Il Tirreno

Prato

Accertati 102 "furbetti"

Giovanni Ciattini
Il procuratore capo Piero Tony
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Il procuratore capo Piero Tony

«Truffato lo Stato ma anche i cittadini e i loro stessi colleghi di lavoro»

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PRATO. Malcostume mezzo gaudio. Fino a ieri all'interno dell'ospedale Misericordia e Dolce è stato così. Era prassi abbastanza diffusa fra i dipendenti Asl aggirare gli orologi marcatempo attraverso lo scambio dei badge (le tessere magnetiche) fra i lavoratori in modo da risultare al lavoro mentre in realtà si erano attardati al bar, a parcheggiare o erano impegnati in altre faccende. Prassi diffusa, si è detto: a confermarlo i dati forniti ieri dai carabinieri durante la conferenza stampa in Procura: sono 102 i dipendenti Asl che hanno compiuto timbrature irregolari.
E questo, va detto, avendo come punto di riferimento un periodo di tempo circoscritto, dal 29 maggio al 23 agosto 2008, e solo due apparecchi marcatempo, su otto, sottoposti al controllo di una videocamera. In particolare i due nel corridoio adiacente all'ingresso lato nuovo dell'ospedale. «Ci siamo trovati di fronte alla punta di un iceberg - ha commentato il procuratore capo Piero Tony che insieme al sostituto procuratore Roberta Pieri, che ha coordinato l'inchiesta, ha spiegato alcuni dettagli delle indagini - e c'è da supporre che se i controlli fossero stati più estesi avremmo avuto riscontri ancora più allarmanti di questo malcostume. La nota positiva è che la segnalazione ci è stata fatta dalla stessa azienda Asl 4, segno che la struttura contiene gli anticorpi per combattere il virus». Il reato contestato ai cinque dipendenti arrestati (per due c'è già stata la revoca della misura cautelare al proprio domicilio) e ai ventidue indagati è di truffa aggravata ai danni dello Stato. «Ma i danneggiati sono anche gli utenti - ha aggiunto il procuratore Tony - e i colleghi che hanno dovuto sopperire alle mancanze degli altri. Credo che questo intervento porterà certamente ad una moralizzazione». Il procuratore Tony ha anche ribadito che nessuno degli indagati ha finora negato i fatti, cercando soltanto di minimizzare il ritardo o l'assenza. Le immagini registrate e i riscontri sui tabulati delle presenze e sulle foto dei dipendenti ha consentito ai carabinieri di svolgere accertamenti su ciascun dipendente e riscontrare che 102 dipendenti avevano commesso irregolarità. Nei confronti di coloro che hanno compiuto il maggior numero di irregolarità (c'è chi ne ha commesse 40 nel periodo in esame) sono scattati gli arresti domiciliari: due portieri, una guardia giurata della Securitas Metronotte, un medico e un infermiere. Per altre 22 dipendenti il sostituto procuratore Pieri aveva chiesto la sospensione dal servizio, accordata dal Gip però solo per sei persone. Gli altri 75, a cui sono contestati pochi episodi (da uno a tre), riceveranno avviso di conclusione delle indagini e contestuale informazione di garanzia.

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