Italia
LA CRISI
Il tavolo di distrettolavora sui progetti con qualche frizione
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Lamberto Gestri e Cenni al tavolo di distrettol tavolo di distretto prepara le carte da giocare nell'incontro con il ministero dello Sviluppo economico del prossimo primo ottobre per ottenere il riconoscimento dello stato di crisi
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PRATO. Il tavolo di distretto prepara le carte da giocare nell'incontro con il ministero dello Sviluppo economico del prossimo primo ottobre per ottenere il riconoscimento dello stato di crisi. Per lunedì mattina, in Provincia, è fissato un incontro con i parlamentari pratesi. I lavori proseguono con la Provincia che ricuce tra le piccole tensioni che talvolta possono venir fuori.
Il tavolo di distretto fin da quando è nato ha un principio. Insuperabile. Quello che chiunque vi si sieda debba superare le divisioni o le distanze inevitabili che possono esserci ora tra un'associazione e l'altra, ora tra rappresentanti istituzionali. Perché alla fine a contare deve essere il distretto e la volontà di superare questo momento di crisi. Lunedì ci saranno Riccardo Mazzoni, Antonello Giacomelli e Andrea Lulli. A tutti sarà chiesto di sostenere l'inserimento del distretto nelle aree in stato di crisi sulla base della Legge 99 entrata in vigore a fine luglio. Ieri in Provincia c'è stato un ampio confronto del tavolo "politico", coordinato dal presidente Lamberto Gestri, a cui ha partecipato il sindaco Roberto Cenni e tutti i rappresentanti delle forze economiche e dei sindacati. L'impegno è quello di individuare le linee strategiche di un progetto di reindustrializzazione che potrebbe essere sostenuto da un accordo di programma, con relative risorse, che coinvolge lo stesso Governo, la Regione e le istituzioni locali. Un altro tavolo tecnico, su cui si sta impegnando l'assessore allo sviluppo economico Edoardo Nesi, ha messo al lavoro - tutti insieme - i vari uffici studi degli enti pubblici e delle associazioni di categoria per stilare un dossier, da consegnare al ministero, che faccia luce in modo chiaro sui diversi aspetti della crisi.
Le piccole divergenze talvolta emergono.
Il presidente di Cna Anselmo Potenza mette in evidenza tutto ciò che va. Le richieste comuni, lo spirito che deve animare Prato. «Adesso - scrive - l'intesa pratese deve diventare scelta del governo nazionale ed anche regionale e qui, nel cielo della politica, potrebbe esserci una positiva congiunzione astrale: centrodestra al governo della città e centrosinistra al governo della Provincia possono garantire, se le forze politiche pratesi hanno peso, successo su governo e opposizione sia nazionale che regionale. Io non ho dubbi perché penso che tutti ad ogni livello ricordano i propri impegni elettorali».
Il parlamentare del Pdl Riccardo Mazzoni però non lascia correre e punta il dito su alcune affermazioni del consigliere comunale Carlesi.
«Carlesi e il Pd non hanno veramente pudore: la giunta Cenni si è insediata a luglio e secondo loro avrebbe dovuto già risolvere tutti i problemi di Prato, in gran parte lasciati in eredità proprio dalla sinistra. Il dossier Prato è ben presente sul tavolo del governo, e l'interesse manifestato per la città anche recentemente da Berlusconi nell'incontro a Milano con gli industriali pratesi si tradurrà presto nei provvedimenti che le categorie aspettano. Questo è il momento dell'impegno e non delle polemiche, ma è doveroso, a fronte di attacchi sterili e pretestuosi, ricordare i danni che le Finanziarie del governo Prodi hanno fatto alle nostre imprese».
Il tavolo di distretto fin da quando è nato ha un principio. Insuperabile. Quello che chiunque vi si sieda debba superare le divisioni o le distanze inevitabili che possono esserci ora tra un'associazione e l'altra, ora tra rappresentanti istituzionali. Perché alla fine a contare deve essere il distretto e la volontà di superare questo momento di crisi. Lunedì ci saranno Riccardo Mazzoni, Antonello Giacomelli e Andrea Lulli. A tutti sarà chiesto di sostenere l'inserimento del distretto nelle aree in stato di crisi sulla base della Legge 99 entrata in vigore a fine luglio. Ieri in Provincia c'è stato un ampio confronto del tavolo "politico", coordinato dal presidente Lamberto Gestri, a cui ha partecipato il sindaco Roberto Cenni e tutti i rappresentanti delle forze economiche e dei sindacati. L'impegno è quello di individuare le linee strategiche di un progetto di reindustrializzazione che potrebbe essere sostenuto da un accordo di programma, con relative risorse, che coinvolge lo stesso Governo, la Regione e le istituzioni locali. Un altro tavolo tecnico, su cui si sta impegnando l'assessore allo sviluppo economico Edoardo Nesi, ha messo al lavoro - tutti insieme - i vari uffici studi degli enti pubblici e delle associazioni di categoria per stilare un dossier, da consegnare al ministero, che faccia luce in modo chiaro sui diversi aspetti della crisi.
Le piccole divergenze talvolta emergono.
Il presidente di Cna Anselmo Potenza mette in evidenza tutto ciò che va. Le richieste comuni, lo spirito che deve animare Prato. «Adesso - scrive - l'intesa pratese deve diventare scelta del governo nazionale ed anche regionale e qui, nel cielo della politica, potrebbe esserci una positiva congiunzione astrale: centrodestra al governo della città e centrosinistra al governo della Provincia possono garantire, se le forze politiche pratesi hanno peso, successo su governo e opposizione sia nazionale che regionale. Io non ho dubbi perché penso che tutti ad ogni livello ricordano i propri impegni elettorali».
Il parlamentare del Pdl Riccardo Mazzoni però non lascia correre e punta il dito su alcune affermazioni del consigliere comunale Carlesi.
«Carlesi e il Pd non hanno veramente pudore: la giunta Cenni si è insediata a luglio e secondo loro avrebbe dovuto già risolvere tutti i problemi di Prato, in gran parte lasciati in eredità proprio dalla sinistra. Il dossier Prato è ben presente sul tavolo del governo, e l'interesse manifestato per la città anche recentemente da Berlusconi nell'incontro a Milano con gli industriali pratesi si tradurrà presto nei provvedimenti che le categorie aspettano. Questo è il momento dell'impegno e non delle polemiche, ma è doveroso, a fronte di attacchi sterili e pretestuosi, ricordare i danni che le Finanziarie del governo Prodi hanno fatto alle nostre imprese».
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