Il Tirreno

Prato

PRATO

Per Cenni il business è sul riciclato

Cristina Orsini
Il sindaco Roberto Cenni nel suo studio in Comune
◗
Il sindaco Roberto Cenni nel suo studio in Comune

Il sogno: una città dei parchi. La realtà: dover fare i conti coi pochi soldi che ci sono. E' un sindaco alle prese - ancora - con file interminabili davanti all'ufficio, e un "carnet" pieno di questioni da risolvere. Eppure Roberto Cenni marcia come un treno

5 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il sogno: una città dei parchi. La realtà: dover fare i conti coi pochi soldi che ci sono. E' un sindaco alle prese - ancora - con file interminabili davanti all'ufficio, e un "carnet" pieno di questioni da risolvere. Eppure Roberto Cenni marcia come un treno.

Sindaco non sono passati nemmeno ottanta giorni dal suo insediamento, come li riassumerebbe?
«Mi crede? Ringrazio il destino per avermi dato questa opportunità. Che è una sfida difficile e importante ma - sarà incoscienza - non credo smetterò di ringraziare».

Cominciamo dai problemi, per primi quelli di Bilancio. E' vero che per rientrare nel patto di stabilità occorre che tagliate ventitrè milioni di euro? Una montagna di soldi.
«E' vero. Una quota l'abbiamo già recuperata, scendendo a 16. Il resto verrà, perchè è nostro dovere. Siamo saliti su un treno in corsa, per riuscire a mantenere la direzione e per arrivare in stazione, dobbiamo avere delle previsioni esatte. Per questo ho fatto la riunione coi dirigenti, per questo ci sono verifiche in corso. Non voglio fare alcuna polemica, ma ho l'impressione che negli ultimi otto mesi di gestione amministrativa il rigore sia diminuito. E me ne dolgo perchè è mancata una visione di prospettiva».

E' altrettanto vero, però, che il Comune, così si dice, vanta crediti estremamente consistenti.
«Siamo nell'ordine di circa quarantacinque milioni di euro, che in maggior parte il Comune deve avere dalla Provincia e in parte minore dalla Regione. Si tratta in prevalenza di finanziamenti che vengono erogati in base agli stati di avanzamento delle opere. I controlli riguardano anche questo capitolo specifico: recuperare un po' di crediti ci può aiutare a superare le difficoltà che il patto di stabilità ci crea».

Pochi soldi, tanti tagli. Al Pecci per primo?
«Pecci e Metastasio sono fondamentali per la città. Tanto è vero che il raddoppio del museo d'arte contemporanea partirà a breve. Il rammarico è per la carenza di fondi da impiegare in tutti gli altri campi della cultura che sono altrettanto importanti. Ci sono rimasti solo 30mila euro da investire. Quindi dire che per far funzionare al meglio il museo di arte contemporanea c'è bisogno di un maggiore impegno anche di altri enti, la Regione e la Provincia, mi sembra cosa di buon senso».

Lei che è stato ed è uno dei più grossi imprenditori pratesi, non pensa di intervenire presso i suoi ex colleghi che anno dopo anno stanno diminuendo il sostegno alle attività cittadine?
«I soldi che il Comune ha a disposizione vengono anche dalle tasse e dai tributi che gli imprenditori pagano. Hanno sostenuto il Pecci, il Pin, l'Interporto, non si può dire che siano stati estranei alla vita della città. Oggi l'Unione industriale è in forte difficoltà, le quote associative calano. L'opera del Comune sarà comunque di stimolo. Il senso del concerto della Camerata in piazza Duomo, alla quale sono stati tagliati finanziamenti, è anche questo: fare capire l'importanza che ha per Prato».

Ma non è l'unico problema.
«No, infatti, un altro è il Pin al quale l'Università ha dimezzato i contributi (155mila quelli del Comune nel 2009 e ancora da stipulare la convenzione 2010 per 140mila ndr) e un altro sono le scuole materne».

Ecco appunto, mancano nove sezioni. Cosa pensa di fare?
«Lo stato non ci ha dato ciò che avevamo chiesto: prenderle in carico. La questione la segue a Roma il deputato Riccardo Mazzoni, io ho scritto una lettera alla Gelmini. Aspettiamo risposte. Nel frattempo risolviamo: abbiamo contattato alcune cooperative in grado di mettere a disposizione gli insegnanti e le famiglie che potranno permetterselo saranno dirottate sulle strutture parificate».

Il 10 settembre è convocato il Tavolo romano sul distretto. Con quali proposte concrete andrà?
«La prima è una richiesta: per i cassaintegrati, per il distretto sono stati approntati provvedimenti specifici. Già approvati, ma gli effetti mancano: i soldi non arrivano, le famiglie non sanno come fare la spesa. Voglio sapere perchè ci sono i ritardi e se è una questione di burocrazia, va risolta. Al tavolo porterò i progetti sul rigenerato. Non solo tessile. Con Asm stiamo progettando il riutilizzo di quel 30% di rifiuti organici da trasformare per produrre materie riciclate: mattoni, sabbia. Parallelamente lavoriamo con Gida e con l'Aip per eliminare l'inceneritore e mettere al suo posto un trasformatore di materie organiche: non inquina, produce biometano, dà la possibilità di creare il compost, e di assorbire anche una parte dei fanghi. Il mio obiettivo è quello di arrivare a un polo di produzione tutto pratese di materie riciclate e a un consorzio di imprese in grado di utilizzarle, magari per costruire una cittadella dei giovani».

Sindaco mancano ancora gli assessori di sport e urbanistica. Una scelta che le ha creato qualche problema di tenuta della maggioranza.
«Prima di affidare le deleghe ho bisogno di capire. Sono settori che giudico importantissimi per il futuro della città. Ma non c'è alcuna critica sulle persone e le deleghe sono piene».

Urbanistica, quali sono le sue priorità?
«Non è certo il polo espositivo. Semmai l'interramento della Declassata. Ho un sogno nel cassetto: creare la città dei parchi, partendo proprio dall'area ex Banci, con un progetto simile alla Villa di Celle, un parco-museo della contemporaneità con una struttura polivalente. Mi pare si attagli meglio a quella che è l'identità di Prato e che possa avere anche un appeal maggiore sul fronte del ritorno economico. E poi fare il parco Mediceo alle Cascine ripristinando le strutture esistenti (il progetto è già sul tavolo di Cenni, firmato dall'architetto Giuseppe Centauro, costo 6 milioni di euro ndr), un parco archeolgico a Gonfienti e in Calvana, un parco del Monferrato. Tutto il resto, battibecchi politici, polemiche credo si possano risolvere con semplicità: mettendosi a sedere e parlando».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa