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L'asilo nido dell'Asl non decolla

Maria Lardara

Tra meno di un mese si doveva vederli sgambettare tra giocattoli e peluche. E invece la prima pietra del nido aziendale dell'Asl 4, riservato ai figli dei dipendenti dell'azienda ospedaliera, non è mai stata posata

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PRATO. Tra meno di un mese si doveva vederli sgambettare tra giocattoli e peluche. E invece la prima pietra del nido aziendale dell'Asl 4, riservato ai figli dei dipendenti dell'azienda ospedaliera, non è mai stata posata. L'Arci aveva messo in conto di partire con il servizio il 30 settembre.
Con la fame di posti negli asili della città, quel piccolo rifugio per bambini, nel cuore dei giardini di Sant'Orsola, avrebbe fatto la gioia di una trentina di mamme che indossano il camice bianco.
Inghippi burocratici, ritardi accumulati per tutta una serie di motivi che incrociano le responsabilità dei soggetti coinvolti. Un fatto è certo. «Se i tempi si dovessero allungare ancora - avverte il presidente dell'Arci di Prato, Paolo Bianchi - correremo il rischio di perdere i finanziamenti della Regione Toscana, che ricadono sul 2009. Abbiamo richiesto una proroga, nel frattempo sono sorte delle complicazioni non indifferenti». L'ex sindaco di Montemurlo insomma vuole vederci più chiaro. Gli bruciano ancora le critiche di cui è stato oggetto in campagna elettorale dal centrodestra ora al governo della città.

«Visto che il loro pensiero è che i comunisti non possano fare educazione ai bambini - polemizza Bianchi -, mi piacerebbe sapere che cosa pensi l'amministrazione comunale dell'operazione dell'asilo, visto che le pratiche avviate in Comune sono ancora ferme. E tutto ora rischia di saltare: si parla tanto di carenza di posti nei nidi, ma l'Arci non vuole fare del male a nessuno. Siamo pronti a rimettere l'incarico se la Regione dovesse dare una risposta negativa».
Un altro nodo venuto al pettine durante l'estate (il progetto era stato presentato a giugno), riguarda la proprietà della superficie su cui vedrebbe la luce l'asilo. Secondo quanto riferito dalla direzione di Asl 4 attraverso il suo ufficio stampa, l'area sarebbe di proprietà dell'ospedale con concessione in comodato d'uso al Comune.

Ma sull'intera faccenda il comitato Santa Trinita- Area Collegio sente puzza di bruciato. «Quello di cui parliamo - dicono dal comitato - è un terreno comunale con tanto di pista ciclabile e porta per l'accesso pubblico e dunque, come tale, non edificabile. Non si può costruire un asilo su un giardino frequentato dai cittadini. È questa la ferma esigenza espressa non dai comitati, ma dagli stessi residenti. L'Asl può realizzare la struttura, a patto che ne sposti la localizzazione sull'area ospedaliera». E che i comitati abbiamo messo i bastoni fra le ruote, lo conferma anche lo stesso presidente dell'Arci. «Sapevo della contrarietà di alcuni rappresentanti del quartiere - ammette Bianchi -, ed è per questo che ho voluto incontrarli per spiegare loro che costruire un asilo nido non significa degradare i giardini, ma semmai dare un valore aggiunto alla fruibilità dell'area verde. Eravamo disponibili comunque a una revisione del progetto, con un'ubicazione più laterale della struttura, più lontano dal giardino. Ma rimane il fatto che tutto è congelato sulla scrivania dell'assessore di competenza e che quei lavori non sono mai iniziati».

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