Il Tirreno

Prato

Montemurlo

«Come si fa a vivere senza i bagni?»

Riccardo Tempestini
A sinistra Meggy una delle donne sinti che vivono nel campo nomadi di via Prato accanto i rifiuti abbandonati in basso a sinistra Vittorio a destra una gallina in putrefazione dentro un casottino
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A sinistra Meggy una delle donne sinti che vivono nel campo nomadi di via Prato accanto i rifiuti abbandonati in basso a sinistra Vittorio a destra una gallina in putrefazione dentro un casottino

Le condizioni igieniche degli alloggi sono davvero scarse

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MONTEMURLO. Campo nomadi anno zero. Venerdì mattina, ennesima richiesta di aiuto da parte dei sinti residenti da tanti anni nel campo sosta di via Prato. Prima ed unica nota positiva che balza agli occhi del cronista, oramai avvezzo a queste "visite", è lo spazio fra le varie roulotte, camper, case mobili, perché quasi la metà dei residenti sono fuori in visita a parenti o per lavoro, soprattutto come giostrai.
Ad attenderci uno degli ospiti storici del campo, Vittorio da 24 anni a Montemurlo, preoccupato per le condizioni della moglie, invalida al 100%, senza la possibilità di lavarsi.
«Ho costruito da me il gabinetto, un box in legno, con il lucchetto, ma come facciamo a lavarci? Siamo anziani e malati» spiega Vittorio, un fedele della Chiesa evangelica cristiana di Maliseti, come quasi tutti al campo nomadi, accompagnandoci ai "casottini" al centro della struttura, un tempo servizi igienici, oramai ridotti a deposito di vecchie cianfrusaglie, ma anche una gallina in putrefazione chissà da quanto tempo, un quesito che potrebbe risolvere l'Asl 4 di Prato, tanto più che ci sono tanti bambini piccoli. Almeno tre, belli e ben tenuti, sono i figli di Meggy, una simpatica 27enne "in carne", bravissima a venderti un'orchidea a 10 euro, quando si trovano alla metà.
«Voglio andare via da qui, non ce la facciamo più a vivere in queste condizioni, con tre figli piccoli che non possono crescere in queste condizioni. Voglio vivere in una casa come tutti» chiede Meggy, facendoci entrare nella casa mobile, tenuta benissimo, pulita, i letti in ordine, con un tegame di patate a cuocere sul fornello.
«Non è vero che rubiamo la luce, ecco il contratto e le bollette pagate, così come abbiamo la bombola del gas, ma come facciamo senza gabinetti e il bagno per lavarci. Dobbiamo andare nei campi?».
Ecco arrivare anche Angela, un'altra battagliera giovane sinti, che chiede solo di poter fare crescere i figli come i loro coetanei. Ma dopo la ricognizione del campo, cominciano le accuse nei confronti dei politici.
«Prima delle elezioni sono venuti tante volte, facendoci credere che avrebbero messo tutto a posto. Noi abbiamo votato per loro, ma dopo che hanno vinto non si è visto nulla» accusano tutti insieme, elencando tutte le promesse fatte in campagna elettorale, per poi passare a rinfacciare ad una operatrice dei servizi sociali di non venire mai, mentre la collega Scilla è brava».
Ma è l'ora di pranzo, i bambini hanno fame, Meggy e Angelo devono tornare "in cucina", sognando una vera casa, magari con il bagno e il gabinetto.
Riccardo Tempestini

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