Sicurezza
Squittieri rimette il mandato ma resta in sella
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La segretaria Pd Bendetta Squittieir dopo la sconfitta elettorale di due giorno faLa segretaria: «Dopo questa sconfitta tutti i dirigenti del partito sono a disposizione ma la battaglia ricomincia»
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PRATO. Poi c'è l'altra parte politica. Di là adrenalina, il mondo nelle mani. Di qua mestizia, disorientamento, facce affaticate, insonni. Il colpo è più che duro. La segretaria del Pd Benedetta Squittieri ha convocato la riunione dei "quaranta", quell' ennesimo organismo nato per condurre in porto i candidati Massimo Carlesi e Lamberto Gestri. Nessuno dei due ieri mancava e con loro i deputiti Lulli e Giacomelli, Fabrizio Mattei, i big. Tutti. Clima pesante.
La segretariA ha messo a disposizione il proprio mandato. Nessuno l'ha raccolto. Non sono cadute teste, ieri, come chiedeva qualcuno. Squittieri, molto probabilmente e salvo novità dell'ultima ora, condurrà il Pd nella fase congressuale (si deciderà in una riunione a Roma venerdì se farlo ad ottobre o rinviarlo di un anno). Poi si vedrà.
«Ho voluto convocare la prima riunione immediatamente - spiega Squittieri - per affrontare subito i problemi e quella che sarà la linea futura del partito. Non abbandoniamo la città - dice- la nostra gente. La battaglia ricomincia da subito ma abbiamo deciso di avviare una riflessione profonda sul partito iniziando da lontano - aggiunge - da due anni fa». Il messaggio della segretaria è chiaro: «Siamo tutti a disposizone». Ovvero tutti i dirigenti del pd pratese, nessuno escluso, sono chiamati ad assumersi quelle che sono le proprie resposabilità nel risultato elettorale di due giorni fa, prima del 6 e 7 giugno e forse ancora prima. Niente "notte dei lunghi coltelli" dentro il Pd, almeno in questa fase, niente capri espiatori, niente "colpirne uno per educare tutti", ma analisi, discussioni «per capire il malesere profondo di questa città - aggiunge Squittieri - per analizzare in profondità gli effetti della crisi economica, dei temi dell'immigrazione ma anche per prendere atto che c'è anche, fortissima, la crisi della politica e che il partito è stato percepito come assente e impegnato solo a decidere chi fa che cosa».
Mai il centrosinistra pratese è stato così fragile come in questo momento. Andrea Lulli e Antonello Giacomelli rinunceranno ad andare a Roma per restare in città. Perché c'è bisogno di punti di riferimento. Tra due, tre giorni, verrà convocato il direttivo provinciale quindi lunedì si riunirà, per la prima volta dopo la grande debàcle, l'assemblea provinciale. Dove i malesseri della base difficilmente potranno essere governati. L'assemblea si riunirà per prendere atto della sconfitta epocale, forse se gli animi lo consentiranno si comincerà a parlare di domani, di cosa fare, come reggere, da quale punto ricominciare. «Ma il peso che si sente è enorme» conclude la segretaria. Talmente forte che rischia di schiacciare.
Cri.Or.
La segretariA ha messo a disposizione il proprio mandato. Nessuno l'ha raccolto. Non sono cadute teste, ieri, come chiedeva qualcuno. Squittieri, molto probabilmente e salvo novità dell'ultima ora, condurrà il Pd nella fase congressuale (si deciderà in una riunione a Roma venerdì se farlo ad ottobre o rinviarlo di un anno). Poi si vedrà.
«Ho voluto convocare la prima riunione immediatamente - spiega Squittieri - per affrontare subito i problemi e quella che sarà la linea futura del partito. Non abbandoniamo la città - dice- la nostra gente. La battaglia ricomincia da subito ma abbiamo deciso di avviare una riflessione profonda sul partito iniziando da lontano - aggiunge - da due anni fa». Il messaggio della segretaria è chiaro: «Siamo tutti a disposizone». Ovvero tutti i dirigenti del pd pratese, nessuno escluso, sono chiamati ad assumersi quelle che sono le proprie resposabilità nel risultato elettorale di due giorni fa, prima del 6 e 7 giugno e forse ancora prima. Niente "notte dei lunghi coltelli" dentro il Pd, almeno in questa fase, niente capri espiatori, niente "colpirne uno per educare tutti", ma analisi, discussioni «per capire il malesere profondo di questa città - aggiunge Squittieri - per analizzare in profondità gli effetti della crisi economica, dei temi dell'immigrazione ma anche per prendere atto che c'è anche, fortissima, la crisi della politica e che il partito è stato percepito come assente e impegnato solo a decidere chi fa che cosa».
Mai il centrosinistra pratese è stato così fragile come in questo momento. Andrea Lulli e Antonello Giacomelli rinunceranno ad andare a Roma per restare in città. Perché c'è bisogno di punti di riferimento. Tra due, tre giorni, verrà convocato il direttivo provinciale quindi lunedì si riunirà, per la prima volta dopo la grande debàcle, l'assemblea provinciale. Dove i malesseri della base difficilmente potranno essere governati. L'assemblea si riunirà per prendere atto della sconfitta epocale, forse se gli animi lo consentiranno si comincerà a parlare di domani, di cosa fare, come reggere, da quale punto ricominciare. «Ma il peso che si sente è enorme» conclude la segretaria. Talmente forte che rischia di schiacciare.
Cri.Or.
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