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Imprenditore in difficoltà si impicca "Gruppi di auto-aiuto contro la crisi"

Dopo il gesto disperato dell'uomo travolto dalle difficoltà economiche, arriva la proposta di gruppi di sostegno per gli imprenditori. L'idea è di Manuela Biliotti, titolare di un'azienda che sta chiudendo i battenti. «I piccoli imprenditori tessili - dice la fondatrice del movimento dei contoterzisti di Prato - hanno paura e rischiano di cadere in uno stato di forte depressione. L’unico modo per evitarlo è uscire allo scoperto, al limite formando anche un gruppo d’auto aiuto»

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PRATO - Travolto dalla crisi economica che aveva messo in ginocchio la sua azienda, un imprenditore tessile pratese si è impiccato ieri, nel capannone della sua società a Montemurlo, in provincia di Prato. E’ stata la moglie, dopo aver aperto i cancelli dello stabilimento, a trovare il corpo, appeso con una corda ad una barra del soffitto. L’uomo, 48 anni, padre di cinque figlie di età compresa tra gli 11 e i 20 anni, era titolare della ditta Green Fil e apparteneva ad una famiglia di industriali tessili.

Profondamente angosciato dalle difficoltà economiche provocate dalla crisi, che si èabbattuta sul distretto pratese aggravando una situazione già compromessa, l’imprenditore pare avesse espresso la paura di non poter neppure riaprire l’azienda in settembre. I problemi della sua impresa, secondo quanto si apprende, sarebbero stati legati alla stretta creditizia delle banche e ad un forte calo delle commesse.

Proprio per sostenere gli imprenditori in difficoltà per la crisi, arriva la proposta di fondare gruppi di auto-aiuto. L'idea arriva da Manuela Biliotti, imprenditrice di Prato che nei giorni scorsi è stata costretta ad annunciare la chiusura della sua azienda. «I piccoli imprenditori tessili - dice Biliotti, da tempo impegnata nella difesa degli artigiani che lavorano conto terzi - hanno paura e, anche quando le situazioni delle diverse aziende non sono ancora precipitate, rischiano di cadere in uno stato di forte depressione. L’unico modo per evitarlo è uscire allo scoperto, al limite formando anche un gruppo d’auto aiuto».

«Purtroppo i colleghi hanno paura a uscire allo scoperto, a metterci la faccia - sottolinea - A qualcuno è capitato di perdere le commesse dopo essere finito sul giornale. Eppure, non c’è altro modo e invito tutti a uscire allo scoperto». Secondo la fondatrice del movimento dei contoterzisti pratesi, «sarebbe una buona idea ritrovarsi, cominciare in 10, aspettare l’arrivo di altri, garantendo l’anonimato a chi ha paura di esporsi. L’importante è parlare mentre invece gli artigiani, i piccoli imprenditori si tengono tutto dentro».

Manuela Biliotti sta in questi giorni compiendo un «nuovo giro di sensibilizzazione» fra i colleghi della zona di Montemurlo. Una delegazione dei contoterzisti incontrerà invece il sindaco di Prato, Roberto Cenni, e l’assessore alle attività produttive, Roberto Caverni. «Sappiamo che il Comune non può fare molto - conclude Biliotti - Tutti devono però capire che stiamo vivendo un’emergenza e che come tale va trattata. Anche il congelamento dei debiti per un anno può permettere a un piccolo imprenditore, per esempio, di osservare con maggiore tranquillità la propria situazione».

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