Lutto
SICUREZZA
A Prato arrivano i militariCi sono anche 4 donne
Paolo Nencioni
Saranno 51 - tra questi anche 4 donne - i militari dislocati in città a Prato per vigliare sulla sicurezza. I soldati saranno piazzati nelle zone più sensibili come il centro storico e la Chinatown e affiancheranno carabinieri e polizia, soprattutto per quel che riguarda prostituzione e spaccio
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PRATO. E' entrata in servizio alle 13.30, in piazza del Duomo a Prato, la prima pattuglia mista militari- forze dell'ordine nell'ambito dell'operazione 'strade sicure'. La pattuglia era composta da tre militari, tra cui una delle quattro donne paracadutiste che affiancano i 47 colleghi del genio guastatori di Udine inviati in città, e due poliziotti. I militari sono armati con una Beretta calibro 9 come quella in dotazione a polizia e carabinieri.
Soddisfatto l'assessore comunale alla sicurezza, Aldo Milone, che ha rappresentato il sindaco, mentre a far gli onori di casa c'era il viceprefetto Sergio Grandesso. Il piano, predisposto dal questore Domenico Savi, è ripreso da quelli già "sperimentati con successo" a Padova e a Verona.
Sono tre le zone della città sottoposte a pattugliamento: la Chinatown di via Pistoiese, dove sta tra l'altro crescendo la tensione fra baby gang di orientali, l'area della stazione centrale e il centro storico.
Il questore ha spiegato che, a regime, le pattuglie saranno formate da 2 o 3 militari guidati da un poliziotto o un carabiniere. Il loro impiego, ha aggiunto il questore "permetterà un controllo garbato ma efficace" e "serviranno a sedare alcuni focolai problematici" che si sono venuti a creare negli ultimi tempi.
I compiti principali riguardano il contrasto a prostituzione,spaccio, danneggiamenti, oltre al presidio stabile della zona cinese. Il questore ha infine precisato che "non verrà meno nessun servizio che già viene svolto" dalle forze dell'ordine. E’ la Questura infatti a coordinare gli aspetti pratici della missione Strade sicure.
I militari non potranno andare in giro da soli, ma solo accompagnati da uno o due poliziotti o carabinieri. L’ipotesi più probabile è di un poliziotto/carabiniere insieme a due militari. Questo perché quelli del Genio non sono ufficiali di polizia giudiziaria e dunque, come si diceva, non possono arrestare nessuno, se non in caso di flagranza, come del resto potrebbe fare qualsiasi cittadino.
Il Genio guastatori ha in dotazione fucili d’assalto Beretta AR 70/90, ma pare che a Prato dovrà ripiegare sulla pistola Beretta 92 FS calibro 9, quella in dotazione anche alle forze dell’ordine (nell’esercito di solito la portano solo gli ufficiali).
La domanda che molti si fanno è se l’arrivo del Genio servirà a recuperare carabinieri e polizia per i normali controlli in città. Probabilmente no, perché Prato, a differenza di Firenze, non ha “obbiettivi sensibili” da sorvegliare. E dunque se a Firenze si recupereranno poliziotti e carabinieri ora impegnati a garantire la sicurezza della Sinagoga o del Consolato americano, a Prato una parte delle forze dell’ordine dovrà far da balia ai militari, mentre gli altri continueranno a fare quello che facevano prima.
Il vero effetto sarà sulla già citata percezione della sicurezza, su quella parte di città, cioè, che si sente rassicurata anche dalla sola vista delle divise dell’esercito. In questi giorni il centrosinistra ha ribadito che avrebbe preferito il potenziamento delle forze dell’ordine anziché un’operazione di facciata.
Soddisfatto l'assessore comunale alla sicurezza, Aldo Milone, che ha rappresentato il sindaco, mentre a far gli onori di casa c'era il viceprefetto Sergio Grandesso. Il piano, predisposto dal questore Domenico Savi, è ripreso da quelli già "sperimentati con successo" a Padova e a Verona.
Sono tre le zone della città sottoposte a pattugliamento: la Chinatown di via Pistoiese, dove sta tra l'altro crescendo la tensione fra baby gang di orientali, l'area della stazione centrale e il centro storico.
Il questore ha spiegato che, a regime, le pattuglie saranno formate da 2 o 3 militari guidati da un poliziotto o un carabiniere. Il loro impiego, ha aggiunto il questore "permetterà un controllo garbato ma efficace" e "serviranno a sedare alcuni focolai problematici" che si sono venuti a creare negli ultimi tempi.
I compiti principali riguardano il contrasto a prostituzione,spaccio, danneggiamenti, oltre al presidio stabile della zona cinese. Il questore ha infine precisato che "non verrà meno nessun servizio che già viene svolto" dalle forze dell'ordine. E’ la Questura infatti a coordinare gli aspetti pratici della missione Strade sicure.
I militari non potranno andare in giro da soli, ma solo accompagnati da uno o due poliziotti o carabinieri. L’ipotesi più probabile è di un poliziotto/carabiniere insieme a due militari. Questo perché quelli del Genio non sono ufficiali di polizia giudiziaria e dunque, come si diceva, non possono arrestare nessuno, se non in caso di flagranza, come del resto potrebbe fare qualsiasi cittadino.
Il Genio guastatori ha in dotazione fucili d’assalto Beretta AR 70/90, ma pare che a Prato dovrà ripiegare sulla pistola Beretta 92 FS calibro 9, quella in dotazione anche alle forze dell’ordine (nell’esercito di solito la portano solo gli ufficiali).
La domanda che molti si fanno è se l’arrivo del Genio servirà a recuperare carabinieri e polizia per i normali controlli in città. Probabilmente no, perché Prato, a differenza di Firenze, non ha “obbiettivi sensibili” da sorvegliare. E dunque se a Firenze si recupereranno poliziotti e carabinieri ora impegnati a garantire la sicurezza della Sinagoga o del Consolato americano, a Prato una parte delle forze dell’ordine dovrà far da balia ai militari, mentre gli altri continueranno a fare quello che facevano prima.
Il vero effetto sarà sulla già citata percezione della sicurezza, su quella parte di città, cioè, che si sente rassicurata anche dalla sola vista delle divise dell’esercito. In questi giorni il centrosinistra ha ribadito che avrebbe preferito il potenziamento delle forze dell’ordine anziché un’operazione di facciata.
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