Il Tirreno

Prato

IL MIRAGGIO DI UN LAVORO

La multisala come ultima spiaggia

Maria Lardara
Ancora in corso i lavori per ultimare la realizzazione della multisala di San Giusto
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Ancora in corso i lavori per ultimare la realizzazione della multisala di San Giusto

Lavorare alla nuova multisala sarà per loro quasi come vincere un terno al lotto. Hanno quasi tutti lo sguardo rilassato, lo stesso che viene a furia di ripetere colloqui su colloqui. Poco importa se dovranno sacrificarsi sabato, domenica e festivi. Tranne Filippo Santini, uno dei candidati che ieri mattina si è presentato all'hotel Datini per le selezioni del multiplex Giometti

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PRATO. Lavorare alla nuova multisala sarà per loro quasi come vincere un terno al lotto. Hanno quasi tutti lo sguardo rilassato, lo stesso che viene a furia di ripetere colloqui su colloqui. Poco importa se dovranno sacrificarsi sabato, domenica e festivi. Tranne Filippo Santini, uno dei candidati che ieri mattina si è presentato all'hotel Datini per le selezioni del multiplex Giometti.

Cassintegrato in deroga al consorzio Grantessuto, questo 21enne pratese non ha visto ancora un centesimo dei suoi ammortizzatori. Più comodo per lui lavorare in fabbrica dal lunedì al venerdì. «Se al colloquio per la multisala chiedono la disponibilità obbligatoria nel fine settimana, me ne posso pure andare. Prima o poi - spera Filippo - riceverò una chiamata da altre aziende».

C'è qualcuno che invece aspettava a gloria l'arrivo della multisala. Come Mauro Mauri, un tempo responsabile di produzione in un noto lanificio locale e con la mobilità agli sgoccioli. «Ammetto di non aver avuto mai esperienza nel settore cinematografico - confessa Mauro - ma sono un appassionato di grande schermo. In questo ultimo anno ho provato a 'inventarmi' nuovi mestieri, compreso il corso di falegnameria alla Fil che a nulla è servito. Non mi dispiacerebbe essere assunto come proiezionista, magari dopo un periodo iniziale di formazione».

Queste le speranze che si raccontavano ieri mattina i lavoratori, all'uscita dalla stanza del colloquio, dove i due selezionatori della Giometti venuti da Rimini facevano l'esame ai pratesi. Una chiacchierata di quindici minuti, giusto per cogliere la dose di motivazione dei candidati. Una cinquantina quelli esaminati nella tornata di ieri, che si ripeterà nei prossimi giorni. «Anche perchè i tempi stringono - ribadisce Manuele Russo, responsabile risorse umane del gruppo Giometti - e la nostra è una corsa contro il tempo per reclutare una trentina di persone nel giro di poche settimane. Migliaia sono ancora i curriculum da smaltire. Per quanto riguarda l'esito dei colloqui, molto dipenderà dalla disponibilità che darà il candidato a lavorare nei fine settimana».

Ma come si fa a "riciclarsi" dal tessile in una sala cinematografica? Gli stessi selezionatori della Giometti ammettono di aver a che fare con curriculum "monotematici": «La provenienza dal tessile riguarda il 90% dei casi. Chi si è presentato oggi appariva veramente mosso dall'urgenza di trovare un lavoro. Dal canto nostro, punteremo soprattutto sui giovani, ma non è escluso che si possa ricollocare qualche cinquantenne con mansioni di responsabilità al bar o alla biglietteria».

Non c'è solo il tessile: singolare è la storia di Lorenzo Bellandi, un altro disoccupato che fino a luglio operava in una cooperativa di trasporti. Ce l'ha ancora a morte con i suoi ex datori di lavoro. «Mi è toccata la mobilità non retribuita perchè ero socio lavoratore e ora mi ritrovo con un mutuo da pagare. Spero vivamente nelle opportunità della multisala. I turni festivi non mi fanno paura. Con questi chiari di luna non ci si può permettere il lusso di rifiutare».


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