Attenzione
Tre piste per dare un volto al killer
Paolo Nencioni
◗
Il sopralluogo della polizia sul luogo del delittoDue amici di Qiu Shiwei, il sedicenne cinese accoltellato a morte sabato notte alla Festa del Pd, hanno inseguito l'assassino, ma hanno dovuto battere in ritirata quando questo si è voltato e li ha minacciati col coltello che pochi secondi prima aveva usato per uccidere il ragazzo. Lo hanno raccontato loro stessi alla polizia durante un lunghissimo interrogatorio in Questura.
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Due amici di Qiu Shiwei, il sedicenne cinese accoltellato a morte sabato notte alla Festa del Pd, hanno inseguito l'assassino, ma hanno dovuto battere in ritirata quando questo si è voltato e li ha minacciati col coltello che pochi secondi prima aveva usato per uccidere il ragazzo. Lo hanno raccontato loro stessi alla polizia durante un lunghissimo interrogatorio in Questura.
Ma gli amici di Qiu, sentiti dalla squadra mobile fino alle 16 di domenica, non hanno detto molto altro di utile alle indagini, tanto che il killer, a distanza di 48 ore, non ha ancora un volto e un nome.
Erano in cinque, quattro ragazzi e una ragazza, i giovani cinesi andati alla Festa del Pd di Narnali sabato sera insieme a Qiu Shiwei. Hanno detto di essersi spostati con uno dei taxi abusivi degli orientali. A tutti è stata mostrata la foto di un venticinquenne cinese che lo scorso 23 febbraio fu accoltellato proprio da Qiu in un tentativo di rapina in via Donizetti, e anche quella di un complice minorenne di Qiu. L'ipotesi infatti è che l'agguato di sabato notte fosse legato al precedente episodio. Ma né la vittima dell'aggressione, né il complice sono stati riconosciuti come l'assassino di sabato.
Gli amici del sedicenne hanno fornito versioni abbastanza fumose su quanto accaduto alla festa di Narnali. In certi casi si sono contraddetti, in altri hanno aggiunto particolari che in un primo momento avevano taciuto, ogni tanto gli è scappato qualche risolino. Insomma, al momento non sono considerati testimoni particolarmente attendibili.
Sono tre le piste seguite dal vice questore Francesco Nannucci e dal sostituto procuratore Sergio Affronte per dare un nome all'assassino di Qiu Shiwei. Quella più accreditata è un regolamento di conti tra bande di giovani e giovanissimi cinesi. Piccoli gruppi di ragazzi cresciuti troppo in fretta col mito dei coltelli e dei soldi facili che potrebbero essere entrati in rotta di collisione e aver risolto nella maniera più brutale un banale sgarro o semplicemente un contrasto per stabilire chi è il più forte in una certa zona.
L'altra pista è legata alla rapina del 23 febbraio, anche se gli inquirenti negano che il sedicenne Qiu fosse un "pentito" e avesse tirato in ballo i suoi due complici per quell'episodio.
La terza ipotesi è quella passionale. Gli stessi amici di Qiu hanno accennato al fatto che il sedicenne aveva recentemente fatto della avanches a una ragazzina che ha una relazione con un altro cinese, ma al momento non c'è niente più di questo. Sembra un po' poco per armare la mano di un assassino. Una cosa è certa: il killer voleva uccidere, perché ha finito il sedicenne quando questo era già a terra con tre coltellate al cuore. Qiu Shiwei forse lo conosceva. Pochi minuti prima di essere ucciso ha detto agli amici di stare attenti perché c'era qualcosa di strano. Forse aveva visto in giro una faccia che non gli piaceva.
Ma gli amici di Qiu, sentiti dalla squadra mobile fino alle 16 di domenica, non hanno detto molto altro di utile alle indagini, tanto che il killer, a distanza di 48 ore, non ha ancora un volto e un nome.
Erano in cinque, quattro ragazzi e una ragazza, i giovani cinesi andati alla Festa del Pd di Narnali sabato sera insieme a Qiu Shiwei. Hanno detto di essersi spostati con uno dei taxi abusivi degli orientali. A tutti è stata mostrata la foto di un venticinquenne cinese che lo scorso 23 febbraio fu accoltellato proprio da Qiu in un tentativo di rapina in via Donizetti, e anche quella di un complice minorenne di Qiu. L'ipotesi infatti è che l'agguato di sabato notte fosse legato al precedente episodio. Ma né la vittima dell'aggressione, né il complice sono stati riconosciuti come l'assassino di sabato.
Gli amici del sedicenne hanno fornito versioni abbastanza fumose su quanto accaduto alla festa di Narnali. In certi casi si sono contraddetti, in altri hanno aggiunto particolari che in un primo momento avevano taciuto, ogni tanto gli è scappato qualche risolino. Insomma, al momento non sono considerati testimoni particolarmente attendibili.
Sono tre le piste seguite dal vice questore Francesco Nannucci e dal sostituto procuratore Sergio Affronte per dare un nome all'assassino di Qiu Shiwei. Quella più accreditata è un regolamento di conti tra bande di giovani e giovanissimi cinesi. Piccoli gruppi di ragazzi cresciuti troppo in fretta col mito dei coltelli e dei soldi facili che potrebbero essere entrati in rotta di collisione e aver risolto nella maniera più brutale un banale sgarro o semplicemente un contrasto per stabilire chi è il più forte in una certa zona.
L'altra pista è legata alla rapina del 23 febbraio, anche se gli inquirenti negano che il sedicenne Qiu fosse un "pentito" e avesse tirato in ballo i suoi due complici per quell'episodio.
La terza ipotesi è quella passionale. Gli stessi amici di Qiu hanno accennato al fatto che il sedicenne aveva recentemente fatto della avanches a una ragazzina che ha una relazione con un altro cinese, ma al momento non c'è niente più di questo. Sembra un po' poco per armare la mano di un assassino. Una cosa è certa: il killer voleva uccidere, perché ha finito il sedicenne quando questo era già a terra con tre coltellate al cuore. Qiu Shiwei forse lo conosceva. Pochi minuti prima di essere ucciso ha detto agli amici di stare attenti perché c'era qualcosa di strano. Forse aveva visto in giro una faccia che non gli piaceva.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
