Il Tirreno

Prato

«Un urto casuale e mi hanno accoltellato»

Paolo Nencioni
I soccorsi al giovane cinese
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I soccorsi al giovane cinese

«Me ne andavo per la mia strada quando ho urtato casualmente un mio connazionale sul marciapiede. Ne è nata una lite e sono stato accoltellato». La polizia non crede nemmeno un po' alle prime parole pronunciate dal cinese di 22 anni, clandestino

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PRATO. «Me ne andavo per la mia strada quando ho urtato casualmente un mio connazionale sul marciapiede. Ne è nata una lite e sono stato accoltellato». La polizia non crede nemmeno un po' alle prime parole pronunciate dal cinese di 22 anni, clandestino, che martedì pomeriggio è stato aggredito in via Tazzoli e ha rischiato di lasciarci la pelle.
E' già un miracolo che possa raccontarla, viste le condizioni in cui è arrivato in ospedale. Ieri il giovane cinese è stato sentito dagli uomini della squadra mobile e ha dato una versione poco verosimile. I poliziotti non hanno insistito, anche perché il ferito è ancora molto debole. I medici dicono che ormai è fuori pericolo, ma la prognosi resta riservata. Intanto è stato rilasciato il cinese fermato subito dopo i fatti: sarebbe arrivato a cose fatte, ma è stato denunciato per il porto della mannaia e perché clandestino.
La pista privilegiata dagli inquirenti in queste ore porta invece a un altro fatto di sangue, l'omicidio del sedicenne Qiu Shiwei, accoltellato a morte lo scorso 11 luglio alla Festa del Pd di Narnali. Gli investigatori coordinati dal sostituto procuratore Sergio Affronte non si sbilanciano, al momento il collegamento tra i due episodi è solo una di quelle ipotesi «che non si escludono», ma qualche elemento sarebbe emerso per proseguire nelle verifiche. Il cinese aggredito in via Tazzoli non avrebbe avuto un ruolo nell'omicidio del sedicenne Qiu e tantomeno ci sarebbero testimonianze che indicano la stessa faccia presente alla Festa del Pd e nella maxi-rissa di martedì pomeriggio. Ci potrebbero però essere rapporti di amicizia o di frequentazione tra i protagonisti dei due episodi.
Sembra sempre più chiaro che il contesto è una guerra tra bande giovanili che si affrontano con mannaie e coltelli per affermare il predominio su un pezzo di città, o meglio, sulla comunità cinese.

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