Il dolore
prato
«Tra Udc e Pdl solo incomprensioni»
◗
Filippo BernocchiLa nomina è arrivata pochi giorni prima della partenza per le vacanze. Filippo Bernocchi, assessore alle grandi opere e ai rapporti istituzionali della giunta Cenni, coordinatore provinciale Pdl, è stato nominato vicepresidente regionale, uno di cinque. In ottobre si aprirà la partita per le cariche locali.
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. La nomina è arrivata pochi giorni prima della partenza per le vacanze. Filippo Bernocchi, assessore alle grandi opere e ai rapporti istituzionali della giunta Cenni, coordinatore provinciale Pdl, è stato nominato vicepresidente regionale, uno di cinque. In ottobre si aprirà la partita per le cariche locali.
Assessore la frattura con l'Udc in Provincia è il primo segnale che l'apparente tenuta ferrea del centrodestra a Prato sta franando?
«Non credo proprio. L'Udc ha avuto un percorso fortunato in Comune e meno fortunato in Provincia. Penso si tratti solo di incomprensioni passeggere. L'alleanza è solida e non penso che problemi di questa natura (la mancata nomina di Querci, Udc, alla presidenza della commissione di controllo in Provincia, toccata a Cristina Attucci, Pdl, ndr) possano comprometterla».
Il segretario Udc Enrico Mencattini ha messo in discussione l'alleanza anche per le regionali.
«A parte che difficilmente il livello provinciale sia Udc sia Pdl può incidere sulle decisioni regionali, ritengo che l'intesa con l'Udc a livello toscano sia importante perchè potrebbe portare, come è accaduto a Prato, alla conquista della Regione. In Toscana esistono dinamiche politiche diverse dal quelle nazionali nella quali l'Udc punta ad alleanze a geometria variabile».
La lite in Provincia può avere conseguenze politiche anche in Comune?
«No assolutamente. D'altro canto è stato lo stesso Mencattini a parlare esplicitamente di Provincia».
La parte di centrosinistra vicina a Pierluigi Bersani vede nell'Udc il nuovo alleato. Può accadere anche a Prato?
«La storia dell'Udc in toscana è particolare e radicata. Per fare un patto col Pd dovrebbe rinnegare la sua storia. A Prato, in particolare, l'Udc ha contribuito al successo del centrodestra dopo sessanta anni di potere delle sinistre. Pensare che ora vada in suo soccorso sarebbe schizzofrenico».
Assessore la frattura con l'Udc in Provincia è il primo segnale che l'apparente tenuta ferrea del centrodestra a Prato sta franando?
«Non credo proprio. L'Udc ha avuto un percorso fortunato in Comune e meno fortunato in Provincia. Penso si tratti solo di incomprensioni passeggere. L'alleanza è solida e non penso che problemi di questa natura (la mancata nomina di Querci, Udc, alla presidenza della commissione di controllo in Provincia, toccata a Cristina Attucci, Pdl, ndr) possano comprometterla».
Il segretario Udc Enrico Mencattini ha messo in discussione l'alleanza anche per le regionali.
«A parte che difficilmente il livello provinciale sia Udc sia Pdl può incidere sulle decisioni regionali, ritengo che l'intesa con l'Udc a livello toscano sia importante perchè potrebbe portare, come è accaduto a Prato, alla conquista della Regione. In Toscana esistono dinamiche politiche diverse dal quelle nazionali nella quali l'Udc punta ad alleanze a geometria variabile».
La lite in Provincia può avere conseguenze politiche anche in Comune?
«No assolutamente. D'altro canto è stato lo stesso Mencattini a parlare esplicitamente di Provincia».
La parte di centrosinistra vicina a Pierluigi Bersani vede nell'Udc il nuovo alleato. Può accadere anche a Prato?
«La storia dell'Udc in toscana è particolare e radicata. Per fare un patto col Pd dovrebbe rinnegare la sua storia. A Prato, in particolare, l'Udc ha contribuito al successo del centrodestra dopo sessanta anni di potere delle sinistre. Pensare che ora vada in suo soccorso sarebbe schizzofrenico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
