Attenzione
prato
Due auto usate come casseforti
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Sopra il denaro sequestrato accanto Mostafà El FadiliOra la domanda è: quanto tempo resterà in carcere Mostafà El Fadili detto Barak? Perché il giovane marocchino arrestato martedì sera dalla sezione antidroga della Squadra mobile, dopo un movimentato inseguimento, era già finito in galera nell'aprile 2005
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PRATO. Ora la domanda è: quanto tempo resterà in carcere Mostafà El Fadili detto Barak? Perché il giovane marocchino arrestato martedì sera dalla sezione antidroga della Squadra mobile, dopo un movimentato inseguimento, era già finito in galera nell'aprile 2005. Allora venne arrestato nel corso dell'"Operazione Kebab" al rientro dalla Spagna: con sè aveva 100 chili di hashish.
Scarcerato in attesa del giudizio definitivo (la condanna è stata di 3 anni di reclusione, ora impugnata davanti alla Consulta per un presunto vizio procedurale) è stato arrestato un altro paio di volte.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il marocchino, 31 anni, clandestino, era sospettato di essere tornato alla grande al centro di un traffico di droga. La polizia nei giorni scorsi l'ha pedinato giorno e notte. Agenti si sono appostati nei luoghi frequentati da El Fadili per raccogliere tutti gli elementi utili poi l'altra sera sono scattate le manette. Il marocchino è stato fermato in via Ferrucci dove era andato per consegnare alcune dosi di droga. Quando El Fadili ha cercato di allontanarsi due auto della polizia lo hanno accerchiato, lui ha tentato una fuga disperata speronando un'auto (tre poliziotti sono rimasti contusi), ma non ce l'ha fatta. Uscito dalla vettura si è messo a correre ma è stato placcato da un agente. Addosso, nascosti nelle mutande, aveva 50 grammi di cocaina.
La polizia ha inchiodato El Fadili col ritrovamento, all'interno di una Mercedes e di una Lancia Y da lui utilizzate di circa 350 grammi di cocaina e di 115mila euro in contanti. Le auto erano state parcheggiate in via Botticelli e in via dei Catracci e impiegate a mo' di casseforti. I soldi erano nascosti nel cofano, sotto i sedili e nel portaoggetti. Secondo il capo della Squadra Mobile, Francesco Nannucci, El Fadili aveva messo in piedi un lucroso traffico di droga. Si stima che potesse mettere in circolo un chilo e mezzo di coca alla settimana. Il ricavato dalla vendita agli spacciatori, non direttamente ai tossicodipendenti, veniva reinvestito in beni immobiliari in Marocco.
Mostafà El Fadili abitava in via del Purgatorio 20 insieme ad una cittadina indiana. Temendo di essere controllato dalle forze dell'ordine aveva adottato alcune cautele per evitare di essere seguito. Infatti lasciava la sua Punto lontano da casa e tornava a piedi attraverso i campi. Precauzioni che però si sono rivelate alla fine inutili. Nei suoi confronti è scattato l'arresto per detenzione e spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento. La domanda però resta quella iniziale: quanto resterà in carcere? Un'ultima curiosità: El Fadili, clandestino e senza patente, girava su tre auto, due intestate a italiani e una ad un marocchino. Così va il mondo.
G.C.
Scarcerato in attesa del giudizio definitivo (la condanna è stata di 3 anni di reclusione, ora impugnata davanti alla Consulta per un presunto vizio procedurale) è stato arrestato un altro paio di volte.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il marocchino, 31 anni, clandestino, era sospettato di essere tornato alla grande al centro di un traffico di droga. La polizia nei giorni scorsi l'ha pedinato giorno e notte. Agenti si sono appostati nei luoghi frequentati da El Fadili per raccogliere tutti gli elementi utili poi l'altra sera sono scattate le manette. Il marocchino è stato fermato in via Ferrucci dove era andato per consegnare alcune dosi di droga. Quando El Fadili ha cercato di allontanarsi due auto della polizia lo hanno accerchiato, lui ha tentato una fuga disperata speronando un'auto (tre poliziotti sono rimasti contusi), ma non ce l'ha fatta. Uscito dalla vettura si è messo a correre ma è stato placcato da un agente. Addosso, nascosti nelle mutande, aveva 50 grammi di cocaina.
La polizia ha inchiodato El Fadili col ritrovamento, all'interno di una Mercedes e di una Lancia Y da lui utilizzate di circa 350 grammi di cocaina e di 115mila euro in contanti. Le auto erano state parcheggiate in via Botticelli e in via dei Catracci e impiegate a mo' di casseforti. I soldi erano nascosti nel cofano, sotto i sedili e nel portaoggetti. Secondo il capo della Squadra Mobile, Francesco Nannucci, El Fadili aveva messo in piedi un lucroso traffico di droga. Si stima che potesse mettere in circolo un chilo e mezzo di coca alla settimana. Il ricavato dalla vendita agli spacciatori, non direttamente ai tossicodipendenti, veniva reinvestito in beni immobiliari in Marocco.
Mostafà El Fadili abitava in via del Purgatorio 20 insieme ad una cittadina indiana. Temendo di essere controllato dalle forze dell'ordine aveva adottato alcune cautele per evitare di essere seguito. Infatti lasciava la sua Punto lontano da casa e tornava a piedi attraverso i campi. Precauzioni che però si sono rivelate alla fine inutili. Nei suoi confronti è scattato l'arresto per detenzione e spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento. La domanda però resta quella iniziale: quanto resterà in carcere? Un'ultima curiosità: El Fadili, clandestino e senza patente, girava su tre auto, due intestate a italiani e una ad un marocchino. Così va il mondo.
G.C.
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