La manifestazione
PRATO
Cinese morto: è mistero
Ilenia Reali
◗
Il sopralluogo dei carabinieri nella casa di SeanoSarà l'anatomo patologo Brunero Begliomini ad accendere un po' di luci su quello che è l'atto di violenza più misterioso dell'estate. Sarà il risultato dell'autopsia a dire se è possibile che Zhao Hannan, 35 anni, clandestino si sia ucciso con un colpo di mannaia alla gola
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Sarà l'anatomo patologo Brunero Begliomini ad accendere un po' di luci su quello che è l'atto di violenza più misterioso dell'estate. Sarà il risultato dell'autopsia a dire se è possibile che Zhao Hannan, 35 anni, clandestino si sia ucciso con un colpo di mannaia alla gola. O se invece si tratta di un omicidio. Senza però che l'assassino abbia lasciato dietro di sé la minima traccia.
GLI ACCERTAMENTI Sono sostanzialmente due le verifiche che potranno rispondere alle domande degli inquirenti: l'autopsia e l'analisi dell'arma ritrovata ai piedi del cinese. Con l'esame esterno della salma e con l'autopsia il dottor Begliomini dovrà riferire al magistrato, il sostituto procuratore Giuseppe Ledda, se la ferita alla gola è compatibile con un suicidio oppure se non lo è. Si dovrà capire se il colpo è davvero uno, come sembra da una prima verifica. Ma anche se l'inclinazione della ferita esclude possa trattarsi di un suicidio. Inoltre si dovrà vedere bene se sulle braccia, al momento del ritrovamento del cadavere completamente insanguinate, ci sono tagli o segni che raccontano di un tentativo di difesa. L'esame dell'arma, che richiederà tempi più lunghi, dovrà dare risposte sulle impronte che sono sulla mannaia.
SUICIDIO Le indagini propenderanno sul suicidio se sull'arma saranno ritrovate impronte della vittima e non di altri, se la ferita sarà compatibile e con quale braccio, sinistro o destro, è stata inferta. A rendere plausibile questa ipotesi c'è la posizione del corpo, il fatto che l'arma sia stata trovata ai piedi della vittima, il racconto del nipote che - durante l'interrogatorio - ha parlato di una depressione di cui soffriva il parente. Il fatto che nella stanza non ci siano tracce della presenza di terze persone sul luogo del delitto. E infine il fatto che nessuno tra i vicini abbia udito niente.
OMICIDIO A sostegno di questa tesi c'è la profondità della ferita, la violenza del colpo inferto con la mannaia. Compatibile, anche in questo caso, la posizione del corpo. L'inusualità della situazione se si trattasse di suicidio: l'uomo stava tagliando i fagiolini in cucina quando è morto. Strano comportamento prima di uccidersi in quel modo efferato. L'assenza di alcun biglietto di spiegazione. Sarebbero prove inconfutabili la presenza di sangue di persone diverse ed eventuali impronte sulla mannaia. Cadrebbero ovviamente le testimonianze: qualcuno ha udito qualcosa ma ha il timore di parlare.
CHI E' LA VITTIMA Il cinese trovato nell'appartamento è clandestino. Vive a Prato, dove abita un fratello, da 4 mesi dopo essere arrivato in Italia 5 anni fa. Non si sa se lavorasse qui mentre è certo che in passato ha lavorato in un'azienda di Mantova. Non è mai stato in questi anni fotosegnalato.
GLI ACCERTAMENTI Sono sostanzialmente due le verifiche che potranno rispondere alle domande degli inquirenti: l'autopsia e l'analisi dell'arma ritrovata ai piedi del cinese. Con l'esame esterno della salma e con l'autopsia il dottor Begliomini dovrà riferire al magistrato, il sostituto procuratore Giuseppe Ledda, se la ferita alla gola è compatibile con un suicidio oppure se non lo è. Si dovrà capire se il colpo è davvero uno, come sembra da una prima verifica. Ma anche se l'inclinazione della ferita esclude possa trattarsi di un suicidio. Inoltre si dovrà vedere bene se sulle braccia, al momento del ritrovamento del cadavere completamente insanguinate, ci sono tagli o segni che raccontano di un tentativo di difesa. L'esame dell'arma, che richiederà tempi più lunghi, dovrà dare risposte sulle impronte che sono sulla mannaia.
SUICIDIO Le indagini propenderanno sul suicidio se sull'arma saranno ritrovate impronte della vittima e non di altri, se la ferita sarà compatibile e con quale braccio, sinistro o destro, è stata inferta. A rendere plausibile questa ipotesi c'è la posizione del corpo, il fatto che l'arma sia stata trovata ai piedi della vittima, il racconto del nipote che - durante l'interrogatorio - ha parlato di una depressione di cui soffriva il parente. Il fatto che nella stanza non ci siano tracce della presenza di terze persone sul luogo del delitto. E infine il fatto che nessuno tra i vicini abbia udito niente.
OMICIDIO A sostegno di questa tesi c'è la profondità della ferita, la violenza del colpo inferto con la mannaia. Compatibile, anche in questo caso, la posizione del corpo. L'inusualità della situazione se si trattasse di suicidio: l'uomo stava tagliando i fagiolini in cucina quando è morto. Strano comportamento prima di uccidersi in quel modo efferato. L'assenza di alcun biglietto di spiegazione. Sarebbero prove inconfutabili la presenza di sangue di persone diverse ed eventuali impronte sulla mannaia. Cadrebbero ovviamente le testimonianze: qualcuno ha udito qualcosa ma ha il timore di parlare.
CHI E' LA VITTIMA Il cinese trovato nell'appartamento è clandestino. Vive a Prato, dove abita un fratello, da 4 mesi dopo essere arrivato in Italia 5 anni fa. Non si sa se lavorasse qui mentre è certo che in passato ha lavorato in un'azienda di Mantova. Non è mai stato in questi anni fotosegnalato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
