Finanza
L’INTERVISTA
Da fabbro a star comica
Miriam Monteleone
◗
Il comico pratese Massimiliano GalliganiUn giorno ha attaccato al chiodo la tuta da fabbro e si è messo a fare il comico.
Massimilano Galligani, trentasettenne pratese, originario di Usella (Vaiano), sarà tra i protagonisti del nuovo film "Piove sul bagnato" di Andrea Muzzi e Andrea Bruno Savelli, in anteprima oggi al Vis Pathè di Campi Bisenzio e in uscita domani nelle sale
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Un giorno ha attaccato al chiodo la tuta da fabbro e si è messo a fare il comico.
Massimilano Galligani, trentasettenne pratese, originario di Usella (Vaiano), sarà tra i protagonisti del nuovo film "Piove sul bagnato" di Andrea Muzzi e Andrea Bruno Savelli, in anteprima oggi al Vis Pathè di Campi Bisenzio e in uscita domani nelle sale.
Cominciamo dall'inizio. Come ha deciso di fare il comico?
«Mi è sempre piaciuto vedere ridere la gente e siccome raccontare le barzellette agli amici non mi appagava fino in fondo, mi sono messo a scrivere gag. Poi una ventina d'anni fa con Fabio Villoresi abbiamo fondato il duo "Galli e Villo" e abbiamo cominciato ad esibirci in piazze e in Tv. Dopo sono arrivati piccoli ruoli per il cinema: ne "Il Pinocchio" di Benigni; "Baci e abbracci" di Virzì e "Lucignolo" di Ceccherini. Ho lavorato anche con Alessandro Paci e fatto qualche pubblicità».
Prima di fare il comico cosa faceva?
«Mi sono diplomato al Buzzi vecchio in piazza Ciardi come artigiano. Di lavoro principale facevo il fabbro, ma diciamo che ho fatto tutti i lavori. Lavorare il ferro mi rilassa e ogni tanto mi piace farlo ancora».
Parliamo dell'ingaggio nel film di Muzzi e Savelli. Come è arrivato? «
«Con Muzzi e Savelli sono sempre in contatto. Ci incontriamo per il laboratorio Zelig al Teatro Cantieri Florida di Firenze e periodicamente ci aggiorniamo sui nostri progetti. Per questo film mi aveva proposto un piccolo ruolo, dovevo interpretare un poliziotto, giusto qualche battuta in una scena. Poi mentre ero a Milano a lavorare per Sky mi hanno proposto di interpretare Mazzafranca, uno dei co-protagonisti. Quasi non riuscivo a crederci».
Racconta il tuo personaggio.
«Mazzafranca è un bonaccione, uno di quei buontemponi di paese, un po' "grullo" ma genuino. Ho subito provato tenerezza per questo personaggio. E quando abbiamo terminato le riprese e sono stato costretto ad abbandonarne i panni, mi è pure venuta la lacrimuccia».
La passata stagione è uscito nelle sale "Cenci in Cina", un film sul tessile a Prato. "Piove sul bagnato" è un'altra pellicola toscana sul precariato, cosa deve aspettarsi il pubblico?
«Sono due film molto diversi."Piove sul bagnato" è una commedia agrodolce, dal contenuto universale, la storia nasce da un fatto realmente accaduto, non fotografa una realtà manifatturiera come accade nella pellicola di Limberti. Il cast è toscano, ma potrebbe non esserlo. Il dialetto non è usato come strumento di sceneggiatura. Il pubblico riderà, questo deve aspettarsi».
Massimilano Galligani, trentasettenne pratese, originario di Usella (Vaiano), sarà tra i protagonisti del nuovo film "Piove sul bagnato" di Andrea Muzzi e Andrea Bruno Savelli, in anteprima oggi al Vis Pathè di Campi Bisenzio e in uscita domani nelle sale.
Cominciamo dall'inizio. Come ha deciso di fare il comico?
«Mi è sempre piaciuto vedere ridere la gente e siccome raccontare le barzellette agli amici non mi appagava fino in fondo, mi sono messo a scrivere gag. Poi una ventina d'anni fa con Fabio Villoresi abbiamo fondato il duo "Galli e Villo" e abbiamo cominciato ad esibirci in piazze e in Tv. Dopo sono arrivati piccoli ruoli per il cinema: ne "Il Pinocchio" di Benigni; "Baci e abbracci" di Virzì e "Lucignolo" di Ceccherini. Ho lavorato anche con Alessandro Paci e fatto qualche pubblicità».
Prima di fare il comico cosa faceva?
«Mi sono diplomato al Buzzi vecchio in piazza Ciardi come artigiano. Di lavoro principale facevo il fabbro, ma diciamo che ho fatto tutti i lavori. Lavorare il ferro mi rilassa e ogni tanto mi piace farlo ancora».
Parliamo dell'ingaggio nel film di Muzzi e Savelli. Come è arrivato? «
«Con Muzzi e Savelli sono sempre in contatto. Ci incontriamo per il laboratorio Zelig al Teatro Cantieri Florida di Firenze e periodicamente ci aggiorniamo sui nostri progetti. Per questo film mi aveva proposto un piccolo ruolo, dovevo interpretare un poliziotto, giusto qualche battuta in una scena. Poi mentre ero a Milano a lavorare per Sky mi hanno proposto di interpretare Mazzafranca, uno dei co-protagonisti. Quasi non riuscivo a crederci».
Racconta il tuo personaggio.
«Mazzafranca è un bonaccione, uno di quei buontemponi di paese, un po' "grullo" ma genuino. Ho subito provato tenerezza per questo personaggio. E quando abbiamo terminato le riprese e sono stato costretto ad abbandonarne i panni, mi è pure venuta la lacrimuccia».
La passata stagione è uscito nelle sale "Cenci in Cina", un film sul tessile a Prato. "Piove sul bagnato" è un'altra pellicola toscana sul precariato, cosa deve aspettarsi il pubblico?
«Sono due film molto diversi."Piove sul bagnato" è una commedia agrodolce, dal contenuto universale, la storia nasce da un fatto realmente accaduto, non fotografa una realtà manifatturiera come accade nella pellicola di Limberti. Il cast è toscano, ma potrebbe non esserlo. Il dialetto non è usato come strumento di sceneggiatura. Il pubblico riderà, questo deve aspettarsi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
