Sicurezza
E' scomparso Veneroso, salvò tanti ebrei
Pasquale Petrella
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Giuseppe Veneroso con le tante medaglie ricevuteI funerali domattina nella chiesa di S. Maria delle Carceri
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PRATO. E' scomparso venerdì sera, all'età di ottantotto anni, Giuseppe Veneroso, premiato l'anno scorso dal sindaco Marco Romagnoli col «sigillo d'argento» della città per il suo impegno fra il 1941 e il 1943 nel salvare dalla deportazione almeno diecimila ebrei.
Il funerale si svolgerà domattina alle 10 nella chiesa di Santa Maria delle Carceri e poi la tumulazione nel cimitero di Chiesanuova. La salma è esposta nelle cappelle del commiato della Misericordia.
La storia di Giuseppe Veneroso emerse a margine del libro del giornalista dell'Avvenire, Angelo Picarello, sulla vita di Giovanni Palatucci, il commissario per il quale è in atto il processo di beatificazione perchè insieme ai suoi uomini, fra i quale c'era anche Veneroso, gestì migliaia di passaporti falsi che furono consegnati agli ebrei in fuga dalla Serbia allora governata dagli ustascia filo nazista.
Veneroso era stato ascoltato dal giornalista quale testimone vivente di quegli episodi. All'epoca era un finanziere poco più che ventenne, originario di Pisciotta nel Salernitano, che prestava servizio alla frontiera di Buccari, vicino Fiume.
Il volume edito dalla San Paolo racconta una grande storia familiare, che vide collaborare il commissario Palatucci, assegnato a Fiume all'ufficio stranieri, e lo zio Giuseppe Maria Palatucci, il vescovo di Campagna (Salerno) insignito l'anno scorso della medaglia d'oro al merito civile dal presidente Napolitano.
Giuseppe Veneroso l'anno scorso, nel Giorno della Memoria, ottenne un riconoscimento anche dalla Regione.
Prato perde così un protagonista positivo di quel terribile periodo della storia mondiale, proprio nei giorni in cui celebra il 65º anniversario della propria Liberazione.
Pasquale Petrella
Il funerale si svolgerà domattina alle 10 nella chiesa di Santa Maria delle Carceri e poi la tumulazione nel cimitero di Chiesanuova. La salma è esposta nelle cappelle del commiato della Misericordia.
La storia di Giuseppe Veneroso emerse a margine del libro del giornalista dell'Avvenire, Angelo Picarello, sulla vita di Giovanni Palatucci, il commissario per il quale è in atto il processo di beatificazione perchè insieme ai suoi uomini, fra i quale c'era anche Veneroso, gestì migliaia di passaporti falsi che furono consegnati agli ebrei in fuga dalla Serbia allora governata dagli ustascia filo nazista.
Veneroso era stato ascoltato dal giornalista quale testimone vivente di quegli episodi. All'epoca era un finanziere poco più che ventenne, originario di Pisciotta nel Salernitano, che prestava servizio alla frontiera di Buccari, vicino Fiume.
Il volume edito dalla San Paolo racconta una grande storia familiare, che vide collaborare il commissario Palatucci, assegnato a Fiume all'ufficio stranieri, e lo zio Giuseppe Maria Palatucci, il vescovo di Campagna (Salerno) insignito l'anno scorso della medaglia d'oro al merito civile dal presidente Napolitano.
Giuseppe Veneroso l'anno scorso, nel Giorno della Memoria, ottenne un riconoscimento anche dalla Regione.
Prato perde così un protagonista positivo di quel terribile periodo della storia mondiale, proprio nei giorni in cui celebra il 65º anniversario della propria Liberazione.
Pasquale Petrella
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