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Prato

TOSCANA IN FIAMME

E' l'autore di decine di incendi

Paolo Nencioni
E' l'autore di decine di incendi

Non li ha appiccati tutti lui, i 140 incendi piccoli e grandi censiti dai vigili del fuoco dal 1º giugno al 26 agosto, quasi due al giorno in provincia di Prato, ma se ne attribuisce molti.
Forse è anche un po' mitomane Fabio Rossi, l'autista di 36 anni residente a Quarrata, un padre di famiglia, che mercoledì mattina è stato riconosciuto da un pompiere in via Firenze

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PRATO. Non li ha appiccati tutti lui, i 140 incendi piccoli e grandi censiti dai vigili del fuoco dal 1º giugno al 26 agosto, quasi due al giorno in provincia di Prato, ma se ne attribuisce molti.
Forse è anche un po' mitomane Fabio Rossi, l'autista di 36 anni residente a Quarrata, un padre di famiglia, che mercoledì mattina è stato riconosciuto da un pompiere in via Firenze, a due passi dall'ennesimo incendio doloso, e nel pomeriggio ha ammesso le proprie responsabilità.

Certo è che parecchi sono opera sua (probabilmente decine), e per di più è recidivo. I volontari della Vab (vigilanza antincendi boschivi) se lo ricordano bene. La mattina del 12 agosto di sei anni fa una dozzina di loro lo aspettarono al varco in Tribunale. Il giorno prima Rossi era stato arrestato dai carabinieri mentre tentava di appiccare un incendio in località Rio Buti. A caldo disse che voleva scacciare col fuoco alcuni insetti, poi che stava bruciando una lettera il cui contenuto l'aveva molto scosso. Si venne a sapere che in passato lui stesso era stato un volontario della Vab (era iscritto ma sembra non avesse mai spento incendi) e gli altri andarono a gridargli in faccia tutta la loro rabbia, la legittima irritazione di chi regala tanto tempo alla comunità in cambio di niente.

La stessa rabbia c'è anche oggi, e dunque forse è perfino ingiusto nei confronti dei veri volontari classificare il piromane come un «ex volontario». Sta di fatto che stavolta, a differenza di sei anni fa, gli è andata meglio. Nell'agosto del 2003 fu arrestato e patteggiò una condanna a un anno e quattro mesi ottenendo la sospensione condizionale della pena; oggi è libero in attesa di processo. Al pompiere che l'ha inchiodato, riconoscendolo nelle immagini riprese da una telecamera lo scorso 9 agosto nella zona industriale, ha detto che quando gli viene l'impulso di dar fuoco proprio non riesce a resistere.

Potrebbe non essere solo sul banco degli imputati quando arriverà il momento di essere giudicato. Polizia, carabinieri e vigili del fuoco cercano un complice. Un testimone oculare, il primo a intervenire mercoledì mattina sull'incendio intorno all'ex cementizia di via Firenze, ha visto allontanarsi per i viottoli della Calvana un uomo robusto di età apparente sui 55/60 anni. Una descrizione che non collima con quella di Rossi. E forse già nelle prossime ore ci saranno sviluppi.

Secondo il Corpo forestale, che ieri ha rivendicato i propri meriti nelle indagini e sta collaborando con la polizia nelle indagini, il piromane è addirittura colpevole di tutti e 140 gli incendi e rischia fino a dieci anni di carcere.

I vigili del fuoco hanno accertato che il sistema di innesco era molto semplice: nelle sterpaglie rese secche dalla siccità bastava accartocciare un bel pezzo di carta e dare fuoco con l'accendino. In almeno un'occasione la palla è stata ritrovata non ancora completamente bruciata.

Sembra che Rossi usasse il furgone della sua ditta per andare ad appiccare gli incendi, alcuni dei quali sono scoppiati lungo il tragitto tra la casa di Quarrata, perquisita mercoledì sera, e la Calvana, la Mecca di tutti gli incendiari della zona.

E mentre il sindaco Roberto Cenni ringrazia tutti quelli che hanno partecipato alle indagini e mette in guardia «quanti pensano di poter agire impunemente mettendo a repentaglio la vita di tante persone», il presidente del consiglio comunale, Maurizio Bettazzi, ha chiesto all'ufficio legale del Comune di costituirsi parte civile nel processo.

Sui boschi di Prato, oltre agli occhi umani, vigilano anche tre occhi elettronici, le telecamere piazzate a Carmignano, Vaiano e Galceti, che nell'ultimo anno hanno permesso di ridurre notevolmente gli incendi. Il territorio provinciale si conferma comunque ad alto rischio: dei sette comuni, cinque sono esposti a un rischio considerato massimo, solo Montemurlo e Poggio a Caiano rientrano nella fascia di rischio medio.

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