Il Tirreno

Prato

IL CASO

Il futuro del Pecci e le altre nominePrimi nodi per Cenni

Riccardo Tempestini
Valdemaro Beccaglia, presidente del Centro Pecci
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Valdemaro Beccaglia, presidente del Centro Pecci

Le critiche del Pdl per la riconferma di Beccaglia un avvertimento in vista delle prossime scelte

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PRATO. Il caso Museo Pecci è la prima "tempesta" ad agitare i rapporti tra il sindaco e la sua maggioranza. La conferma di Valdemaro Beccaglia è davvero un problema per Roberto Cenni o si tratta "solo" del prima altolà dei partiti del centrodestra in vista delle prossime nomine nei vari enti di secondo grado? La "velina" inviata nei giorni scorsi ai giornali dall'assessore alla cultura Anna Beltrame per annunciare che «era oramai finita la musica» ovvero i vari contributi agli "amici" poteva avere una sua prevedibile giustificazione "ideologica", conseguente alla vittoria del centrodestra.

Ma fra le righe scritte dall'assessore ex giornalista qualcuno ha letto anche un attacco nei confronti del sindaco Cenni, reo di aver confermato Beccaglia alla presidenza del Museo Pecci, senza aver consultato il Popolo delle libertà. Se vi erano dubbi, ci ha pensato qualche giorno dopo il coordinatore del Pdl Riccardo Mazzoni che ha esplicitamente criticato il sindaco Cenni («E' stato un errore riconfermare Beccaglia senza prima condividere la scelta con i partiti»).

Insomma il Pdl ha preso a pretesto la nomina decisa autonomamente da Cenni per avvertire il sindaco che questo sistema non si sarebbe più dovuto ripetere per le più importanti e soprattutto ben più renumerate cariche negli enti di secondo grado, tutti a scadenza, più o meno ravvicinata.

La nuova "musica" annunciata dalla Beltrame si potrebbe cominciare ad ascoltare in tempi ravvicinati proprio per la presidenza della Fondazione Teatro Metastasio, promessa al collega giornalista Umberto Cecchi per ricompersarlo del mancato assessorato, proprio quello alla cultura. E forse non è un caso che la gestione del teatro cittadino venga elogiata dall'assessore («aumento di biglietti, abbonamenti e produzioni») come implicita conferma dell'impegno delle istituzioni; senza però tener conto del numero degli spettatori e degli incassi, rispetto ai milioni di euro, concessi ogni anno da Comune, Provincia e Regione. L'unico "neo" del Met sarebbe la direzione artistica («manca lo spirito geniale»). Un problema da sottoporre al prossimo presidente.

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