Finanza
L’INCUBO DELLA CRISI
Il settembre nero è già iniziato
Ilenia Reali
◗
Una delle aziende tessili del distrettoSe il buondì si vede dal mattino, settembre non comincerà sotto i migliori auspici. Ieri, alla riapertura della Camera del lavoro di Prato nella cassetta della posta c'erano 60 raccomandate: ognuna corrispondente a una piccola azienda che ha deciso di aprire o di prorogare la cassa integrazione in deroga
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Se il buondì si vede dal mattino, settembre non comincerà sotto i migliori auspici. Ieri, alla riapertura della Camera del lavoro di Prato nella cassetta della posta c'erano 60 raccomandate: ognuna corrispondente a una piccola azienda che ha deciso di aprire o di prorogare la cassa integrazione in deroga.
Sessanta aziende che per settembre non hanno in previsione alcuna ripresa del lavoro. Si tratta di aziende con meno di 15 dipendenti perlopiù del settore tessile ma anche qualche realtà imprenditoriale metalmeccanica e del commercio. Si tratta del primo segnale che i piccoli artigiani pratesi non hanno ordini nel cassetto sufficienti a ripartire con serenità e che quindi la ripresa di cui si parla a livello nazionale non toccherà, almeno per settembre, il distretto tessile toscano. E comunque sia non le realtà più piccole e i terzisti.
Manuele Marigolli, segretario della Cgil pratese non ha dubbi. «Con i numeri che mi hanno dato i colleghi che sono rientrati dalle vacanze non credo si possa assolutamente parlare di ripresa. La situazione ho l'impressione si annunci ancora molto critica».
Ed è dello stesso parere Anselmo Potenza, presidente di Cna. «Noi non abbiamo indicatori che ci dicono che ci sarà una ripresa», commenta. «Anche perché ai dati delle casse integrazioni vanno aggiunti tutti quei titolari delle piccole imprese che sono senza lavoro e che non figurano in nessun elenco. Un numero importante che si aggiunge a quello dei nostri dipendenti. Stiamo preparando una serie di dati per settembre: li porteremo a Roma dove per il 10 è fissato un incontro con esponenti del Governo. La situazione per noi artigiani è terrificante: se all'incontro non ci saranno risposte certe anche per le microimprese sarà inevitabile organizzare una nuova manifestazione per far sentire la nostra voce».
«La situazione attuale è veramente difficile», conferma l'assessore comunale allo sviluppo economico e imprenditore Roberto Caverni. «Siamo entrati in crisi quando ancora la crisi non c'era e noi abbiamo 100 persone al mese che perdono gli ammortizzatori sociali e che si ritrovano senza reddito. A medio termine ci sono piccoli spiragli per gli ordini estivi mentre a breve credo non possa esserci altro che un prolungamento degli ammortizzatori sociali. A settembre nuove aziende chiuderanno, ci saranno ancora richieste di cassa integrazione perché le imprese tentano di riagganciare la ripresa con strutture più snelle».
Il 10 settembre sarete ricevuti con il tavolo di distretto a Roma. Gli artigiani annunciano già che in assenza di risposte concrete prepareranno una nuova manifestazione: "Prato non deve chiudere 2". «La prima manifestazione - risponde Caverni - ha fatto parlare molto delle difficoltà della nostra città. Credo che se c'è bisogno di un'altra iniziativa analoga debba essere fatta. E a Roma dovremo essere in tanti, molti di più del 28 febbraio. Io ci sarò per ribadire che Prato ha bisogno di aiuti speciali».
Sessanta aziende che per settembre non hanno in previsione alcuna ripresa del lavoro. Si tratta di aziende con meno di 15 dipendenti perlopiù del settore tessile ma anche qualche realtà imprenditoriale metalmeccanica e del commercio. Si tratta del primo segnale che i piccoli artigiani pratesi non hanno ordini nel cassetto sufficienti a ripartire con serenità e che quindi la ripresa di cui si parla a livello nazionale non toccherà, almeno per settembre, il distretto tessile toscano. E comunque sia non le realtà più piccole e i terzisti.
Manuele Marigolli, segretario della Cgil pratese non ha dubbi. «Con i numeri che mi hanno dato i colleghi che sono rientrati dalle vacanze non credo si possa assolutamente parlare di ripresa. La situazione ho l'impressione si annunci ancora molto critica».
Ed è dello stesso parere Anselmo Potenza, presidente di Cna. «Noi non abbiamo indicatori che ci dicono che ci sarà una ripresa», commenta. «Anche perché ai dati delle casse integrazioni vanno aggiunti tutti quei titolari delle piccole imprese che sono senza lavoro e che non figurano in nessun elenco. Un numero importante che si aggiunge a quello dei nostri dipendenti. Stiamo preparando una serie di dati per settembre: li porteremo a Roma dove per il 10 è fissato un incontro con esponenti del Governo. La situazione per noi artigiani è terrificante: se all'incontro non ci saranno risposte certe anche per le microimprese sarà inevitabile organizzare una nuova manifestazione per far sentire la nostra voce».
«La situazione attuale è veramente difficile», conferma l'assessore comunale allo sviluppo economico e imprenditore Roberto Caverni. «Siamo entrati in crisi quando ancora la crisi non c'era e noi abbiamo 100 persone al mese che perdono gli ammortizzatori sociali e che si ritrovano senza reddito. A medio termine ci sono piccoli spiragli per gli ordini estivi mentre a breve credo non possa esserci altro che un prolungamento degli ammortizzatori sociali. A settembre nuove aziende chiuderanno, ci saranno ancora richieste di cassa integrazione perché le imprese tentano di riagganciare la ripresa con strutture più snelle».
Il 10 settembre sarete ricevuti con il tavolo di distretto a Roma. Gli artigiani annunciano già che in assenza di risposte concrete prepareranno una nuova manifestazione: "Prato non deve chiudere 2". «La prima manifestazione - risponde Caverni - ha fatto parlare molto delle difficoltà della nostra città. Credo che se c'è bisogno di un'altra iniziativa analoga debba essere fatta. E a Roma dovremo essere in tanti, molti di più del 28 febbraio. Io ci sarò per ribadire che Prato ha bisogno di aiuti speciali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
