Il dolore
PRATO
Svaligiata la chiesa: quest'anno è il terzo episodio
Paolo Nencioni
Svuotate tutte le cassette con le offerte dei fedeli alla Sacra Famiglia
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PRATO. «E’ la prima volta in dieci anni che una persona si ferma dopo la messa e dà qualcosa per riparare i danni fatti dai ladri». I parrocchiani della Sacra Famiglia hanno capito che la situazione è insostenibile e vogliono dare una mano a don Giampaolo Alberti.
Sì, perché quello scoperto ieri mattina è il terzo tra furti compiuti e tentati alla chiesa della Sacra Famiglia, in via Papa Giovanni XXIII, dall’inizio dell’anno. E andando indietro nel tempo, don Giampaolo ne ricorda una decina in altrettanti anni. Una persecuzione, insomma, che comincia a fiaccare anche chi confida nella Divina provvidenza. Ieri il furto è stato scoperto alle 7 da una donna venuta ad aprire (il parroco era in un’altra chiesa a quell’ora).
Non è stata la solita azione dei ladruncoli che puntano agli spiccioli delle offerte. Certo, quelle le hanno prese, tra i 100 e i 200 euro, ma stavolta i ladri hanno fatto le cose in grande. Basti pensare che in qualche maniera hanno divelto l’inferriata che protegge la finestra dell’ufficio di padre Stefano Bertolini, in questi giorni assente. Poi hanno rotto la finestra e hanno rovistato dappertutto nell’ufficio, pare senza trovare niente di interessante.
All’interno della chiesa della Sacra Famiglia, invece, hanno forzato ben cinque porte e sono andati a caccia di tutte le cassette delle offerte. Le hanno scassinate tutte, anche quelle fissate a terra, ad eccezione di una che è più resistente. Hanno scovato perfino una piccola cassaforte che era nascosta dietro un mobile. Un lavoro lungo e meticoloso, che è stato fatto durante la notte senza che nessuno si accorgesse di niente. «Un mese e mezzo fa erano entrati nel circolo attiguo alla chiesa - racconta don Giampaolo - ma fortunatamente non avevano trovato niente».
Alla Sacra Famiglia ormai sono abituati ai furti e il parroco sospetta che tra i ladri ci sia un passa parola. «Vengono due o tre volte di seguito - dice - poi fanno una pausa, come se si fosse sparsa la voce che ormai non c’è più niente da rubare. E poi ricominciano». Ecco un proficuo utilizzo per le ronde, se mai verranno: qualche nottata davanti alla chiesa potrebbe servire. Intanto ieri mattina il furto è stato denunciato ai carabinieri, che hanno fatto un sopralluogo.
Sì, perché quello scoperto ieri mattina è il terzo tra furti compiuti e tentati alla chiesa della Sacra Famiglia, in via Papa Giovanni XXIII, dall’inizio dell’anno. E andando indietro nel tempo, don Giampaolo ne ricorda una decina in altrettanti anni. Una persecuzione, insomma, che comincia a fiaccare anche chi confida nella Divina provvidenza. Ieri il furto è stato scoperto alle 7 da una donna venuta ad aprire (il parroco era in un’altra chiesa a quell’ora).
Non è stata la solita azione dei ladruncoli che puntano agli spiccioli delle offerte. Certo, quelle le hanno prese, tra i 100 e i 200 euro, ma stavolta i ladri hanno fatto le cose in grande. Basti pensare che in qualche maniera hanno divelto l’inferriata che protegge la finestra dell’ufficio di padre Stefano Bertolini, in questi giorni assente. Poi hanno rotto la finestra e hanno rovistato dappertutto nell’ufficio, pare senza trovare niente di interessante.
All’interno della chiesa della Sacra Famiglia, invece, hanno forzato ben cinque porte e sono andati a caccia di tutte le cassette delle offerte. Le hanno scassinate tutte, anche quelle fissate a terra, ad eccezione di una che è più resistente. Hanno scovato perfino una piccola cassaforte che era nascosta dietro un mobile. Un lavoro lungo e meticoloso, che è stato fatto durante la notte senza che nessuno si accorgesse di niente. «Un mese e mezzo fa erano entrati nel circolo attiguo alla chiesa - racconta don Giampaolo - ma fortunatamente non avevano trovato niente».
Alla Sacra Famiglia ormai sono abituati ai furti e il parroco sospetta che tra i ladri ci sia un passa parola. «Vengono due o tre volte di seguito - dice - poi fanno una pausa, come se si fosse sparsa la voce che ormai non c’è più niente da rubare. E poi ricominciano». Ecco un proficuo utilizzo per le ronde, se mai verranno: qualche nottata davanti alla chiesa potrebbe servire. Intanto ieri mattina il furto è stato denunciato ai carabinieri, che hanno fatto un sopralluogo.
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