Il Tirreno

Prato

La questione cinese

Marco Wong
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Marco Wong

Uno, Roberto Cenni, è diventato sindaco. L'altro, Marco Wong, è invece rimasto fuori dal consiglio comunale così come tutta la sua lista. C'è però una faccenda che li accomuna, non solo per ragioni d'affari o d'origine - la Cina e i cinesi - e che li ha visti protagonisti ieri mattina di una delle trasmissioni radiofoniche della Rai più seguite: "Radio anch'io"

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PRATO. Uno, Roberto Cenni, è diventato sindaco. L'altro, Marco Wong, è invece rimasto fuori dal consiglio comunale così come tutta la sua lista. C'è però una faccenda che li accomuna, non solo per ragioni d'affari o d'origine - la Cina e i cinesi - e che li ha visti protagonisti ieri mattina di una delle trasmissioni radiofoniche della Rai più seguite: "Radio anch'io". A domanda del conduttore, Cenni non ha attribuito la sua vittoria alla sola e pur massiccia presenza cinese. Per il primo sindaco di centrodestra, il fatto è che «la città è rimasta inascoltata per troppi anni su tutti i problemi». Fra questi, certo, rientra l'immigrazione, soprattutto perché «da noi gli immigrati sono il 20% su una popolazione di 186mila abitanti». Questione di proporzioni, insomma. E anche di concorrenza sleale, benché «non ci siano molti contatti fra la filiera a monte» e le confezioni cinesi. «I due distretti - ha detto il sindaco - non si toccano». Bisogna però combattere «la produzione in clandestinità e illegalità - ha aggiunto Cenni - e indagare per capire da dove provengono i 500milioni di euro» che dalla città prendono la via dell'estremo oriente attraverso i money transfert. Impossibile, tuttavia, pretendere di controllare tutto e tutti.
E per Marco Wong, così, una soluzione potrebbe essere incentivare, «con la ricetta del dialogo», la fuoriuscita dall'illegalità di chi opera in un contesto simile. «La presenza cinese va vista in un quadro più organico, ora che la campagna elettorale è finita - ha aggiunto Wong - Non va vista come un problema o come un'opportunità ma, semplicemente, come una realtà in una città dove un bambino su tre nasce da genitori cinesi». E allora, largo al dialogo, pur consapevoli dei problemi.
F.B.

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