Il dolore
IL DISTRETTO E LA PROMOZIONE
I pratesi non vanno da Berlusconi
Barbara Burzi
A dare il calcio d'inizio alla fiera di Milano Unica quest'anno sarà proprio Silvio Berlusconi. Il premier sarà infatti presente a Milano l'8 settembre per il taglio del nastro del salone tessile, dove il grande assente sarà Prato Expo
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PRATO. A dare il calcio d'inizio alla fiera di Milano Unica quest'anno sarà proprio Silvio Berlusconi. Il premier sarà infatti presente a Milano l'8 settembre per il taglio del nastro del salone tessile, dove il grande assente sarà Prato Expo. Una secessione annunciata che arriva proprio quando il Governo lancia il segnale di voler investire sul sistema moda italiano con la visita del Presidente del consiglio.
La decisione di Prato Expo di non partecipare più alla kermesse milanese non ha impedito ad alcuni soci del consorzio di aderire alla fiera. A conti fatti il numero di espositori pratesi presenti quest'anno a Milano supera le presenze di febbraio 2009, perlomeno quelle garantite da Pratotrade che aveva raccolto l'adesione di appena 26 marchi. Saltato dunque il padiglione dedicato alla città toscana, le collezioni dell'autunno inverno 2010/2011 (stagione di punta per l'industria locale) delle aziende pratesi saranno spalmate tra i diversi spazi riservati a Moda In, Idea Biella e Idea Como. «Sono sempre stato convinto - dichiara il presidente di Milano Unica Pier Luigi Loro Piana - che la partecipazione delle migliori aziende italiane a Milano Unica rappresenti un momento prioritario per vincere la sfida della competizione internazionale e sottolineare la nostra riconosciuta leadership. Per questo con dispiacere ho preso atto dell'assenza di Prato Expo, come associazione, alla nona edizione di Milano Unica. Il salone italiano del tessile, in cui sono presenti 53 aziende aziende toscane, continua però ad operare anche nell'interesse delle aziende pratesi interessate al nostro progetto, e mi auguro che i percorsi con Prato Expo, in un prossimo futuro si intreccino nuovamente».
Non condivide affato la scelta presa da Prato Expo Enrico Banci del lanificio Pontetorto, che sarà tra gli stand di Moda in: «Penso che sia stato un errore non partecipare più a Milano Unica come associazione. Siamo l'unico distretto che non è riuscito a rimanere unito come invece lo sono stati quelli del nord».
La crisi è stata determinante nelle scelte strategiche di molte aziende che inevitabilmente hanno dovuto razionalizzare i costi e dunque anche gli investimenti in fiere. Con l'avvio di Prima-Moda tessuto a Firenze lo scorso luglio, sono stati in molti ad abbandonare Milano. «Facendo un rapporto tra costi e benefici - spiega Alessandro Benelli, presidente di Pratotrade - la fiera di Milano non era più vantaggiosa». Dello stesso parere anche Riccardo Marini del gruppo Marini Industrie che ripone ogni aspettativa su Prima: «La scelta di abbandonare Milano è dovuta soprattutto a una razionalizzazione dei costi. Poi c'è l'alternativa di Firenze, che sul mercato italiano potrà sostituire tranquillamente Milano e se decollerà, sono pronto ad abbandonare anche Monaco». «Per quest'anno ho deciso di partecipare ma non so ancora per quante edizioni - commenta Sandro Ciardi della Ultra -. Ho scelto di aderire perché l'Italia rappresenta il 30% del mio mercato, ma voglio vedere come andrà la prossima Prima: a gennaio sarà distanze due settimane da Milano e quindi avrà anche una valenza diversa».
La decisione di Prato Expo di non partecipare più alla kermesse milanese non ha impedito ad alcuni soci del consorzio di aderire alla fiera. A conti fatti il numero di espositori pratesi presenti quest'anno a Milano supera le presenze di febbraio 2009, perlomeno quelle garantite da Pratotrade che aveva raccolto l'adesione di appena 26 marchi. Saltato dunque il padiglione dedicato alla città toscana, le collezioni dell'autunno inverno 2010/2011 (stagione di punta per l'industria locale) delle aziende pratesi saranno spalmate tra i diversi spazi riservati a Moda In, Idea Biella e Idea Como. «Sono sempre stato convinto - dichiara il presidente di Milano Unica Pier Luigi Loro Piana - che la partecipazione delle migliori aziende italiane a Milano Unica rappresenti un momento prioritario per vincere la sfida della competizione internazionale e sottolineare la nostra riconosciuta leadership. Per questo con dispiacere ho preso atto dell'assenza di Prato Expo, come associazione, alla nona edizione di Milano Unica. Il salone italiano del tessile, in cui sono presenti 53 aziende aziende toscane, continua però ad operare anche nell'interesse delle aziende pratesi interessate al nostro progetto, e mi auguro che i percorsi con Prato Expo, in un prossimo futuro si intreccino nuovamente».
Non condivide affato la scelta presa da Prato Expo Enrico Banci del lanificio Pontetorto, che sarà tra gli stand di Moda in: «Penso che sia stato un errore non partecipare più a Milano Unica come associazione. Siamo l'unico distretto che non è riuscito a rimanere unito come invece lo sono stati quelli del nord».
La crisi è stata determinante nelle scelte strategiche di molte aziende che inevitabilmente hanno dovuto razionalizzare i costi e dunque anche gli investimenti in fiere. Con l'avvio di Prima-Moda tessuto a Firenze lo scorso luglio, sono stati in molti ad abbandonare Milano. «Facendo un rapporto tra costi e benefici - spiega Alessandro Benelli, presidente di Pratotrade - la fiera di Milano non era più vantaggiosa». Dello stesso parere anche Riccardo Marini del gruppo Marini Industrie che ripone ogni aspettativa su Prima: «La scelta di abbandonare Milano è dovuta soprattutto a una razionalizzazione dei costi. Poi c'è l'alternativa di Firenze, che sul mercato italiano potrà sostituire tranquillamente Milano e se decollerà, sono pronto ad abbandonare anche Monaco». «Per quest'anno ho deciso di partecipare ma non so ancora per quante edizioni - commenta Sandro Ciardi della Ultra -. Ho scelto di aderire perché l'Italia rappresenta il 30% del mio mercato, ma voglio vedere come andrà la prossima Prima: a gennaio sarà distanze due settimane da Milano e quindi avrà anche una valenza diversa».
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