Il Tirreno

Prato

TRAGEDIA SFIORATA

Due inchieste per il treno deragliato

Due inchieste per il treno deragliato

Due inchieste cercheranno di chiarire le cause del deragliamento avvenuto vicino a Vaiano che ieri ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria di mezza Italia

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PRATO. Saranno due inchieste, una della magistratura e una interna delle Ferrovie, a cercare di chiarire le cause del deragliamento che ieri ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria di mezza Italia. All’apparenza sembra un cedimento strutturale di uno o di entrambi gli assi del vagone cisterna che poi è deragliato. Gli addetti ai lavori sul posto ieri mattina parlavano di uno “sboccolamento”.

Sarebbe a dire, in termini più comprensibili, che i cuscinetti sui quali gira la ruota potrebbero essersi consumati provocando un inceppamento. Di fatto l’asse sul quale poggia il vagone è un pezzo unico che pesa circa 700 chili ed è fatto, o dovrebbe essere fatto, di acciaio più resistente di quello delle rotaie (anche perché devono essere queste e non quello a consumarsi prima).

Qualcosa evidentemente non ha funzionato. L’asse anteriore del vagone cisterna si è staccato e quasi certamente è andato a sbattere sull’asse posteriore facendo cedere anche questo. Mentre tutto ciò accadeva, il vagone, che era il numero 9 su un convoglio di una ventina di pezzi, è rimasto attaccato sia a quello davanti che a quello di dietro. Se si fosse staccato, forse sarebbe comunque deragliato, ma almeno avrebbe evitato di frantumare migliaia di traversine di calcestruzzo per circa quattro chilometri, che ora dovranno essere sostituite. Ironia della sorte, all’inizio del tratto danneggiato ci sono due vecchie traversine in legno, le uniche superstiti. Bene, solo queste sono rimaste intatte. Una ventina di anni fa le hanno sostituite con quelle di cemento perché darebbero maggiori garanzie e anche perché quelle di legno dovevano essere trattate con una speciale sostanza che poi si è rivelata cangerogena.

Sui treni merci c’è un sistema frenante che scatta automaticamente quando un vagone si stacca da un altro, ma ieri mattina i vagoni sono rimasti attaccati e così il macchinista del Bologna-Catania non si è accorto di nulla. Per diversi chilometri il treno ha proseguito la corsa fin quando finalmente il vagone cisterna è deragliato e il convoglio si è fermato. Alle Ferrovie non risulta che esistano altri sistemi per prevenire un evento del genere.

Su questo e su altri particolari dovrà far luce l’inchiesta della magistratura, che ieri ha ordinato alla polizia ferroviaria di sequestrare i due vagoni coinvolti nel deragliamento. Sui vagoni verranno disposte perizie tecniche e si cercherà di attribuire eventuali responsabilità. In questi frangenti di solito c’è la tendenza a dare la colpa all’errore umano, ma non sembra questo il caso. Semmai ci sarebbe da mettere mano a un tratto di ferrovia dove gli incidenti si verificano un po’ troppo spesso.

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