Il Tirreno

Prato

Coinvolti 17 lavoratori al giorno

Cassa integrazione a livelli record

Alessandro Pattume
Lavoratori in fila al Centro Fil e durante un’assemblea sindacali in un’azienda del settore tessile
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Lavoratori in fila al Centro Fil e durante un’assemblea sindacali in un’azienda del settore tessile

Un'estate di fuoco per le aziende pratesi. L'analisi delle richieste per la cassa integrazione in deroga pervenute in Regione parlano chiaro. In 114 giorni, cioè dal 4 maggio al 26 agosto, Prato ha battuto tutti i record negativi regionali: 728 le richieste, 1901 i lavoratori interessati. Una media di 6 richieste e 17 lavoratori al giorno

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PRATO. Un'estate di fuoco per le aziende pratesi. L'analisi delle richieste per la cassa integrazione in deroga pervenute in Regione parlano chiaro. In 114 giorni, cioè dal 4 maggio al 26 agosto, Prato ha battuto tutti i record negativi regionali: 728 le richieste, 1901 i lavoratori interessati. Una media di 6 richieste e 17 lavoratori al giorno.

Un numero arrotondato per difetto: nel periodo indicato sono in realtà pervenute in Regione più di 3.000 richieste di cassa integrazione in deroga. Per almeno 1.000 di queste però, è stata chiesta la ricompilazione per errori di procedura oltre le quali ne rimarrebbero da registrare ancora 200.
Il quadro della provincia di Prato per il periodo preso in esame potrebbe quindi essere ancora peggiore di quello che andiamo a descrivere.

Numeri. Prato supera tutte le altre province toscane per numero di richieste di cassa integrazione in deroga e per numero di lavoratori interessati: 728 le richieste, pari al 38,4% del totale, e 1.901 lavoratori, di cui 1.049 uomini e 852 donne, su un totale regionale di 6.422 interessati.
I lavoratori interessati dalle richieste di cassa integrazioni si suddividono ulteriormente per fasce d'età e per qualifica.

La fascia più colpita è quella dei pratesi compresi tra i 35 e i 44 anni (600 unità), segue quella compresa tra i 45 e i 54 anni con 498 unità e quella tra i 26 e i 34 anni con 447. Solo in una fascia Prato fa registrare un dato inferiore a una delle altre province: nella seconda fascia, quella che comprende individui tra i 19 e 25 anni, la provincia di Firenze fa registrare infatti 172 lavoratori interessati dalle richieste contro i 165 di Prato.

Per quanto riguarda invece le qualifiche interessate nessuna sorpresa. La maggioranza sono operai (1.521) seguiti a ruota dagli impiegati (279) e dagli apprendisti (100), sezione in cui Firenze invece ottiene la bandiera nera con 153 unità. Nelle richieste figurerebbe infine anche un quadro aziendale.
Anche sui settori di attività interessati dalle richieste di cassa integrazione in deroga c'è poco spazio per la fantasia. L'84% delle richieste è stato avanzato per attività manifatturiere, seguite dal commercio (4%) e da servizi alle imprese (3%).

Il commento. «I dati regionali sono veramente allarmanti soprattutto per Prato e devono essere portati all'attenzione di tutti - commenta l'assessore provinciale al lavoro Ambra Giorgi - la preoccupazione deve essere legittima e doverosa ma dobbiamo cercare anche di fare altro. Credo innanzitutto che l'emergenza occupazionale non possa essere sopportata esclusivamente a livello locale - spiega - L'ammistrazione è attrezzata per dare risposte veloci a queste esigenze in termini di politiche attive ma abbiamo tutti l'obbligo di sforzarci per guardare avanti, al futuro e allo sviluppo. Io conto che con la riunione di domattina (oggi ndr) in Regione e con il tavolo di distretto previsto a Roma il 10 settembre si possa arrivare alla composizione di un progetto specifico per aiutare le imprese: non solo sempre e solo cassa integrazione».

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