Il Tirreno

Prato

LA CRISI DEGLI ARTIGIANI

Evitati i sigillinuova proroga per la roccatura

Maria Lardara
Evitati i sigillinuova proroga per la roccatura

A vedere la faccia dell'ufficiale giudiziario Salvatore Russotto ci aveva fatto quasi l'abitudine. Per tre volte, ha visto l'ombra dei sigilli sulla sua roccatura di via del Pratellone. Ma dopo ieri mattina, l'ufficiale Giuseppe Mauro non tornerà più a bussare alla porta dell'artigiano, divenuto ormai simbolo della strenua resistenza dei contoterzisti guidata dall'artigiana Manuela Biliotti

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PRATO. A vedere la faccia dell'ufficiale giudiziario Salvatore Russotto ci aveva fatto quasi l'abitudine. Per tre volte, ha visto l'ombra dei sigilli sulla sua roccatura di via del Pratellone. Ma dopo ieri mattina, l'ufficiale Giuseppe Mauro non tornerà più a bussare alla porta dell'artigiano, divenuto ormai simbolo della strenua resistenza dei contoterzisti guidata dall'artigiana Manuela Biliotti.
Almeno finchè non lo avrà stabilito un'apposita ordinanza del giudice che, al rientro delle ferie, si troverà sulla scrivania l'istanza di sospensione dello sfratto formulata dall'avvocato Enrico Del Core. Si sono fatti vivi anche i carabinieri della vicina stazione di Iolo, ieri mattina. Sono stati accolti da un folto drappello di artigiani, accorsi per dare il loro sostegno morale a Russotto. Accanto a lui, Manuela Biliotti e Vilma Tosetti, le "pasionarie" del movimento dei contoterzisti, invocavano giustizia e comprensione per l'artigiano che per un soffio ha scongiurato di essere buttato per strada su istanza del proprietario dell'edificio che non riscuote l'affitto da novembre scorso.

Sotto il rovente sole d'agosto, la stessa Biliotti si è fatta in quattro per attaccare i volantini nelle ditte artigiane, in modo da sensibilizzare l'attenzione sul "caso" Russotto. E il pensiero di quest'ultimo è volato ad Alberto, l'artigiano di Montemurlo suicidatosi ai primi di agosto.
«Lo conoscevo molto bene. La mia ultima commessa arrivava dalla sua filatura. Era una persona che sgobbava in azienda anche 18 ore al giorno. Dobbiamo fare rumore con i picchetti e i presidi, rompere il muro di omertà tra le piccole ditte che soffrono in silenzio, altrimenti quella che scoppierà da qui ai prossimi mesi sarà una vera e propria emergenza sociale».
Imprenditori, forze dell'ordine, passanti incuriositi: all'appello non sono mancati nemmeno i politici dei due schieramenti avversi, dai consiglieri Leonardo Soldi ed Emilio Paradiso a Ilaria Maffei, assessore comunale a Montemurlo (Sinistra & Libertà).

Fatto sta che prima o poi da via del Pratellone Russotto e famiglia dovranno sgomberare. Anche qualora il giudice dovesse concedere una proroga. L'ufficiale giudiziario ha consigliato infatti al terzista di farlo in fretta. Ma smuovere i macchinari su due piedi non è facile, come ricordato dal figlio di Salvatore, Mirko Russotto.
«Il trasferimento dell'attività ci costerebbe 45mila euro. Oltretutto voglio vedere poi chi ci dà lavoro dopo tutte queste vicissitudini. Sto pensando di andare via da Prato: in fondo sono un giovane imprenditore che potrebbe arrangiarsi a fare l'elettricista anche all'estero».
Per il momento i Russotto possono solo guadagnare tempo e sperare di recuperare i crediti che vantano da un fallimento per poter mettersi in regola con l'affitto: in attesa che l'autorità giudiziaria si pronunci. Dal canto suo, il proprietario Italo Giannerini (che ieri non si è fatto vedere) non può rimettere mano al suo immobile.

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