Attenzione
TRA PASSATO E FUTURO
Si tornerà a bere il vino di Galileo
Ilenia Reali
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Il sindaco Marchi mostra un tralcio della Vigna delle Veneri. Sullo sfondo il monumento che ricorda dell’amore di Galileo per il vino di SofignanoHo ricevuto i due liquori diversi di sapore, ma simili ed uguali di bontà e così proporzionati al mio gusto che senza farne parte ad altri voglio godermeli da solo. E' il 14 febbraio del 1634. Galileo Galilei risponde da Arcetri a una delle lettere del pratese Giovanfrancesco Buonamici
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PRATO. Ho ricevuto i due liquori diversi di sapore, ma simili ed uguali di bontà e così proporzionati al mio gusto che senza farne parte ad altri voglio godermeli da solo. E' il 14 febbraio del 1634. Galileo Galilei risponde da Arcetri a una delle lettere del pratese Giovanfrancesco Buonamici. LA VIGNA DI GALILEO. Lo scienziato che aveva appena completato la stesura del suo "Dialogo dei massimi sistemi", l'ambasciatore alla corte di Madrid e la moglie Alessandra Buonamici sono amici. Anzi. Qualcosa in più. Il figlio di Galileo ha sposato Sestilia, sorella di Alessandra. Tra i tre c'è comunanza di interessi e affetto. Un legame che spinge, di forza, la Valdibisenzio i colli diletti da Bacco nel cuore della storia e delle grandi scoperte scientifiche. La fermata della "macchina del tempo" è a Sofignano dove un sentiero si apre su un boschetto di scope con al centro l'antica Vigna delle Veneri. Con quelle uve Giovambattista e la moglie producevano il vino, probabilmente un aleatico, che tanto piaceva a Galileo Galilei.
Oggi di quella vigna rimangono tralci alti come alberi ma in futuro in questo angolo di Vaiano, dove il rumore è spezzato solo dal suono dell'acqua del rio Bronia, si tornerà a fare il vino. Il nuovo nettare sarà identico a quello prodotto nella vigna fin dal 1400 quando ancora la proprietà era del contadino Venero. Arsia, l'agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione agroforestale, sta ricercando le specie di piante coltivate. La famiglia Bartoli, erede dei Buonamici, ha già dato il proprio parere favorevole a ricominciare a riprodurre il vino. «Non una speculazione ma il recupero dell'antica coltivazione», ha avuto modo di spiegare Marcella Bartoli.
IL MONUMENTO. Chi vuol vedere il bosco di Galileo potrà già farlo a partire dal 27 settembre quando il Comune comincerà ad organizzare visite guidate alla scoperta dell'antica Vigna. A indicare il punto esatto c'è un monumento fatto erigere da Ranieri Buonamici che, nel 1841, volle ricordare l'antica amicizia. Un'epigrafe, restaurata dal Comune, ricorda come "questa Vigna delle Veneri dagli anni deserta rallegrava col succo delle sue viti la mente e il cuore di Galileo come egli si piacque significare al cavalier Giovanfrancesco Buonmici con lettera del 14 febbraio 1633". Un'iscrizione che nasconde un'altra perla: a dettare l'iscrizione fu Domenico Gazzadi, originario di Sassuolo, partecipò ai moti di Ciro Menotti a Modena e, condannato a morte e espulso dallo Stato Pontificio, trovò rifugio per un periodo dai Buonamici.
I DOCUMENTI. Accanto alla possibilità di scoprire la Vigna delle Veneri si potrà imparare a conoscere i segreti di questo angolo di Valdibisenzio recandosi in un centro di documentazione che verrà inaugurato il 27 settembre. All'interno non ci sarà il solito libro con la raccolta delle lettere, ventiquattro, che Galileo e i Buonamici si scambiarono ma lavagne elettroniche su cui si potranno leggere schede informative.
«Un modo per inserire continuamente informazioni nuove - spiega il sindaco Annalisa Marchi - dal momento che in questa vicenda abbiamo sempre trovato, ricercando negli archivi, informazioni nuove».
GLI STUDI SUL MARE. Se Vaiano sceglie il Galilei del tempo libero ciò non significa che lo scienziato non sia legato alla Valdibisenzio e ai Buonamici da altri tipi di raporto. Dalle lettere emerge infatti che Giovan Francesco, grande esperto di navigazione, gli fu di grande aiuto nelle intuizioni per determinare la longitudine, la coordinata geografica che ancora mancava per orientarsi per terra e soprattutto per mare. Con Alessandra invece il rapporto fu di profonda stima ed a lei scrisse una lettera prima di morire nel 1641. Rendo cordialissime grazie a Vostra signoria dell'affetto tanto cortese ch'ella dimostra verso la mia persona e dell'Uffizio di condoglianza col quale ella mi visita nelle mie miserie e disgrazie.
IL TURISMO. L'obiettivo ambizioso del sindaco di Vaiano Annalisa Marchi, che per prima si è spesa nel progetto, è quello di celebrare Galileo a 400 anni dalle sue scoperte scientifiche ma soprattutto quello di utilizzare il legame con la Vallata come volano turistico. E non per il 2009, anno galileiano. A Marchi piace il Galileo intenditore di vino e di prodotti tipici (era goloso anche dei tartufi della Calvana) che così bene si lega al Dna della Valdibisenzio. Un Galileo meno conosciuto ma ottimo testimonial per un'area che si prepara a uscire dalla crisi del tessile offrendo un ventaglio di occasioni per chi vuol passare qualche giorno in pieno relax facendosi coccolare dalla serenità che offre un ambiente verde, ricco di storia e di sapori antichi e genuini. «L'uva e il vino - spiega Marchi - è solo la punta di uno studio ben più ampio che stiamo facendo sulla frutta della memoria. E di un ampio lavoro per sviluppare il turismo coinvolgendo agriturismi, bed&breakfast, ristoranti della zona».
Oggi di quella vigna rimangono tralci alti come alberi ma in futuro in questo angolo di Vaiano, dove il rumore è spezzato solo dal suono dell'acqua del rio Bronia, si tornerà a fare il vino. Il nuovo nettare sarà identico a quello prodotto nella vigna fin dal 1400 quando ancora la proprietà era del contadino Venero. Arsia, l'agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione agroforestale, sta ricercando le specie di piante coltivate. La famiglia Bartoli, erede dei Buonamici, ha già dato il proprio parere favorevole a ricominciare a riprodurre il vino. «Non una speculazione ma il recupero dell'antica coltivazione», ha avuto modo di spiegare Marcella Bartoli.
IL MONUMENTO. Chi vuol vedere il bosco di Galileo potrà già farlo a partire dal 27 settembre quando il Comune comincerà ad organizzare visite guidate alla scoperta dell'antica Vigna. A indicare il punto esatto c'è un monumento fatto erigere da Ranieri Buonamici che, nel 1841, volle ricordare l'antica amicizia. Un'epigrafe, restaurata dal Comune, ricorda come "questa Vigna delle Veneri dagli anni deserta rallegrava col succo delle sue viti la mente e il cuore di Galileo come egli si piacque significare al cavalier Giovanfrancesco Buonmici con lettera del 14 febbraio 1633". Un'iscrizione che nasconde un'altra perla: a dettare l'iscrizione fu Domenico Gazzadi, originario di Sassuolo, partecipò ai moti di Ciro Menotti a Modena e, condannato a morte e espulso dallo Stato Pontificio, trovò rifugio per un periodo dai Buonamici.
I DOCUMENTI. Accanto alla possibilità di scoprire la Vigna delle Veneri si potrà imparare a conoscere i segreti di questo angolo di Valdibisenzio recandosi in un centro di documentazione che verrà inaugurato il 27 settembre. All'interno non ci sarà il solito libro con la raccolta delle lettere, ventiquattro, che Galileo e i Buonamici si scambiarono ma lavagne elettroniche su cui si potranno leggere schede informative.
«Un modo per inserire continuamente informazioni nuove - spiega il sindaco Annalisa Marchi - dal momento che in questa vicenda abbiamo sempre trovato, ricercando negli archivi, informazioni nuove».
GLI STUDI SUL MARE. Se Vaiano sceglie il Galilei del tempo libero ciò non significa che lo scienziato non sia legato alla Valdibisenzio e ai Buonamici da altri tipi di raporto. Dalle lettere emerge infatti che Giovan Francesco, grande esperto di navigazione, gli fu di grande aiuto nelle intuizioni per determinare la longitudine, la coordinata geografica che ancora mancava per orientarsi per terra e soprattutto per mare. Con Alessandra invece il rapporto fu di profonda stima ed a lei scrisse una lettera prima di morire nel 1641. Rendo cordialissime grazie a Vostra signoria dell'affetto tanto cortese ch'ella dimostra verso la mia persona e dell'Uffizio di condoglianza col quale ella mi visita nelle mie miserie e disgrazie.
IL TURISMO. L'obiettivo ambizioso del sindaco di Vaiano Annalisa Marchi, che per prima si è spesa nel progetto, è quello di celebrare Galileo a 400 anni dalle sue scoperte scientifiche ma soprattutto quello di utilizzare il legame con la Vallata come volano turistico. E non per il 2009, anno galileiano. A Marchi piace il Galileo intenditore di vino e di prodotti tipici (era goloso anche dei tartufi della Calvana) che così bene si lega al Dna della Valdibisenzio. Un Galileo meno conosciuto ma ottimo testimonial per un'area che si prepara a uscire dalla crisi del tessile offrendo un ventaglio di occasioni per chi vuol passare qualche giorno in pieno relax facendosi coccolare dalla serenità che offre un ambiente verde, ricco di storia e di sapori antichi e genuini. «L'uva e il vino - spiega Marchi - è solo la punta di uno studio ben più ampio che stiamo facendo sulla frutta della memoria. E di un ampio lavoro per sviluppare il turismo coinvolgendo agriturismi, bed&breakfast, ristoranti della zona».
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