Toscana
Prelievi illeciti fino ad aprile
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I truffatori utilizzano conti italiani per i raggiriNon è stata solo una truffa di Natale. Sono andati avanti almeno fino allo scorso 17 di aprile i prelievi illeciti sui conti correnti della CariPrato, effettuati grazie a bonifici non autorizzati sul servizio di home banking del maggiore istituto di credito cittadino
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PRATO. Non è stata solo una truffa di Natale. Sono andati avanti almeno fino allo scorso 17 di aprile i prelievi illeciti sui conti correnti della CariPrato, effettuati grazie a bonifici non autorizzati sul servizio di home banking del maggiore istituto di credito cittadino.
Lo rivela Sara R., una giovane correntista residente a Tavola che figura tra i clienti truffati.
Sara racconta di aver controllato il proprio conto, acceso alla filiale CariPrato di Seano, lo scorso 24 aprile e di aver fatto un salto sulla sedia: dal conto mancavano oltre 11.000 euro.
Una veloce verifica le ha permesso di accertare che un paio di bonifici, rispettivamente per 2.950 euro e 3.950 euro, erano partiti in data 16 aprile e il terzo, per 4.450 euro, il 17 aprile. Totale 11.350 euro.
La correntista ha subito contattato la filiale di Seano e le è stato detto di sporgere denuncia ai carabinieri, cosa che ha fatto alla stazione di Carmignano.
Il lunedì successivo è andata in banca per tentare di bloccare i bonifici, ma le hanno spiegato che i soldi erano già stati incassati.
Si è poi accertato che i tre bonifici erano stati ordinati a favore di un unico conto, acceso da tale Tiziano Sconti alla Banca di Roma, filiale di Castrovillari, in provincia di Cosenza.
Il copione è sempre lo stesso. Anche negli altri due casi documentati dal Tirreno (relativi al mese di dicembre) l'accredito è stato fatto in filiali molto lontane da quelle saccheggiate: in un caso a Mazara del Vallo, in un altro alle Poste di Cagliari, ora in provincia di Cosenza.
In questa maniera i truffatori come minimo guadagnano tempo, perché il truffato non li può andare a cercare subito. Di solito gli intermediari italiani si prestano a far transitare sul proprio conto soldi che poi finiscono nei paesi dell'Est.
«Anch'io, come la signora Elisa (una correntista della filiale CariPrato di piazza San Marco che per per prima ha denunciato la truffa, ndr) pensavo di essere tutelata dalla mia banca - commenta Sara R. - ma così non è stato. E voglio chiarire che non ho mai risposto a mail sospette (il cosiddetto phishing, ndr)».
Anche alla signora Sara è arrivata una lettera della Popolare di Vicenza, che controlla CariPrato, nella quale in sostanza si dice che l'istituto di credito non ha responsabilità per quanto è accaduto e che i soldi non verranno restituiti.
Ricordiamo che Elisa Favi ha creato una mail (truffacariprato@gmail.com) nella quale raccoglie segnalazioni di episodi simili.
P.N.
Lo rivela Sara R., una giovane correntista residente a Tavola che figura tra i clienti truffati.
Sara racconta di aver controllato il proprio conto, acceso alla filiale CariPrato di Seano, lo scorso 24 aprile e di aver fatto un salto sulla sedia: dal conto mancavano oltre 11.000 euro.
Una veloce verifica le ha permesso di accertare che un paio di bonifici, rispettivamente per 2.950 euro e 3.950 euro, erano partiti in data 16 aprile e il terzo, per 4.450 euro, il 17 aprile. Totale 11.350 euro.
La correntista ha subito contattato la filiale di Seano e le è stato detto di sporgere denuncia ai carabinieri, cosa che ha fatto alla stazione di Carmignano.
Il lunedì successivo è andata in banca per tentare di bloccare i bonifici, ma le hanno spiegato che i soldi erano già stati incassati.
Si è poi accertato che i tre bonifici erano stati ordinati a favore di un unico conto, acceso da tale Tiziano Sconti alla Banca di Roma, filiale di Castrovillari, in provincia di Cosenza.
Il copione è sempre lo stesso. Anche negli altri due casi documentati dal Tirreno (relativi al mese di dicembre) l'accredito è stato fatto in filiali molto lontane da quelle saccheggiate: in un caso a Mazara del Vallo, in un altro alle Poste di Cagliari, ora in provincia di Cosenza.
In questa maniera i truffatori come minimo guadagnano tempo, perché il truffato non li può andare a cercare subito. Di solito gli intermediari italiani si prestano a far transitare sul proprio conto soldi che poi finiscono nei paesi dell'Est.
«Anch'io, come la signora Elisa (una correntista della filiale CariPrato di piazza San Marco che per per prima ha denunciato la truffa, ndr) pensavo di essere tutelata dalla mia banca - commenta Sara R. - ma così non è stato. E voglio chiarire che non ho mai risposto a mail sospette (il cosiddetto phishing, ndr)».
Anche alla signora Sara è arrivata una lettera della Popolare di Vicenza, che controlla CariPrato, nella quale in sostanza si dice che l'istituto di credito non ha responsabilità per quanto è accaduto e che i soldi non verranno restituiti.
Ricordiamo che Elisa Favi ha creato una mail (truffacariprato@gmail.com) nella quale raccoglie segnalazioni di episodi simili.
P.N.
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