Sicurezza
C'era una volta la Festa dell'Unità
C'era una volta la Festa dell'Unità, e forse qualcuno comincia già a sentirne la nostalgia. Con la nascita del Partito democratico la festa sembra aver cambiato l'anima, oltre che il nome, tanto che di quella comunale in corso ai giardini di Narnali si è parlato in questi giorni più per questioni di criminalità che per iniziative di carattere politico (l'omicidio di un sedicenne cinese, sabato notte, la maxi-rissa tra due gruppi di italiani, martedì).
PRATO. C'era una volta la Festa dell'Unità, e forse qualcuno comincia già a sentirne la nostalgia. Con la nascita del Partito democratico la festa sembra aver cambiato l'anima, oltre che il nome, tanto che di quella comunale in corso ai giardini di Narnali si è parlato in questi giorni più per questioni di criminalità che per iniziative di carattere politico (l'omicidio di un sedicenne cinese, sabato notte, la maxi-rissa tra due gruppi di italiani, martedì).
Una passeggiata nello spiazzo accanto a via di Maliseti conferma l'impressione di un appuntamento che ha perso quasi tutto ciò che ne faceva un luogo di dibattito oltre che l'occasione di prendere il fresco. E' passato solo un anno da quando il sindaco Marco Romagnoli, sotto la tenda dello spazio dibattiti, dava la sua disponibilità a ricandidarsi (poi si sa com'è andata a finire). Ora, anche volendo, un qualsiasi esponente del Pd non potrebbe fare altrettanto, semplicemente perché lo spazio dibattiti fisso non c'è più. E già questo la dice lunga, nella seconda città della Toscana, su un luogo che in passato ha animato la discussione pubblica, seppur davanti a una fetta di cocomero.
Ma oltre allo spazio dibattiti è sparita anche la libreria, piccola oasi per chi non cercava solo un posto dove mangiare una pizza. E allora non c'è da stupirsi se domenica i gestori degli stand hanno storto il naso quando i dirigenti del Pd hanno deciso di chiudere per un giorno in segno di lutto per la morte del ragazzo cinese accoltellato davanti alle giostre: una festa di partito può chiudere per un simile motivo, un ristorante, una bancarella o un negozio no.
E questo sembra essere diventata oggi la vecchia Festa dell'Unità: una sagra come tante, dove se si esclude la politica non manca niente, dal gioco dei pacchi alla concessionaria auto, dal mercato ambulante delle magliette alla pizzeria, alla grigliata, al ristorante toscano, al luna park, dove tanti bambini cinesi ora giocano a pochi metri dal punto dove sabato sera un ragazzo poco più grande di loro è stato ucciso con otto coltellate (da quel giorno i gestori degli stand denunciano un brusco calo di presenze).
Se invece della Festa del Pd quella di Narnali fosse la Festa del Pdl o dell'Udc si faticherebbe a riconoscere la differenza.
Un posto dove il Nanni Moretti di "Aprile", quello che guardando la tv nel '94 incitava D'Alema a dire qualcosa di sinistra, supplicherebbe gli organizzatori di ritrovare la propria identità.
Anche perché, non va dimenticato, dopo il disastroso risultato delle elezioni amministrative, la Festa di Narnali poteva essere per il Pd l'occasione per riallacciare i contatti col proprio popolo e riflettere pubblicamente sulle ragioni della sconfitta (tra queste, c'è sicuramente il fatto di non essere più capace, il partito, di mobilitare la propria base). E chissà, forse è invece proprio per questo che si è deciso di eliminare qualsiasi occasione di confronto pubblico che rischiava di creare qualche imbarazzo e magari qualche contestazione. Una strategia di corto respiro.
Intanto il vento è cambiato e una di queste sera i vigili urbani hanno fatto una sfilza di multe alle auto parcheggiate sul marciapiede.
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