Il Tirreno

Prato

Nonostante la sentenza negativa

Stefan non chiudee la gente fa la fila

La ressa davanti a Stefan
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La ressa davanti a Stefan

Tra il dire e il fare ognuno sa che cosa c'è di mezzo. E così, tra una decisione della magistratura e la realtà ci può essere uno scarto anche evidente. La fotografia di questo concetto è il negozio Stefan di via delle Fonti, accanto a Decathlon, ieri pomeriggio

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PRATO. Tra il dire e il fare ognuno sa che cosa c'è di mezzo. E così, tra una decisione della magistratura e la realtà ci può essere uno scarto anche evidente. La fotografia di questo concetto è il negozio Stefan di via delle Fonti, accanto a Decathlon, ieri pomeriggio. Con buona pace del Consiglio di Stato, che non più tardi di martedì scorso aveva dato ragione al Comune, ribadendo il divieto di vendita al dettaglio, ieri pomeriggio, per l'appunto, il Cash & Carry di Stefan traboccava di clienti, con lunghe file alle casse e scaffali presi d'assalto da tantissime famiglie.
E evidente che non si trattava di gente che stava facendo acquisti all'ingrosso, o per conto della Cooperativa Nuova Lira, come hanno disposto il Comune e i giudici amministrativi.
La spiegazione ufficiale non c'è. Quella ufficiosa è abbastanza comprensibile. Servono tempi tecnici per notificare un provvedimento amministrativo. E forse serve il completamento di certe procedure per rinnovare l'intimazione a non vendere al dettaglio. Non va dimenticato che già in un'occasione i giudici amministrativi hanno colto in contropiede il Comune, quando il Tar dette ragione a Stefan lo scorso 15 maggio. Il giorno prima con una spettacolare operazione i vigili urbani erano andati in forze a notificare il divieto di vendita al dettaglio, piazzando due transenne davanti all'ingresso e le copie dell'ordinanza sindacale. Il giorno dopo arrivò il contrordine e si ricominciò a vendere come prima.
L'oggetto del contendere è la possibilità per i clienti di Stefan di associarsi alla Cooperativa Nuova Lira, che è la società che vende per conto di Stefan nello spazio di 2.500 metri quadri in via delle Fonti. Si paga un euro e si diventa soci, con la possibilità di acquistare per conto della cooperativa, dunque formalmente all'ingrosso. E' questo sistema che ha permesso a Giuseppe Videtta, titolare di Stefan che pochi mesi prima aveva dovuto rinunciare al negozio sopra alla Coop di via Viareggio, di aprire senza aver bisogno di un'autorizzazione del Comune.
Lo stesso Comune, anche su pressione delle associazioni di categoria dei commercianti, ha però avviato una procedura per tornare arbitro di chi può vendere e chi no, e il braccio di ferro va avanti da metà marzo.
Ai clienti che ieri affollavano il negozio di via delle Fonti questo balletto interessa fino a un certo punto. Quello che interessa è che Stefan propone uno sconto del 10% e in certi casi anche del 50% su merce di largo consumo, alimentare e non. In tempi di crisi non si va tanto per il sottile.
P.N

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