Il Tirreno

Prato

LA FESTA DELL’8 SETTEMBRE

Notte medievalegrazie al fascino del corteggio storico

Miriam Monteleone
A destra il sindaco Roberto Cenni insieme alla moglie Elena saluta la folla
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A destra il sindaco Roberto Cenni insieme alla moglie Elena saluta la folla

Tutta Prato ieri attrice e protagonista del suo Corteggio storico. La festa più importante per la nostra città, che con i secoli - possiamo proprio dirlo - non ha perso la sua magia

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PRATO. Tutta Prato ieri attrice e protagonista del suo Corteggio storico. La festa più importante per la nostra città, che con i secoli - possiamo proprio dirlo - non ha perso la sua magia. Se il pomeriggio ha visto protagonisti i bambini, numerosissimi in piazza del Comune, per seguire lo spettacolo fiabesco dei trampolieri; il corteo in notturna ha richiamato tutti gli altri cittadini.

Tra il pubblico per questa edizione anche qualche pratese, amante dello sport, intervenuto nel pomeriggio per dare omaggio, insieme al sindaco Cenni e al presidente della Provincia Gestri, ai Cavalieri del Rugby Club- titanici nelle loro divise nere - vincitori del Campionato nazionale. Durante il corteggio i Cavalieri hanno sfilato scortati da figuranti a cavallo, nei colori giallo, rosso, verde e blu delle squadre della palla grossa.
«Mi piacerebbe riportare a Prato la palla grossa- ha esordito il sindaco Roberto Cenni nel pomeriggio, presentando i giocatori alla città- e mi è sembrato doveroso, in virtù del traguardo raggiunto dalla squadra, riservare loro uno spazio nel giorno della Madonna della Fiera».
Il clou della manifestazione si è svolto dopo il tramonto, quando il corteo con oltre 700 figuranti, è partito da piazza del Comune al suono dei tamburi e delle trombe, tra gli applausi della gente, schierata lungo tutto il percorso e affacciata alle finestre delle case. Per qualcuno è uno spettacolo conosciuto, per i più anziani un tuffo nella memoria di una tradizione immutabile, ma che sempre si rinnova; per tutti i presenti - pratesi e non - un viaggio nel tempo richiamato dai costumi, dagli stemmi e dai colori rionali di quella Prato che fu e che oggi la città ancora celebra e ricorda.

C'è chi si ferma in un punto e aspetta il passaggio dei gruppi, chi rincorre la fiumana dei figurati e chi attende il gran finale in Duomo, popolata da curiosi dal pomeriggio sulle gradinate e da un maxischermo. Poi, dopo un nuovo spettacolo degli sbandieratori e l'arrivo del carro con i buoi, il momento che unisce la tradizione religiosa a quella civile: l'ostensione della Sacra Cintola dal Pulpito del Donatello, alla presenza del vescovo Simoni e del sindaco Cenni.
Prato è ancora tutta là sotto, che aspetta solo l'ultima tappa: lo spettacolo pirotecnico sull'acqua in una versione tutta nuova del Bisenzio by night.

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