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Prato

La squadra di Cenni

Roberto Cenni nel salone comunale dopo aver annunciato la giunta Tolta la giacca, ora è tempo di mettersi al lavoro
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Roberto Cenni nel salone comunale dopo aver annunciato la giunta Tolta la giacca, ora è tempo di mettersi al lavoro

I "magnifici" dieci. Sono gli assessori della prima giunta di centrodestra della storia di Prato. Ci sono. Hanno firmato ieri pomeriggio, tra un caffè e una pizzetta (dalla stanza del sindaco è uscito un vassoio vuoto) e qualche sketch: «E' quasi fatta. Stiamo tagliando il cordone ombelicale», tanto per dire che l'affidamento delle deleghe è stato più complesso del previsto

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PRATO. I "magnifici" dieci. Sono gli assessori della prima giunta di centrodestra della storia di Prato. Ci sono. Hanno firmato ieri pomeriggio, tra un caffè e una pizzetta (dalla stanza del sindaco è uscito un vassoio vuoto) e qualche sketch: «E' quasi fatta. Stiamo tagliando il cordone ombelicale», tanto per dire che l'affidamento delle deleghe è stato più complesso del previsto.
Dieci assessori (non 12), 7 uomini e 3 donne, e due novità: l'ingresso nella giunta Cenni della giornalista Anna Beltrame con delega a Cultura, Comunicazione e Turismo e di Filippo Bernocchi con delega ai Rapporti istituzionali (soprattutto col governo romano), Grandi infrastrutture e Energia. Tutti gli altri sono stati confermati. «E' una giunta dell'equilibro e del fare - ha commentato Cenni - con grande apertura alla città ma anche con una rappresentanza politica». Ed è proprio il rapporto con i partiti che ha fatto ritardare la quadra di qualche giorno. «Certo mi sono sentito pressato - ha proseguito - e si poteva evitare perchè non mi sono presentato con atteggiamenti di preclusione o con la voglia di fare risse. Bastava avviare una discussione serena e le questioni sarebbero comunque andate a posto. Capisco la voglia di rivendicazione ma quello che conta è l'insieme. Credo comunque di aver gestito con equilibrio, buon senso e moderazione». Cenni è soddisfatto: «E se ci accorgeremo, una volta capita bene la macchina amministrativa, che ci saranno professionalità da aggiungere, lo faremo».
Il sindaco potrà contare anche su un pool di consiglieri alle sue dipendenze. Quattro, per il momento, i saggi di Cenni: l'architetto Giuseppe Centauro, un professionista che ha avuto intensi rapporti con il centrosinistra, ma altrettante delusioni (soprattutto sulla gestione della città etrusca) che dovrà assistere Cenni «su tutte quella massa di cose belle della città - ha spiegato - che fino a oggi sono state sottovalutate»; Yuri Chechi, anche lui un ex del centrosinistra, che si impegnerà, ovviamente, sul fronte dello sport «per recuperare i gap che Prato ha»; l'ingegnere Federico Mazzoni (doveva entrare in giunta) e il gallerista di fama internazionale Federico Moretti «che ci aiuterà a mettere in sinergia i musei cittadini». Oltre ai quattro saggi, tra gli uomini più vicini al sindaco, ci saranno due consiglieri: Gianni Cenni che riceverà la delega all'Urbanistica e Leonardo Soldi con delega allo Sport. La prima giunta sarà convocata questa mattina per votare il programma che verrà presentato durante la cerimonia dell'insediamento del consiglio oggi alle 16,30. Prime questioni da risolvere: il Pecci «non potrò mantenere la presidenza - ha spiegato Cenni - ma Valdemaro Beccaglia ha operato bene e potrebbe anche rimanere» e Interporto (assemblea il 16): «Presto mi incontrerò con il presidente Antonio Napolitano per capire come muoversi». Prima iniziativa? «Chiamo a raccolta la città - ha concluso il sindaco - perchè voglio ripristinare la cocomerata. E' nella nostra tradizione ed è un pezzo della nostra identità».
Cri.Or.

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