Il Tirreno

Prato

Non c’è stato il consueto assalto dei cinesi

Il cocomero torna nelle mani dei pratesi

Fabio Barni
A sinistra e sopra due momenti della festa del cocomero organizzata in piazza del Comune
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A sinistra e sopra due momenti della festa del cocomero organizzata in piazza del Comune

Il cocomero dell'era Cenni piace ai pratesi. In Comune dicono che alla festa ritrovata, alle 19 in piazza del Comune, si sono presentati in 2.000. Erano più di mille, nel momento di maggior afflusso. Via via che le fette venivano tagliate dalll'esperto cocomeraio di piazza Mercatale

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PRATO. Il cocomero dell'era Cenni piace ai pratesi. In Comune dicono che alla festa ritrovata, alle 19 in piazza del Comune, si sono presentati in 2.000. Erano più di mille, nel momento di maggior afflusso. Via via che le fette venivano tagliate dalll'esperto cocomeraio di piazza Mercatale - chiamato per l'occasione - si sono avvicinati anche coloro che aspettavano in giro per il centro.

La festa di Ferragosto è insomma riuscita. Merito di un orario anticipato (le 19 anziché le 21 delle ultime deludenti "puntate" del cocomero in centro) che Giancarlo Calamai, il cerimoniere di palazzo, ha saputo individuare in virtù «della sua conoscenza profonda della città». I complimenti sono del sindaco stesso che, prima di tagliare la fetta numero uno, ha ringraziato la folla e ha ricevuto più d'un applauso condito da flash di macchinette digitali, strette di mano e complimenti bipartizan. Con la giunta al completo e l'assessore Dante Mondanelli che se ne è andato via un po' prima per portare un cocomero al pronto soccorso, memore dei turni infernali nel giorno di Ferragosto, non mancavano altri esponenti politici. Molti quelli del centrodestra. Ma tanti anche d'opposto schieramento, fra ex consiglieri comunali, new entry nello stesso consiglio e "semplici" elettori. Non solo. Dire che c'erano tutti significa anche che c'erano i cinesi, così come gli immigrati d'altra origine. Solo che stavolta la maggior parte dei presenti non aveva origini troppo lontane dalla fontana del Bacchino. E siccome una fetta d'anguria non si nega a nessuno, nessuno è stato tenuto a distanza.

«Se siamo uniti e se sappiamo ritrovare le nostre tradizioni, possiamo superare i problemi», ha sottolineato il sindaco. Compresi quelli della convivenza in una città multietnica. E compresi quelli d'un settembre che si annuncia nero sul versante economico e del lavoro per affrontare il quale il sindaco confida nel lavoro «del tavolo di distretto e del tavolo aperto presso il ministero, perché da soli stavolta non possiamo uscire dalla crisi».

Roberto Cenni, intanto, sa «d'aver fatto una piccola cosa rispetto ai problemi della città». Era però importante «riuscire a riportare una tradizione in centro e farlo insieme all'ostensione - ha spiegato il sindaco a margine della festa - Quello che è bello è che abbiamo riscosso un successo oltre ogni previsione. Mi avevano detto che bastavano 10 quintali di cocomero ma ne ho chiesti 30». Tutti finiti. Adesso, riporterà la palla grossa in piazza Mercatale. Sarà il budget a disposizione del Settembre pratese a dire se si potrà fare quest'anno o se bisognerà aspettare 12 mesi. Intanto, annuncia il sindaco, «i giocatori dei Cavalieri sfileranno al corteggio storico con i colori dei quattro rioni cittadini».

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