Sicurezza
LA POLEMICA
Luna Park, Caverni conferma il divietoLega all'attacco
Cristina Orsini
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Dal “trippaio” alla Fiera portandosi la bottiglia di vinoAlcol al Luna park: l'intento è quello di fare il massimo di chiarezza, ma nessuna polemica. A rispondere ai leader di Lega Nord Claudio Morganti e Leonardo Soldi è l'assessore alle Attività produttive Roberto Caverni che ormai da una settimana è alle prese con proteste di ambulanti, leggi e circolari da interpretare
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PRATO. Alcol al Luna park: l'intento è quello di fare il massimo di chiarezza, ma nessuna polemica. A rispondere ai leader di Lega Nord Claudio Morganti e Leonardo Soldi è l'assessore alle Attività produttive Roberto Caverni che ormai da una settimana è alle prese con proteste di ambulanti, leggi e circolari da interpretare. «Ringrazio Morganti - dice l'assessore - perchè, nonostante il lavoro che lo ha portato al Bruxelles, continua a tenere presenti i problemi della sua città».
Caverni ringrazia ma non condivide. «Credo infatti - spiega - che l'intepretazione delle norme data da Morganti e Soldi abbia comunque alcune lacune». E le elenca. «La legge 88 del 7 luglio scorso, quella che, appunto, recepisce le indicazioni europee, dice chiaramente al comma 2 che si fa divieto esplicito e senza deroghe alla vendita di alcolici da parte degli ambulanti con sanzioni che vanno da 2 a 12mila euro e se somministrati dopo mezzanotte la sanzione sale da 5 a 30mila euro».
Ha quindi poco valore, secondo l'assessore, il comma precedente che disciplina gli orari. «Per quanto riguarda inoltre - continua Caverni - la questione delle licenze, disciplinata da una norma che si rifà al Regio decreto del 1931, la categoria degli ambulanti non è nemmeno presa in considerazione». Infine la circolare del 30 luglio scorso del ministero delle Attività produttive che specifica gli ambiti di applicazione della norma escludendo fiere, sagre, feste paesane e manifestazioni con prodotti tipici del territorio: «In quella circolare la Camera dei deputati - aggiunge l'assessore - ha accolto un ordine del giorno ma non mi pare che un ordine del giorno possa abrogare una legge dello Stato e nemmeno una circolare». Quarto punto ma non ultimo, la delibera firmata da Matteo Renzi, sindaco di Firenze: «Che parla esplicitamente - conclude Caverni - di postazioni di vendita con autorizzazione e concessione quindi chioschi fissi e mantiene il divieto per i venditori itineranti». Dunque divieto confermato di vendere gli alcolici nella Fiera fino alla fine della manifestazione.
Decisione che non piace proprio a Claudio Morganti: «La Lega conferma la richiesta di eliminare il prima possibile l'ordinanza sindacale perchè in una fase di crisi così forte è illogico creare ulteriori difficoltà agli operatori commerciali - dice - Come fanno in tutto il resto d'Italia, a partire dalla Romagna». Ovvio che anche il consigliere delegato alla Sport Leonardo Soldi, che da quattro sera va a cena dal trippaio della Fiera, abbia qualcosa da dire: «Il Comune invece di usare il buon senso applica la normativa con una rigidità eccessiva. Tanto più - conclude - che si creano situazioni paradossali. Come quella di un signore che, l'altra sera, è andato dal paninaro, si è seduto al tavolo e prima di iniziare a mangiare ha tirato fuori la "boccia" di vino dalla borsa».
C.O.
Caverni ringrazia ma non condivide. «Credo infatti - spiega - che l'intepretazione delle norme data da Morganti e Soldi abbia comunque alcune lacune». E le elenca. «La legge 88 del 7 luglio scorso, quella che, appunto, recepisce le indicazioni europee, dice chiaramente al comma 2 che si fa divieto esplicito e senza deroghe alla vendita di alcolici da parte degli ambulanti con sanzioni che vanno da 2 a 12mila euro e se somministrati dopo mezzanotte la sanzione sale da 5 a 30mila euro».
Ha quindi poco valore, secondo l'assessore, il comma precedente che disciplina gli orari. «Per quanto riguarda inoltre - continua Caverni - la questione delle licenze, disciplinata da una norma che si rifà al Regio decreto del 1931, la categoria degli ambulanti non è nemmeno presa in considerazione». Infine la circolare del 30 luglio scorso del ministero delle Attività produttive che specifica gli ambiti di applicazione della norma escludendo fiere, sagre, feste paesane e manifestazioni con prodotti tipici del territorio: «In quella circolare la Camera dei deputati - aggiunge l'assessore - ha accolto un ordine del giorno ma non mi pare che un ordine del giorno possa abrogare una legge dello Stato e nemmeno una circolare». Quarto punto ma non ultimo, la delibera firmata da Matteo Renzi, sindaco di Firenze: «Che parla esplicitamente - conclude Caverni - di postazioni di vendita con autorizzazione e concessione quindi chioschi fissi e mantiene il divieto per i venditori itineranti». Dunque divieto confermato di vendere gli alcolici nella Fiera fino alla fine della manifestazione.
Decisione che non piace proprio a Claudio Morganti: «La Lega conferma la richiesta di eliminare il prima possibile l'ordinanza sindacale perchè in una fase di crisi così forte è illogico creare ulteriori difficoltà agli operatori commerciali - dice - Come fanno in tutto il resto d'Italia, a partire dalla Romagna». Ovvio che anche il consigliere delegato alla Sport Leonardo Soldi, che da quattro sera va a cena dal trippaio della Fiera, abbia qualcosa da dire: «Il Comune invece di usare il buon senso applica la normativa con una rigidità eccessiva. Tanto più - conclude - che si creano situazioni paradossali. Come quella di un signore che, l'altra sera, è andato dal paninaro, si è seduto al tavolo e prima di iniziare a mangiare ha tirato fuori la "boccia" di vino dalla borsa».
C.O.
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