Il Tirreno

Prato

SICUREZZA

Tracce di esercito, l'inizio è soft

Paolo Nencioni
La pattuglia mista in azione ieri pomeriggio a Chinatown
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La pattuglia mista in azione ieri pomeriggio a Chinatown

Sono arrivati in punta di piedi e rimarranno per dodici mesi, prima il Genio guastatori di Udine, poi i paracadutisti del reggimento Nembo di Pistoia, quando torneranno dall'Afghanistan

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PRATO. Sono arrivati in punta di piedi e rimarranno per dodici mesi, prima il Genio guastatori di Udine, poi i paracadutisti del reggimento Nembo di Pistoia, quando torneranno dall'Afghanistan. In una città semideserta per l'esodo estivo, i tanto attesi militari hanno cominciato ieri pomeriggio a pattugliare le strade del centro storico, Chinatown e l'area intorno alla stazione ferroviaria, nell'ambito dell'operazione "Strade sicure".
Una pacifica invasione senza note polemiche da parte di chi pure ne ha avversato l'arrivo, e con l'esplicito entusiasmo di coloro che li considerano la panacea di tutti i mali.

Contingente ridotto. La prima impressione è che siano pochi. C'era più gente ieri mattina alla conferenza stampa di presentazione in Prefettura di quanti sono i militari operativi: 39 unità oltre a 12 di supporto.
Alloggiano alla caserma Marini di Pistoia e rimarranno almeno sei mesi, poi dovrebbero essere rimpiazzati dai paracadutisti del Nembo. E sono state due avvenenti caporali paracadutiste a far da cornice al tavolo delle autorità, ma non saranno loro a pattugliare la città. Almeno per ora toccherà a un paio di colleghe del genio. Se qualcuno si aspettava di vedere divise dietro ogni angolo, rimarrà deluso. Il complesso gioco dei turni farà sì che non ci saranno mai più di 6 o 9 militari contemporaneamente in circolazione. Tracce di esercito, insomma.

Le aree.
Il questore Domenico Savi, che coordina l'impiego del Genio, ha individuato tre aree da presidiare: il centro storico; l'area est che comprende stazione, piazza San Marco, fino a via Valentini; l'area ovest, Chinatown, via Pistoiese, oltre a San Paolo e Chiesanuova.

I turni. Dalle 7 di mattina all'una di notte in ogni zona ci sarà una pattuglia mista: un poliziotto o carabiniere insieme a due o tre militari. Si muoveranno a piedi e per brevi spostamenti anche sulle auto di polizia e carabinieri o sulle loro jeep. Dall'una di notte alle 7 di mattina ci saranno due pattuglie miste, in due zone scelte volta per volta. Ovviamente rimarranno in servizio le tre volanti e le due pattuglie dei carabinieri che già c'erano.

Gli accompagnatori. Siccome i militari non hanno poteri di polizia giudiziaria, toccherà a otto poliziotti e cinque carabinieri accompagnarli in giro. Il questore Savi ha assicurato che non sarà personale distolto dalle precedenti attività di servizio.

Le risorse liberate. Su questo punto c'è più incertezza. Non avendo Prato obbiettivi sensibili, l'uso dell'esercito in teoria non libererà risorse inutilizzate, e come detto serviranno poliziotti e carabinieri per portare in giro il Genio. Si vedrà col tempo se l'organico di Arma e Questura reggerà il peso.

I controlli ai cinesi. Pur non avendo specifiche competenze in materia, i militari verranno impiegati nei controlli ai capannoni cinesi in cerca di clandestini. Potrebbero servire a circondare gli stabili per impedirne la fuga, e in questo caso qualche poliziotto, carabiniere o finanziere potrebbe essere restituito alle sue naturali competenze.

Le armi. I militari del Genio lasceranno in caserma i mitragliatori Ar 70/90 e porteranno in strada pistole Beretta come quelle della polizia, di solito in dotazione ai soli ufficiali. Un po' per non fare troppa paura, un po' perché francamente non servono fucili d'assalto per pattugliare le strade di Prato.

Il rimpianto. Il questore Savi non ha nascosto che si sperava in qualche militare in più. All'inizio si era parlato di almeno 45 operativi, cosa che avrebbe forse consentito di coprire 24 ore su 24 le tre zone. La Prefettura tenterà di ottenere qualche militare in più parlando col governo.

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