Il Tirreno

Prato

Dopo i tagli a Tessile Fiorentina e Microtex dipendenti preoccupati per la sorte della tessitura

Becagli, ditte più "snelle"

Ilenia Reali
La Smart era la rifinizione della famiglia Becagli
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La Smart era la rifinizione della famiglia Becagli

L'amministratore: «Non ho detto che cesso l'attività ma di lavorare meglio Continueremo a credere nel tessile»

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PRATO. Inventarono il pile. E per anni sono stati tra i leader indiscussi del tessile a Prato. Ma ora anche il Gruppo Becagli, il ramo che fa capo ai fratelli Massimiliano, Lorenzo e Niccolò sente la crisi. E piano, piano si assottiglia sempre di più. Com'è accaduto, in vario modo, per le altre aziende simbolo di Prato (Gruppo Pecci, Miliotti, per fare due tra gli esempi più noti) anche i Becagli sentono il calo degli ordini. E razionalizzazione aziendale è un'espressione che è stata pronunciata spesso negli ultimi due anni.
Ieri, l'ultimo segnale, chiamiamolo di tensione alla tessitura Sottovento.
Alle 14, Massimiliano Becagli ha incontrato i 15 lavoratori della tessitura di via Fonda di Mezzana. E li avrebbe informati che a dicembre l'azienda sarà chiusa. Questo almeno riferiscono alcuni dei dipendenti presenti all'incontro mentre, l'amministratore dell'azienda raggiunto telefonicamente, ha negato di aver comunicato questa intenzione ma di essersi limitato a fare un incontro sollecitando i suoi collaboratori a fare un lavoro di maggiore qualità altrimenti, se le cose non fossero cambiate, avrebbe chiuso l'azienda a fine dicembre.
La preoccupazione dei lavoratori della tessitura è forte. Il distretto non riesce più ad assorbire chi fuoriesce dalle aziende e i lunghi periodi di disoccupazione sono ormai una realtà.
E dopo l'incontro sono in fibrillazione.
La posta in gioco è alta. Ora, in caso di chiusura, infatti potrebbero usufruire dell'indennità di mobilità mentre se la chiusura avvenisse tra qualche mese la media dei dipendenti in forza (calcolata sul personale degli ultimi sei mesi) scenderebbe e quindi non potrebbero più usufruire dei diritti attuali ma solo dell'indennità di disoccupazione, in media più corta e più bassa e con una minore copertura previdenziale.
Al di là del caso "Sottovento" e delle esatte parole pronunciate nell'incontro è un fatto che nei grandi gruppi pratesi, di cui i Becagli sono da sempre uno dei simboli, imboccare la strada giusta è difficile. E anche qui negli ultimi due anni si è stati costretti a tagliare di molto i costi di produzione.
Due anni fa la prima azienda di famiglia a sentire la crisi fu la rifinizione Smart, oggi chiusa. Poi toccò alla Tessile fiorentina che, per una riorganizzazione, fu alleggerita e in parte assorbita da altre aziende tessili dei Becagli a Prato. Ora una parte dei dipendenti, una parte molto minoritaria, sono impiegati nell'erede della Tessile fiorentina, la Tessile fiorentina company.
Parte della produzione dell'azienda, come spiegò all'epoca Niccolò Becagli, fu delocalizzata in Egitto dove il Gruppo aveva un'azienda con 40 dipendenti e dove si produce la linea base.
Qualche giorno fa la notizia della Microtex dove è stata aperta una procedura per 28 esuberi e si è attivata la cassa integrazione straordinaria per gli oltre 90 dipendenti.
Adesso il futuro incerto della Sottovento. E il timore dei dipendenti delle aziende che la famiglia Becagli possa decidere di dedicare le sue energie meno al tessile e più agli altri settori come il turismo e l'immobiliare.
Massimiliano Becagli non ha molta voglia di parlare dell'argomento. «Non abbiamo intenzione di smettere di fare tessile - precisa - e stiamo facendo degli investimenti per andare avanti. Abbiamo sempre cercato di fare del nostro meglio nelle aziende per non arrivare alla chiusura e le decisioni che ci troviamo a prendere sono fondamentali. La dimostrazione è che stiamo cercando di orientarci anche su articoli diversi che per il momento non è il caso di dire. Non è un segreto per nessuno, del resto, che nella moda si stanno utilizzando sempre di più prodotti importati. Sempre in aumento».

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