Il Tirreno

Prato

L’ESTATE DI FUOCO

Preso il piromane, ha confessatoIn passato era volontario antincendio

Preso il piromane, ha confessatoIn passato era volontario antincendio

Il piromane di Prato confessa alla polizia. E si viene a scoprire che è stato responsabile di oltre 140 roghi e che in passato era stato anche un volontario anti-incendio. L'uomo vive in provincia di Prato ed è sposato con figli. Agli inquirenti ha detto di accendere roghi in maniera compulsiva

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PRATO. La sfrontatezza certe volte non paga. Tornare sul luogo del "delitto" espone il colpevole alle peggiori conseguenze. E come definire, se non sfrontato, uno che si diverte ad appiccare incendi, osserva i pompieri che sudano per domarli e poche ore dopo torna a riappiccarli nello stesso posto.

Ieri mattina il piromane è stato fermato dalla polizia e ha già confessato.E' la persona che martedì sera ha dato fuoco in più punti alle sterpaglie e agli olivi sopra l'ex cementizia di via Firenze, alla Macine. L'uomo ha confessato di essere stato responsabile di 140 roghi. In passato era stato volontario antincendio.

Ieri mattina, poco dopo le 11, il fumo si è levato di nuovo dietro l'ex cementizia. Pochi minuti prima Marcello Ramalli, responsabile della Vab, aveva fatto un sopralluogo insieme all'architetto Pazzagli del Corpo forestale, ma è stato Amedeo Sichi, un altro volontario della Vab, a notare tre focolai mentre in macchina percorreva via Firenze in direzione Calenzano.

«Mi sono subito avvicinato e ho fatto in tempo a vedere un uomo che si allontava su un sentiero - racconta Sichi - L'ho chiamato a gran voce, ma è scappato e non sono riuscito a raggiungerlo». Secondo il testimone, il sospetto piromane avrebbe più di cinquant'anni e sarebbe di corporatura robusta. La svolta però era dietro l'angolo. Lo scorso 9 agosto la telecamera di una ditta del Macrolotto ha inquadrato un uomo sospetto accanto a un terreno interessato da due incendi di sterpaglie. Ieri mattina, riferisce la Questura, un vigile del fuoco ha riconosciuto il sospetto in via Firenze, pochi minuti dopo il secondo incendio, e ha avvertito il 113. L'uomo, 36 anni, residente a Quarrata, è stato prelevato da una volante e portato in Questura dove, dopo un'iniziale reticenza, messo di fronte alle immagini, ha ammesso non solo i due incendi del 9 agosto, ma anche altri cinque all'ex cementizia e a Iolo.

Coi poliziotti si è giustificato dicendo che non ha saputo resistere a «impulsi improvvisi e irrefrenabili». Sulla sua fedina penale, del resto, ci sono già episodi simili in passato. Risulta impiegato come autista per alcune ditte di trasporti.

Nel frattempo gli elicotteri del Corpo forestale hanno fatto la spola per un paio d'ore dal lago degli Alcali all'ex cementizia, per impedire che il nuovo incendio, appiccato in quattro punti diversi, potesse estendersi. Ma il presunto piromane potrebbe non aver agito da solo. In serata la polizia avrebbe individuato un coetaneo pratese, che sarebbe il complice del primo.

E' stata comunque un'altra notte di incendi, dalla Macine a via del Ciliegio, dalla zona di Gamberame (tre diversi focolai), a via del Beccarello, vicino al casello di Prato Est, fino a via Bigoli, alle 3 passate. Impegnati anche i volontari del Centro di Galceti.

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di Redazione web