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TURISMO

Agli albergatori è tornato il sorriso

Maria Lardara
Agli albergatori è tornato il sorriso

Se lo dice Mario Tomada, storico albergatore di Prato a due passi dal Duomo, bisogna crederci. Di agosto sconsolanti per il turismo in città, roba da far girare i pollici dietro il bancone della reception, il titolare degli hotel Flora e Datini degli ne ha visti a decine

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PRATO. Se lo dice Mario Tomada, storico albergatore di Prato a due passi dal Duomo, bisogna crederci. Di agosto sconsolanti per il turismo in città, roba da far girare i pollici dietro il bancone della reception, il titolare degli hotel Flora e Datini degli ne ha visti a decine. Ma quello che è appena trascorso ha fatto sbocciare un inaspettato sorriso sulle labbra di buona parte degli albergatori pratesi. Quanto basta per accendere gli entusiasmi degli operatori del comparto turistico in vista del "grande evento" del 18 settembre. Lo stesso Tomada è ottimista sui risultati della stagione: «Il bilancio delle nostre presenze ha fatto registrare un lieve balzo in avanti rispetto all'agosto 2008: il 40% dei turisti di provenienza dall'Italia, per la restante parte stranieri, molti giapponesi. E abbiamo avuto persino prenotazioni per tre notti - osserva l'albergatore - tenendo conto che basta un pernottamento per muovere un indotto legato all'economia del territorio. Anche se di fatto il richiamo degli affreschi del Lippi finisce per attirare in città più escursionisti che turisti, è indubbio che Prato sta iniziando a far parlare di sé fuori dai suoi confini».

Armati di cartina geografica e obiettivo, per un po' di giorni i turisti a spasso per le vie del centro sono stati gli unici a fare compagnia al wine bar Le Barrique di Corso Mazzoni. «Sono stati tre volte di più dello scorso anno», racconta una soddisfatta Simona Marinai che, insieme al collega Mirko, non si è fermata un attimo per soddisfare il palato di questa inedita clientela, dall'accento per lo più francese e tedesco. «Si fermavano qui a pranzo, specialmente nelle settimane centrali di agosto, dopo aver visitato il ciclo degli affreschi del Lippi».
E che Prato abbia fatto gola a tanti francesi, magari suggestionati da quei capolavori di Filippo e Filippino Lippi che avevano avuto già modo di ammirare a Parigi, lo conferma anche il direttore dell'Apt Alberto Peruzzini. «Il successo della mostra con i nostri tesori artistici ha sicuramente reso più appetibile la nostra città. È ancora presto per tirare le somme di agosto, ma rispetto al 2008 abbiamo avuto un +15% di transiti nel nostro ufficio di informazione turistica. La prossima sfida sarà quella di far coincidere l'aumento delle presenze turistiche con il numero dei pernottamenti. E da questo punto di vista, la mostra 'Lo stile dello zar' ci metterà tutti alla prova».

Non sono solo comitive turistiche, quelle che si sono viste in quel di Prato nei giorni del solleone d'agosto. «Quest'anno abbiamo avuto molte richieste individuali - fa sapere Stefano Bargigli, vicedirettore dell'Art Hotel - e le prenotazioni sono state il 30% in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Decisamente bene, tenendo conto che la nostra è una struttura ricettiva a vocazione commerciale».
Ad avere il termometro della presenza dei turisti (e dei pratesi) d'agosto a Prato è anche il Museo del Tessuto che non è andato in vacanza per tutto il mese, preferendo aderire invece al progetto della Regione "Rinfrescatevi la mente": un vero e proprio tuffo nella cultura, con visite guidate gratuite, zainetto didattico e degustazione di gelato che è non dispiaciuto nemmeno ai cittadini rimasti in città. «Sono stati oltre 700 i visitatori del nostro museo, tra i quali molti pratesi. E questa è stata una bella sorpresa».

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