Attenzione
Le giovani sono state prelevate insieme a un complice a Prato e portate nella ditta dove l’uomo lavora a Montemurlo
Rapisce due ragazze e le chiude in fabbrica
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Via Curtatone: qui sono state prelevate le due ragazzeE' finito in carcere e quasi certamente perderà anche il lavoro l'operaio pachistano di 31 anni che la scorsa notte, insieme a un complice, ha sequestrato due ragazze di 19 e 20 anni e le ha tenute chiuse per tre ore in una fabbrica di Montemurlo, palpeggiandole più volte.
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PRATO. E' finito in carcere e quasi certamente perderà anche il lavoro l'operaio pachistano di 31 anni che la scorsa notte, insieme a un complice, ha sequestrato due ragazze di 19 e 20 anni e le ha tenute chiuse per tre ore in una fabbrica di Montemurlo, palpeggiandole più volte.
La notte brava, al momento assolutamente inspiegabile, è iniziata alle 23,30 in via Curtatone, nei pressi dell'ospedale di Prato. Le due ragazze erano sul marciapiede e sono state avvicinate dal pachistano, che secondo il loro racconto le avrebbe minacciate con un coltello e costrette a salire sull'auto di un connazionale. Lui le ha seguite in moto fino a Montemurlo, in via Scarpettini. Qui il connazionale si è defilato e l'operaio, che ha le chiavi della Manifattura G.N. dove lavora, ha costretto le due giovani a entrare nell'azienda e si è chiuso dentro con loro. Qui ha allestito una specie di giaciglio con dei teli sul pavimento, si è tolto la maglietta e ha iniziato a palpeggiare le due ragazze al seno e nelle parti intime, ma non si è spinto fino ad abusare completamente di loro. Anzi, a un certo punto, secondo il racconto delle ragazze, una delle quali è originaria della Colombia, avrebbe offerto loro qualcosa da mangiare. Più tardi il pachistano si è anche addormentato, poi è andato in bagno e le due giovani sono riuscite a scappare. Hanno raggiunto a piedi un forno di Oste e hanno chiamato i carabinieri. Raccolto il racconto delle ragazze, i militari della Tenenza sono andati in via Scarpettini e hanno trovato il pachistano ancora nell'azienda, dove lo hanno arrestato con le accuse di sequestro di persona, violenza sessuale e rapina (ha preso un po' di spiccioli dalle borsette).
La notte brava, al momento assolutamente inspiegabile, è iniziata alle 23,30 in via Curtatone, nei pressi dell'ospedale di Prato. Le due ragazze erano sul marciapiede e sono state avvicinate dal pachistano, che secondo il loro racconto le avrebbe minacciate con un coltello e costrette a salire sull'auto di un connazionale. Lui le ha seguite in moto fino a Montemurlo, in via Scarpettini. Qui il connazionale si è defilato e l'operaio, che ha le chiavi della Manifattura G.N. dove lavora, ha costretto le due giovani a entrare nell'azienda e si è chiuso dentro con loro. Qui ha allestito una specie di giaciglio con dei teli sul pavimento, si è tolto la maglietta e ha iniziato a palpeggiare le due ragazze al seno e nelle parti intime, ma non si è spinto fino ad abusare completamente di loro. Anzi, a un certo punto, secondo il racconto delle ragazze, una delle quali è originaria della Colombia, avrebbe offerto loro qualcosa da mangiare. Più tardi il pachistano si è anche addormentato, poi è andato in bagno e le due giovani sono riuscite a scappare. Hanno raggiunto a piedi un forno di Oste e hanno chiamato i carabinieri. Raccolto il racconto delle ragazze, i militari della Tenenza sono andati in via Scarpettini e hanno trovato il pachistano ancora nell'azienda, dove lo hanno arrestato con le accuse di sequestro di persona, violenza sessuale e rapina (ha preso un po' di spiccioli dalle borsette).
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