Proteste
CASSA INTEGRAZIONE
Inps punta il dito sulle ditte
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La sede provinciale dell’InpsL'Inps questa volta non ci sta. E per voce del direttore regionale Fabio Vitale mette in chiaro che le domande di cassa integrazione arrivate all'istituto sono state pagate. Almeno quelle in regola con la documentazione perché, sottolinea Vitale, «in molti casi sono le aziende a non inviare tutti i moduli necessari»
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PRATO. L'Inps questa volta non ci sta. E per voce del direttore regionale Fabio Vitale mette in chiaro che le domande di cassa integrazione arrivate all'istituto sono state pagate. Almeno quelle in regola con la documentazione perché, sottolinea Vitale, «in molti casi sono le aziende a non inviare tutti i moduli necessari».
Nessuno nega che per il pagamento della Cassa integrazione in deroga dei problemi ci sono stati. E i tempi si sono allungati di parecchio. Da gennaio a luglio di fatto nessuno dei lavoratori è stato pagato. Mancavano i soldi e le pratiche erano bloccate. Ora sembra, almeno a quel che dicono gli addetti ai lavori, tutto viaggerebbe a ritmi straordinari. Sia all'Inps sia alla Direzione provinciale del lavoro ci stanno lavorando dei dipendenti in più. Ancora la maggioranza dei lavoratori non ha riscosso ma almeno la speranza di avere gli assegni in tempi brevi sembra ci sia. «L'Inps - spiega il direttore Vitale - non questo caso non c'entra niente. Quello che abbiamo ricevuto l'abbiamo pagato. Abbiamo avuto su Prato 394 domande, ne abbiamo pagate 143. Il resto erano incomplete».
E Vitale entra nel merito. «In tantissimi casi nonostante la Regione abbia autorizzato la cassa integrazione in deroga le aziende non hanno mandato il modello compilato per il pagamento ai lavoratori. Si tratta dei modelli Sr100 o Sr41: necessari per erogare i soldi. Se le imprese ce li mandano noi ora siamo in grado di pagare dal giorno dopo».
Il mistero sulle domande mancanti alle 394 rimane: a Prato infatti le cigs in deroga dovrebbero essere molte di più. E questo fa pensare che qualche intoppo ancora è da risolvere.
Anche l'Unione industriale prende posizione sulla vicenda. «Come Unione - sottolinea il vicepresidente Riccardo Matteini - siamo doppiamente preoccupati per i forti ritardi che si registrano nell'erogazione degli importi dovuti ai lavoratori in cassa integrazione: per il disagio che vivono i lavoratori stessi e per i problemi che si generano nelle aziende».
«Non è un fatto molto noto, infatti, - continua Matteini - ma è pratica ampiamente diffusa l'anticipo della cassa integrazione da parte delle imprese: un atto nient'affatto dovuto ma che molti imprenditori compiono come manifestazione di solidarietà nei confronti dei loro dipendenti. I ritardi nelle erogazioni, e quindi anche nel reintegro alle imprese degli importi anticipati, provocano difficoltà facilmente immaginabili in aziende che, evidentemente, hanno già dei problemi e che si trovano a combattere con la cronica carenza di liquidità aggravata dalle ben note dinamiche del credito».
Nessuno nega che per il pagamento della Cassa integrazione in deroga dei problemi ci sono stati. E i tempi si sono allungati di parecchio. Da gennaio a luglio di fatto nessuno dei lavoratori è stato pagato. Mancavano i soldi e le pratiche erano bloccate. Ora sembra, almeno a quel che dicono gli addetti ai lavori, tutto viaggerebbe a ritmi straordinari. Sia all'Inps sia alla Direzione provinciale del lavoro ci stanno lavorando dei dipendenti in più. Ancora la maggioranza dei lavoratori non ha riscosso ma almeno la speranza di avere gli assegni in tempi brevi sembra ci sia. «L'Inps - spiega il direttore Vitale - non questo caso non c'entra niente. Quello che abbiamo ricevuto l'abbiamo pagato. Abbiamo avuto su Prato 394 domande, ne abbiamo pagate 143. Il resto erano incomplete».
E Vitale entra nel merito. «In tantissimi casi nonostante la Regione abbia autorizzato la cassa integrazione in deroga le aziende non hanno mandato il modello compilato per il pagamento ai lavoratori. Si tratta dei modelli Sr100 o Sr41: necessari per erogare i soldi. Se le imprese ce li mandano noi ora siamo in grado di pagare dal giorno dopo».
Il mistero sulle domande mancanti alle 394 rimane: a Prato infatti le cigs in deroga dovrebbero essere molte di più. E questo fa pensare che qualche intoppo ancora è da risolvere.
Anche l'Unione industriale prende posizione sulla vicenda. «Come Unione - sottolinea il vicepresidente Riccardo Matteini - siamo doppiamente preoccupati per i forti ritardi che si registrano nell'erogazione degli importi dovuti ai lavoratori in cassa integrazione: per il disagio che vivono i lavoratori stessi e per i problemi che si generano nelle aziende».
«Non è un fatto molto noto, infatti, - continua Matteini - ma è pratica ampiamente diffusa l'anticipo della cassa integrazione da parte delle imprese: un atto nient'affatto dovuto ma che molti imprenditori compiono come manifestazione di solidarietà nei confronti dei loro dipendenti. I ritardi nelle erogazioni, e quindi anche nel reintegro alle imprese degli importi anticipati, provocano difficoltà facilmente immaginabili in aziende che, evidentemente, hanno già dei problemi e che si trovano a combattere con la cronica carenza di liquidità aggravata dalle ben note dinamiche del credito».
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