilanciarsi sull'eventuale motivazione di "una reazione tanto abnorme". "Conoscevo già Aida, nulla lasciava presagire che potesse accadere questo", ha detto. Secondo quanto spiegato, la giovane avrebbe motivato il possesso del coltello col fatto di non sentirsi sicura, da sola, in giro la notte.
L'ammissione - La ricostruzione esatta dell'episodio è tuttora al vaglio della squadra mobile e del pm Michela Guidi. Da chiarire cosa possa aver scatenato il litigio: ipotizzata la richiesta di denaro o del cambio di una banconota da parte della giovane. Nel corso dell'interrogatorio Aida Halilovic ha ammesso di aver colpito l'anziano. La giovane ha spiegato di essere uscita di casa, di notte, per comprare le sigarette. Ha raccontato di avere incontrato una prima volta la vittima - ma potrebbe aver scambiato persona - a un distributore automatico, a metà strada fra la sua abitazione e l'ospedale, che non è troppo distante dalla sua casa. La ventiduenne avrebbe chiesto all'uomo di cambiarle una banconota da 10 euro per poter acquistare le sigarette e le sarebbe stato risposto in malo modo. Un secondo incontro, dice, all'ingresso del pronto soccorso dell'ospedale: la ventiduenne avrebbe chiesto il cambio della stessa banconota ad altre persone. Poi il litigio con la vittima. Secondo quanto emerso Aida Halilovic è stata trovata in possesso solo di una banconota da 500 euro, sulla cui autenticità sono stati disposti accertamenti.
Le polemiche - Quanto accaduto ha portato il direttore generale dell'Asl di Prato, Bruno Cravedi, a chiedere una maggiore presenza delle forze dell'ordine all'interno dell'area ospedaliera, dove il posto di polizia è aperto attualmente per 6 ore, di giorno. Il questore di Prato Domenico Savi ha rilevato che dovrebbe essere la stessa Asl a provvedere a "filtrare" gli ingressi negli orari notturni, ricordando che "il presidio di polizia è finalizzato all'attività di polizia giudiziaria" e non di vigilanza in senso stretto.
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