Proteste
«Qui non si respira più per il cattivo odore»
Pesci morti nel Bagnolo
Riccardo Tempestini
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Il tratto di Bagnolo interessato dalla morìaAncora un'improvvisa morìa di cavedani nel torrente Bagnolo. Ieri mattina un residente di via Riva si è messo in contatto con il Tirreno per mezzo del capogruppo della lista civica "Rilanciare Montemurlo", Aurelio Biscotti, nonostante fosse ancora in vacanza, per denunciare la delicata situazione in cui si trova quel tratto del Bagnolo
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MONTEMURLO. Ancora un'improvvisa morìa di cavedani nel torrente Bagnolo. Ieri mattina un residente di via Riva si è messo in contatto con il Tirreno per mezzo del capogruppo della lista civica "Rilanciare Montemurlo", Aurelio Biscotti, nonostante fosse ancora in vacanza, per denunciare la delicata situazione in cui si trova quel tratto del Bagnolo. Innanzitutto lo stato del torrente Bagnolo, almeno in questo tratto a monte del ponticino sulla Vecchia montalese, diventato un vero e proprio sterpaio, che impedisce al flusso dell'acqua, già ai minini per la calura estiva, di scorrere e defluire nel bozzo dove vivono i pesci, alcuni di grossa taglia.
Probabilmente non è stata fatta nei tempi giusti la ripulitura del torrente, così che canne e sterpaglie la fanno da padroni, nonostante che i cittadini paghino le tasse ai vari consorzi proprio per questi scopi.
Se l'acqua non defluisce, il livello del bozzo si abbassa e manca di conseguenza l'ossigeno ai pesci, che lentamente muoiono, con tutte le conseguenze per i residenti.
«Qui non si respira più per il cattivo odore, ma soprattutto mi sembra poco civile far morire i pesci così» spiega uno dei residenti, che sta facendo di tutto per salvarli da una morte crudele.
Da alcuni giorni infatti ha messo in funzione una pompa elettrica per immettere acqua nel bozzo, ma con risultati non sufficienti per evitare la moria dei pesci che sono troppi per l'attuale livello.
E così il residente ha avvertito il Comune e la Provincia per segnalare la delicata situazione, ma con scarsi risultati.
Ieri mattina infatti si è presentato un volenteroso "anziano", mandato dall'amministrazione comunale, munito di un sacchetto di plastica probabilmente per prendere e portare via i pesci morti, soprattuto un cavedano di grosse dimensioni, che galleggiava ormai "asfissiato", ma dopo aver constatato l'"asperità" del percorso per scendere ha preferito rinunciare per evitare possibili "incidenti" di pesca.
Ben diversa la posizione della Provincia, con l'assessore all'ambiente, Stefano Arrighini che ha subito accertato l'assenza di qualsiasi tipo di inquimento idrico, mentre per stamani ha convocato un'apposita riunione per fare il punto sul da farsi.
A fine luglio di 4 anni fa, avvenne una simile morìa di pesci sempre nello stesso tratto del torrente Bagnolo, anzi nel solito bozzo, ma grazie all'intervento dei volontari della Vab, guidati da Valerio Paladri, i pesci furono "trasferiti" nel laghetto di Montacchiello. Sul posto intervenne anche l'Arpat per accertare la presenza di inquinamento, mentre il consigliere comunale Lorenzo Traettino presentò un'interrogazione sul Consorzio Ombrone.
Probabilmente non è stata fatta nei tempi giusti la ripulitura del torrente, così che canne e sterpaglie la fanno da padroni, nonostante che i cittadini paghino le tasse ai vari consorzi proprio per questi scopi.
Se l'acqua non defluisce, il livello del bozzo si abbassa e manca di conseguenza l'ossigeno ai pesci, che lentamente muoiono, con tutte le conseguenze per i residenti.
«Qui non si respira più per il cattivo odore, ma soprattutto mi sembra poco civile far morire i pesci così» spiega uno dei residenti, che sta facendo di tutto per salvarli da una morte crudele.
Da alcuni giorni infatti ha messo in funzione una pompa elettrica per immettere acqua nel bozzo, ma con risultati non sufficienti per evitare la moria dei pesci che sono troppi per l'attuale livello.
E così il residente ha avvertito il Comune e la Provincia per segnalare la delicata situazione, ma con scarsi risultati.
Ieri mattina infatti si è presentato un volenteroso "anziano", mandato dall'amministrazione comunale, munito di un sacchetto di plastica probabilmente per prendere e portare via i pesci morti, soprattuto un cavedano di grosse dimensioni, che galleggiava ormai "asfissiato", ma dopo aver constatato l'"asperità" del percorso per scendere ha preferito rinunciare per evitare possibili "incidenti" di pesca.
Ben diversa la posizione della Provincia, con l'assessore all'ambiente, Stefano Arrighini che ha subito accertato l'assenza di qualsiasi tipo di inquimento idrico, mentre per stamani ha convocato un'apposita riunione per fare il punto sul da farsi.
A fine luglio di 4 anni fa, avvenne una simile morìa di pesci sempre nello stesso tratto del torrente Bagnolo, anzi nel solito bozzo, ma grazie all'intervento dei volontari della Vab, guidati da Valerio Paladri, i pesci furono "trasferiti" nel laghetto di Montacchiello. Sul posto intervenne anche l'Arpat per accertare la presenza di inquinamento, mentre il consigliere comunale Lorenzo Traettino presentò un'interrogazione sul Consorzio Ombrone.
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