Il dolore
PRATO
Impiegavano manodopera clandestina arresti e cinque capannoni sequestrati
Tra i datori di lavoro cinesi, è scattato l'arresto per una ventinovenne e la denuncia per altri quattro. In manette anche quattro operai per violazione della legge sull'immigrazione. L'operazione ha interessato aziende di confezioni delle zone di Carmignano e di Montemurlo
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Operazione in provincia di Prato contro lo sfruttamento di manodopera straniera irregolare nelle aziende di produzione di capi d'abbigliamento di proprietà di cittadini cinesi, effettuata dai carabinieri con il supporto di personale dell'esercito, polizia municipale, vigili del fuoco e Asl 4.
Tra i datori di lavoro, è scattato l'arresto per una ventinovenne e la denuncia per altri quattro. Scattato anche il sequestro preventivo di cinque capannoni industriali e quello amministrativo di 99 macchinari. In totale sono 22 i cinesi irregolari trovati a lavorare nelle ditte visitate: quattro di loro sono stati arrestati per violazione della legge sull'immigrazione.
L'operazione ha interessato aziende di confezioni delle zone di Carmignano e di Montemurlo: iniziata nella notte fra giovedì e venerdì si è protratta fino alla tarda serata di ieri. La ventinovenne, che ha già patteggiato una pena a un anno e quattro mesi e ora è agli arresti domiciliari, è stata anche denunciata per aver suddiviso la fabbrica in vari locali, senza autorizzazione, per permettere ai suoi operai di dormire, mangiare e lavorare senza allontanarsi. Da una delle aziende sono state inoltre rimosse 24 bombole contenenti gpl.
Tra i datori di lavoro, è scattato l'arresto per una ventinovenne e la denuncia per altri quattro. Scattato anche il sequestro preventivo di cinque capannoni industriali e quello amministrativo di 99 macchinari. In totale sono 22 i cinesi irregolari trovati a lavorare nelle ditte visitate: quattro di loro sono stati arrestati per violazione della legge sull'immigrazione.
L'operazione ha interessato aziende di confezioni delle zone di Carmignano e di Montemurlo: iniziata nella notte fra giovedì e venerdì si è protratta fino alla tarda serata di ieri. La ventinovenne, che ha già patteggiato una pena a un anno e quattro mesi e ora è agli arresti domiciliari, è stata anche denunciata per aver suddiviso la fabbrica in vari locali, senza autorizzazione, per permettere ai suoi operai di dormire, mangiare e lavorare senza allontanarsi. Da una delle aziende sono state inoltre rimosse 24 bombole contenenti gpl.
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