Finanza
LA MESSA IN DUOMO PER I CLANDESTINI MORTI
«E non chiamateci buonisti»
◗
Monsignor Gastone Simoni durante la celebrazione di una messa a Prato«Non si organizza bene la Terra mettendo da parte le grandi indicazioni della Parola di Dio. Non si fanno delle buone leggi se non si guarda alla legge di Gesù». È questo uno dei passaggi più significativi dell'omelia del vescovo di Prato, monsignor Gastone Simoni, durante la messa celebrata nel Duomo in suffragio dei 73 eritrei morti
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. «Non si organizza bene la Terra mettendo da parte le grandi indicazioni della Parola di Dio. Non si fanno delle buone leggi se non si guarda alla legge di Gesù». È questo uno dei passaggi più significativi dell'omelia del vescovo di Prato, monsignor Gastone Simoni, durante la messa celebrata nel Duomo in suffragio dei 73 eritrei morti durante il recente drammatico viaggio della speranza. Il vescovo di Prato poi è entrato nel merito. «Certo - ha aggiunto Simoni - noi cristiani non siamo ingenui, anche quando parliamo di immigrazione.
Respingiamo l'accusa di essere quelli che vogliono accogliere tutti indiscriminatamente e disordinatamente e che non si preoccupano delle conseguenze per la società, non sapendo tradurre la solidarietà in atti legislativi concreti. Sappiamo bene qual è la complessità dei problemi e respingiamo la critica di essere buonisti».
La diocesi pratese ha stretto un rapporto di amicizia e di solidarietà con l'Eparchia cattolico-alessandrina di Keren. È per questo legame, ma anche «per una più generale testimonianza cristiana - ha affermato monsignor Simoni all'inizio della celebrazione - che vogliamo pregare per questi nostri fratelli e per tutte le vittime di questi drammatici viaggi, che hanno trasformato il mar Mediterraneo e il deserto africano in grandi cimiteri».
E mentre il vescovo di Prato mette in evidenza l'esigenza di leggi che tengano in maggiore considerazione la vita degli stranieri, a Prato imperversa la polemica sull'uso di un parco da parte dei cinesi per fare una ginnastica, la thai chi. Un consigliere di An aveva infatti chiesto al sindaco un'ordinanza per limitare l'ingresso nei giardini degli orientali. Pronta la replica dell'assessore alla sicurezza Aldo Milone: «Macché ordinanza. I problemi sono altri».
Respingiamo l'accusa di essere quelli che vogliono accogliere tutti indiscriminatamente e disordinatamente e che non si preoccupano delle conseguenze per la società, non sapendo tradurre la solidarietà in atti legislativi concreti. Sappiamo bene qual è la complessità dei problemi e respingiamo la critica di essere buonisti».
La diocesi pratese ha stretto un rapporto di amicizia e di solidarietà con l'Eparchia cattolico-alessandrina di Keren. È per questo legame, ma anche «per una più generale testimonianza cristiana - ha affermato monsignor Simoni all'inizio della celebrazione - che vogliamo pregare per questi nostri fratelli e per tutte le vittime di questi drammatici viaggi, che hanno trasformato il mar Mediterraneo e il deserto africano in grandi cimiteri».
E mentre il vescovo di Prato mette in evidenza l'esigenza di leggi che tengano in maggiore considerazione la vita degli stranieri, a Prato imperversa la polemica sull'uso di un parco da parte dei cinesi per fare una ginnastica, la thai chi. Un consigliere di An aveva infatti chiesto al sindaco un'ordinanza per limitare l'ingresso nei giardini degli orientali. Pronta la replica dell'assessore alla sicurezza Aldo Milone: «Macché ordinanza. I problemi sono altri».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
